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Via libera definitivo del Parlamento alla legge di Stabilità

Cancellate le tariffe minime dei professionisti, introdotte le Società tra professionisti. Non c'è la proroga della detrazione del 55%

vedi aggiornamento del 05/03/2012
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11/11/2011 - Il Senato e la Camera hanno dato il via libera al disegno di legge di Stabilità, come modificato dagli emendamenti del Governo. Dopo l'approvazione definitiva del provvedimento, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha rassegnato le dimissioni.


Per quanto riguarda i professionisti, il testo prevede la cancellazione di ogni riferimento ai minimi tariffari, la possibilità di costituire Società tra professionisti, la riforma degli ordinamenti professionali entro un anno con un DPR.
 
Tariffe professionali
La legge di Stabilità prevede la cancellazione dal testo della Manovra bis (DL 138/2011 convertito nella Legge 148/2011) del riferimento alle tariffe professionali per il calcolo del compenso spettante al professionista, che gli ordinamenti professionali dovranno recepire nei prossimi mesi (leggi tutto
).

Società tra professionisti
L’altra importante novità è la possibilità di costituire Società tra professionisti, cioè società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile. Rispetto alla bozza del maxiemendamento del 2 novembre - che limitava i soci non professionisti ad una partecipazione minoritaria e vietava a tali soci di partecipare alle attività riservate e agli organi di amministrazione della società - nel testo approvato queste due condizioni sono scomparse.

Riforma degli ordinamenti professionali
Gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del DL 138/2011, come previsto dallo stesso DL 138/2011 convertito nella Legge 148/2011. La novità introdotta dal maxiemendamento sta nel fatto che la riforma degli ordinamenti dovrà avvenire con un decreto del Presidente della Repubblica e non più con legge ordinaria, che comporta tempi più lunghi.
 
Le altre misure
Il maxiemendamento introduce molte altre misure: detassazione dei capitali investiti nella realizzazione di infrastrutture, dismissione di immobili e terreni agricoli pubblici, finanziamenti per i porti, liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, semplificazione normativa, incentivi per il lavoro, misure per velocizzare il processo civile, norme per rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse comunitarie.


Detrazione del 55%
Il testo non riconferma per i prossimi anni la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici che, senza proroga, scadrà il 31 dicembre 2011. La denuncia arriva da FederlegnoArredo e Uncsaal, che nelle scorse settimane avevano già espresso al Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani la loro preoccupazione per le modifiche alla disciplina degli incentivi fiscali del 55% destinati a porte, finestre e vetrine, contenute nella Bozza del DL Sviluppo (leggi tutto).
 
Le due associazioni imprenditoriali avevano inviato alla Commissione Bilancio del Senato il testo di un emendamento per la riconferma delle detrazioni, confidando, da un lato sulla loro sensibilità alle tematiche della sostenibilità ambientale, e dall’altra prendendo atto delle gravissime ricadute economiche e sociali derivanti da una eventuale mancata conferma o depotenziamento del 55%.
 
Ma nel testo appena licenziato non c’è traccia della proroga, che era invece stata inserita in una precedente bozza di maxiemendamento alla legge di Stabilità, seppur con aliquote ridotte (leggi tutto).

FederlegnoArredo e Uncsaal auspicano, quindi, che il Parlamento recepisca la necessità e l’urgenza di prorogare il 55%, conseguendo in questo modo un duplice obiettivo: recepire le indicazioni dell’Unione Europea in materia di risparmio energetico degli edifici e rassicurare tutta la filiera industriale italiana dei serramenti con un provvedimento fondamentale per la sua tenuta economica.
  
Si rivolge invece al “Governo che verrà” il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, per chiedere il rifinanziamento della detrazione del 55%. “Il credito d’imposta per la riqualificazione energetica degli edifici - spiega il Cnappc - è stata una misura importante sia sotto il profilo ambientale che economico, e lo sarà ancora di più in futuro poiché il nostro Paese è ogni giorno alle prese con le drammatiche conseguenze del grave degrado del patrimonio edilizio e - come dimostrano le tragedie avvenute nelle scorse settimane - con l’assenza di un coerente progetto di manutenzione territoriale”. 
 
“L’utilizzo del bonus - continua il Cnappc - ha contribuito a sostenere il settore dell’edilizia che, come è noto, è quello che risente maggiormente della crisi e che si trova in condizioni di grandissima difficoltà con un consistente calo dei volumi di attività, dei fatturati e - soprattutto - delle future prospettive lavorative. Contestualmente, il bonus del 55% ha inciso profondamente sul contenimento dei consumi energetici e, permettendo a soggetti privati di detrarre parzialmente i costi degli interventi, ha contribuito in modo rilevante all'emersione di molte attività altrimenti destinate ad alimentare il sommerso costituendo, di fatto, un efficace strumento di contrasto dell'evasione fiscale”.
 
“La politica - conclude il Consiglio Nazionale - dia la prova di voler investire concretamente per il futuro del Paese e di voler far fronte alla tutela del territorio e del patrimonio edilizio introducendo o mantenendo - come nel caso dell’eco bonus - misure concrete per lo sviluppo qualitativo dell'intero comparto edilizio”.
  (riproduzione riservata)
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