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Ance: ‘puntare su piccole e medie opere e su un Piano Città’

Il Presidente dei costruttori parla all’Assemblea annuale. Contestato il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli

vedi aggiornamento del 07/05/2012
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29/09/2011 - “L’assunto che sia possibile un’infrastrutturazione generica di sviluppo a costo zero o è una chimera o è una presa in giro”. Lo ha detto ieri il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti, nel corso dell’Assemblea dell’Associazione di costruttori, con riferimento al Decreto per lo sviluppo allo studio del Governo.


“L’edilizia è il motore fondamentale dell’economia italiana - ha detto ancora Buzzetti -, ma perchè sia davvero efficace, occorre che le poche risorse disponibili non vadano a concentrarsi su poche grandi opere. Bisogna invece puntare su piccole e medie opere e su un Piano Città”.
 
Dal Piano Casa, dunque, l’Ance chiede di passare al Piano Città che comprende la mobilità urbana, la manutenzione degli edifici, la demolizione e la ricostruzione. E propone di introdurre agevolazioni fiscali mirate, che stimolino la realizzazione di programmi di riqualificazione.

“Dobbiamo spendere una parte di quei 5 miliardi di bilancio per il 2012 per gli interventi di manutenzione e di messa in sicurezza del territorio”, ha aggiunto il presidente dell’Ance, facendo riferimento ai soldi stanziati per il 2012 nel capitolo Bilancio, e ricordando che in due anni e mezzo solo il 10% delle risorse è stato impegnato.
 
“Il tempo è scaduto”, ha concluso Buzzetti, sottolineando che sul Decreto Sviluppo “il Governo si sta giocando l'ultima chance di credibilità”. La situazione è critica e l’Ance l’ha illustrata ancora una volta: circa 230mila posti di lavoro persi dall’inizio della crisi, che diventano 350mila se si considerano anche i settori collegati alle costruzioni.
 
Il Ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha risposto che “soldi non ce ne sono. Il finanziamento per le infrastrutture avverrà attraverso la defiscalizzazione. Le risorse sono indirette ma sono sempre risorse”. E ha annunciato che il Decreto Sviluppo sarà pronto tra una decina di giorni e che a breve verranno ascoltati anche gli enti locali.
 
Le contestazioni al Ministro Matteoli
L’intervento del Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli è stato interrotto da fischi e urla provenienti dalla platea. Quando ha cominciato ad elencare le misure messe in atto dal Governo sul fronte delle infrastrutture, alcuni costruttori hanno urlato “Vergogna, basta, usciamo!” e hanno lasciato la sala.
 
A protestare sarebbero stati soprattutto i giovani imprenditori edili. “Il ministro - ha spiegato Sandro Catalano, presidente del gruppo giovani dell’Ance di Trapani - è venuto senza sapere di cosa doveva parlare. Senza dare né risposte nè proposte. Non c’è  niente per il futuro. Ci aspettavamo qualche novità”.
 
“Mi rendo conto dello stato d’animo degli imprenditori in un momento di scarsità di risorse e di crisi economica e finanziaria” - ha commentato il Ministro. “C’è tutta la mia comprensione nei confronti di questo stato d’animo” ha concluso.
(riproduzione riservata)
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