Imu, proposte aliquote graduate sul rendimento energetico
Proposti incentivi alla riqualificazione degli edifici e limiti alle manovre dei Comuni
22/12/2011 - Correzione delle aliquote Imu in base al rendimento energetico degli edifici. È una delle osservazioni sulla Manovra Salva Italia della Commissione Territorio e Ambiente del Senato, presentata prima che il Governo ottenesse la fiducia sull'approvazione del testo senza emendamenti.
Dato che la fiducia ha convalidato i contenuti della norma, così come approvata dalla Camera, le valutazioni potrebbero ispirare provvedimenti futuri.
Secondo il senatore D’Alì, per incentivare gli investimenti nel settore edilizio volti ad una maggiore efficienza energetica degli edifici, sarebbe utile prevedere riduzioni o detrazioni dell’Imu, imposta municipale unica.
Dovrebbero beneficiare del bonus gli immobili riqualificati dal punto di vista energetico, nonché i nuovi edifici che garantiscono elevate prestazioni energetiche, in grado di produrre quantità di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno in misura superiore agli standard previsti per legge.
Si tratta quindi delle costruzioni che ottengono dalle amministrazioni locali la certificazione di sostenibilità ambientale, ma anche degli edifici già esistenti, sottoposti a rilevanti interventi di ristrutturazione commisurati al raggiungimento di standard di classe energetica A.
Un’ipotesi di ritocco dell’Imu è stata avanzata anche lunedì scorso dal senatore Barbolini, relatore per la Commissione Finanze e Tesoro, che ha rilevato l’esigenza di rendere più equilibrata l’IMU sulle seconde case e, in particolare sugli immobili delle imprese. In caso contrario, si rischierebbe di colpire il mercato degli affitti e i soggetti proprietari di seconde case con redditi bassi.
Il passato regime Ici, ha ricordato Barbolini, prevedeva da un lato incentivi ad affittare appartamenti a canone concordato e dall’altro disincentivi a tenere inutilizzati gli appartamenti. Col nuovo sistema, che uniforma tutti i trattamenti, gli immobili potrebbero rimanere vuoti, con riflessi negativi sulle fasce deboli di popolazione ed un impoverimento del patrimonio immobiliare.
Per il senatore D’Ubaldo, la natura dell’Imu potrebbe essere snaturata dagli interventi delle amministrazioni locali. A suo parere si dovrebbe quindi limitare la manovrabilità delle aliquote.
Vista la ristrettezza dei tempi e la questione di fiducia. l'Aula dovrà valutare se e come prendere in considerazione le proposte delle Commissioni. (riproduzione riservata)
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