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Energia: incentivi per la cogenerazione ad alto rendimento

Il bonus è commisurato all’effettivo risparmio di energia primaria

vedi aggiornamento del 21/12/2011
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13/09/2011 - Il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha firmato il DM 5 settembre 2011 che definisce il nuovo regime di sostegno per la cogenerazione ad alto rendimento, in attuazione dell’articolo 30 della legge 99/2009.

 
Il metodo di calcolo dell’incentivo è omogeneo per tutti gli impianti ed è commisurato all’effettivo risparmio di energia primaria, che viene definito secondo i nuovi criteri selettivi introdotti dalla direttiva comunitaria 2004/8/CE, applicabili dal 1° gennaio 2011.

L’incentivo si basa sul sistema dei Certificati Bianchi, che vengono riconosciuti per un periodo di 10 anni per gli impianti di produzione e di 15 anni per gli impianti abbinati al teleriscaldamento. Al valore base del Certificato Bianco è inoltre applicato un coefficiente (K), differenziato per cinque scaglioni di potenza, per tener conto dei diversi rendimenti medi degli impianti e delle potenzialità di sviluppo della piccola e media cogenerazione.

La misura è cumulabile solo con fondi di garanzia, detassazione e altri contributi in conto capitale, dunque è sostitutivo dell’attuale Certificato Bianco. La gestione della misura è affidata al GSE, cui l’operatore si rivolgerà per  richiedere la qualificazione come CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento) e che annualmente riconoscerà all’operatore stesso un incentivo corrispondente agli effettivi risparmi di energia primaria conseguiti e misurati.

Norme specifiche sono infine previste per definire gli incentivi anche per i rifacimenti di impianti esistenti e per gli impianti entrati in esercizio dopo il 1° aprile 1999 e prima del Dlgs 20/2007, cui spetta  un corrispettivo pari al 30% degli incentivi previsti per i nuovi impianti per un periodo di cinque anni, secondo il recente Dlgs 28/2011 sulle energie rinnovabili.

La cogenerazione ad alto rendimento è diffusa soprattutto in settori industriali ad alto consumo di energia termica e nel settore dei servizi annessi a reti di teleriscaldamento urbano.

Il nuovo regime di sostegno può assicurare un ulteriore sviluppo di questa tecnologia, conseguendo non solo nuovi obiettivi in termini di risparmio energetico, ma anche significative ricadute positive sui settori industriali che consumano l’energia termica e l’energia elettrica prodotta nel proprio ciclo di lavorazione, abbattendo direttamente il costo dell’energia.


Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico
(riproduzione riservata)
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