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Federlegno condannata per aver spostato Saiedue a Milano

Il Tribunale di Roma riconosce a BolognaFiere un risarcimento di 6,5 milioni di euro

vedi aggiornamento del 04/05/2012
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01/12/2011 - Federlegno risarcirà BolognaFiere con 6,5 milioni di euro per aver trasferito l’evento Saiedue da Bologna  a Milano. Lo ha deciso il Tribunale di Roma dichiarando illegittima la rescissione anticipata, da parte di Federlegno, del contratto con BolognaFiere per l’organizzazione di Saiedue.

 
La vicenda
Nel 2007 Federlegno, rompendo il contratto in essere con BolognaFiere, decise di trasferire la manifestazione fieristica Saiedue presso la Fiera di Milano, per dar vita al Made Expo.
 
BolognaFiere ricorse in giudizio contro l’arbitraria decisione di Federlegno e oggi il Tribunale di Roma le ha dato ragione. Con la sentenza di primo grado, i giudici hanno infatti riconosciuto l’illegittimità del recesso operato dalla Federazione Italiana delle Industrie del Legno, del Sughero, del Mobile e dell’Arredamento e da Federlegno Arredo S.r.l. (società operativa partecipata al 100% dalla predetta associazione).
 
Secondo il Tribunale, l’unilateralità, che caratterizza l’esercizio della facoltà di recesso, si pone in aperto contrasto con un assetto negoziale voluto dalle parti che, a fronte di un rapporto contrattuale della durata complessiva di dieci anni, subordini l’eventuale interruzione del rapporto solo alla comune volontà delle stesse e a una procedura di verifica periodica del loro interesse alla prosecuzione della partnership.
 
La sentenza ha quindi condannato, sulla base di una clausola penale prevista dal contratto, la Federazione Italiana delle Industrie del Legno, del Sughero, del Mobile e dell’Arredamento e Federlegno Arredo S.r.l. al risarcimento del danno in favore di BolognaFiere S.p.A. nella misura di 5.870.640,00 euro, oltre agli interessi legali e alle spese, per una cifra totale che supera i 6 milioni di euro.

I commenti
“È un pronunciamento inequivocabile - ha commentato Duccio Campagnoli, presidente di BolognaFiere - che riconosce i nostri diritti e l’illegittimità della rescissione anticipata del contratto”. “Fare fiere è un’impresa difficile - ha concluso Campagnoli - e la rescissione anticipata di un contratto non è l’esercizio di un diritto di libertà, ma crea un danno”.
 
“Spiace notare - ha replicato al Sole24Ore Roberto Snaidero, Presidente di FederlegnoArredo - che vengano utilizzati da un ente pubblico toni trionfalistici a fronte di una sentenza di primo grado comunque non definitiva, ingiusta e palesemente errata”, contro la quale Federlegno ricorrerà in appello.
(riproduzione riservata)
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