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Appalti, confronto aperto su esclusione e costo del lavoro

Entro sabato 10 settembre le osservazioni di imprese e pubbliche amministrazioni

vedi aggiornamento del 07/03/2012
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06/09/2011 - Cause di esclusione dagli appalti, elaborazione dei bandi tipo e peso del costo del lavoro nella valutazione delle offerte. Sono i temi della consultazione on line, aperta dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici sulle novità introdotte dal Decreto Sviluppo. Imprese e amministrazioni potranno presentare le proprie osservazioni entro sabato 10 settembre.

 
Esclusione dalle gare e bandi tipo
Il decreto sviluppo, in vigore da maggio, ha stabilito che le Stazioni Appaltanti possono introdurre solo clausole di esclusione che abbiano come riferimento il Codice Appalti o il regolamento di attuazione. Allo stesso tempo, l’esclusione può riferirsi ad altre norme o all’esigenza di tutelare il corretto svolgimento delle operazioni.
 
Ne consegue che sono nulle tutte le altre clausole inserite dalla Stazione appaltante. Per operare in un clima di maggiore certezza, l’Authority sta elaborando dei bandi tipo contenenti le clausole tassative di esclusione, che al momento sono il mancato adempimento delle prescrizioni previste, l’incertezza sull’offerta, la non integrità del plico, la violazione dei termini o delle disposizioni in materia di subappalto e avvalimento.
 
Offerte e costo del lavoro
Secondo il decreto sviluppo, le offerte devono essere valutate al netto del costo del lavoro. Questa misura mira a prevenire lavoro nero e abbassamento dei salari. Il rispetto dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva non sarà quindi causa di aumento del prezzo dell’offerta e di minore competitività.
 
In base a diverse interpretazioni, la definizione del costo del lavoro potrebbe essere indicata nel bando di gara o, al contrario, in fase di esecuzione, tenendo conto anche dei livelli di produttività ed efficienza che potrebbero giustificare un ribasso.

 
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