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Calabria, via libera alla legge per l’edilizia sostenibile

A breve il sistema di certificazione degli edifici e di accreditamento dei professionisti

vedi aggiornamento del 05/04/2012
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19/10/2011 - Nella seduta del 17 ottobre scorso, il Consiglio regionale della Calabria ha approvato all’unanimità le “Norme per l’abitare sostenibile”.

 
La legge stabilisce criteri, indirizzi, metodi e contenuti degli strumenti di promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile e durevole degli ambiti urbanistici ed edilizi e si pone come strumento quadro di regolamentazione dei principi fondamentali della sostenibilità in edilizia a partire dalla pianificazione urbanistica.
 
Lo strumento centrale di attuazione è la certificazione della sostenibilità degli edifici che si basa sul Protocollo Itaca. Nello stesso tempo la legge si pone come strumento di promozione ed incentivazione delle azioni per la sostenibilità delle costruzioni, da attuare attraverso una serie di incentivi ed agevolazioni anche economici.
 
La sostenibilità degli edifici - spiega la relazione al ddl - ha inizio dagli strumenti di governo del territorio che devono contenere, già al momento della scelta delle aree, precise indicazioni ambientali, sulle modalità di costruzione e sul migliore utilizzo delle risorse climatiche, ambientali ed energetiche presenti sul sito.
 
La legge disegna il sistema di certificazione della sostenibilità degli edifici e le modalità tecniche di conoscenza e di controllo del livello di prestazione da questi raggiunto (artt. 8 e 9).
 
Sono definiti i principi generali per le procedure di certificazione: l’ente competente è la Regione, che abiliterà i professionisti. Con apposita documentazione, saranno definite le procedure e i relativi controlli per l’accreditamento dei professionisti abilitati alla certificazione, e per l’acquisizione del certificato.
 
L’articolo 9 contiene i principi generali delle procedure tecniche per la valutazione della sostenibilità degli edifici, cioè il disciplinare tecnico, strumento tecnico a base della certificazione dell'edificio.
 
Ad esso si affiancano le linee guida, una sorta di manuale esplicativo e di orientamento contenente anche esempi pratici, che illustra nel dettaglio le modalità per il raggiungimento dei livelli di prestazione prescelti e un sistema informatico che renda più agevole all'utenza (progettisti, e certificatori) la compilazione delle schede contenute nel disciplinare tecnico stesso.
 
La proposta di legge prevede una integrazione volontaria alla certificazione energetica obbligatoria prevista dall’art. 6 del Dlgs 192/2005, con l'intento di creare una sorta di “competizione virtuosa” tra proprietari, costruttori e progettisti.
 
La legge proposta si limita all’enunciazione dei principi e delle norme quadro; successivamente la Regione disciplinerà le modalità di calcolo delle prestazioni energetiche e ambientali degli edifici secondo un metodo prestazionale a punteggio che graduerà il livello di qualità raggiunto. Su tale metodo verranno tarati anche gli incentivi.
 
La certificazione energetico-ambientale, laddove richiesta, comprende anche la certificazione energetica di cui al Dlgs 192/2005, soprattutto per semplificare le procedure nei confronti degli utenti degli alloggi, dei professionisti e delle imprese.

Infine, la Regione Calabria ritiene di importanza fondamentale lasciare in mano pubblica il sistema della certificazione, attraverso il ricorso a professionisti accreditati, mantenendo tuttavia controlli a campione non solo sulla sussistenza dei requisiti dei soggetti certificatori, ma anche sul loro operato, al fine di garantire la qualità e l’efficienza del sistema e soprattutto il controllo da parte di soggetti terzi.
(riproduzione riservata)
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