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Marche, in arrivo la stazione unica appaltante

Proposta di legge per assicurare contratti trasparenti, sicurezza sul lavoro, legalità

vedi aggiornamento del 14/05/2012
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23/01/2012 - Procedure contrattuali più economiche; trasparenza nella gestione degli appalti; prevenzione delle infiltrazioni mafiose; rispetto della normativa di sicurezza sul lavoro. Sono gli obiettivi che la Regione intende rafforzare attraverso l’istituzione della Stazione unica appaltante delle Marche (Suam).

 
La Giunta ha presentato all’Assemblea legislativa una proposta di legge che recepisce la normativa nazionale e avvia una Stazione regionale entro la fine del 2012.
 
“Questo organismo assume particolare rilevanza per le molteplici potenzialità che può offrire nel settore dei contratti pubblici - afferma il presidente della Regione, Gian Mario Spacca - Attraverso il Suam è possibile perseguire una maggiore qualità ed efficacia dell’azione amministrativa, nella consapevolezza che ciò contribuisce a rafforzare l’economia legale e a innalzare ulteriormente il livello di prevenzione delle infiltrazioni criminali. La recente normativa nazionale, poi, prevede forme premiali a valere sulle risorse ordinarie per il finanziamento del servizio sanitario, per le regioni che istituiscono una centrale regionale per gli acquisti: grazie alla creazione della Suam le Marche possono quindi accedere a maggiori risorse per la sanità”.
 
Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 30 giugno 2011, in attuazione della Legge 136/2010 (Piano straordinario contro le mafie) dispone la costituzione della Stazione unica appaltante (Sua). Le Marche attivano una specifica struttura regionale, “altamente qualificata - ribadisce Spacca - per assicurare professionalità tecnica, progressiva semplificazione delle procedure, una riduzione del contenzioso. Inoltre, concentrando in un unico organismo specializzato tutti gli adempimenti normalmente svolti da diverse stazioni appaltanti, è possibile ottimizzare le risorse, conseguire risparmi, aiutare operativamente gli enti locali di piccole dimensioni, spesso chiamati a confrontarsi con la complessità delle procedure di gara. In definitiva, con questa normativa puntiamo a specializzare e professionalizzare significativamente tutta la pubblica amministrazione regionale”.
 
La proposta di legge si compone di otto articoli. Le competenze della Suam riguardano la gestione delle procedure contrattuali per la realizzazione di lavori pubblici e l’acquisizione di beni e servizi. Sono tenute ad avvalersene le strutture organizzative della Giunta regionale, l’Agenzia regionale sanitaria e le società a totale partecipazione regionale. L’obbligo - ma solo per lavori pubblici superiori a un milione di euro e per acquisti oltre i centomila euro - riguarda anche l’Ente unico regionale per l’abitazione pubblica (Erap), l’Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam), l’Agenzia per i servizi del settore agroalimentare delle Marche (Assam), gli enti gestori dei Parchi naturali regionali, i Consorzi di bonifica, gli enti del Servizio sanitario regionale. Inoltre possono avvalersi della Suam tutti gli enti pubblici operanti nelle Marche, attraverso un’apposita convenzione, e le strutture dell’Assemblea legislativa (secondo modalità da definite dalla Giunta regionale, d’intesa con l’Ufficio di presidenza della stessa Assemblea).
 
Al vertice della Suam viene incaricato un direttore, con ampia autonomia organizzativa e gestionale, nominato dalla Giunta regionale tra i dirigenti interni o soggetti esterni di comprovata esperienza. Si avvarrà del personale assegnato dalla Giunta regionale e dalle amministrazioni aderenti. Nell’ambito della Suam opererà, infine, l’Osservatorio regionale dei contratti pubblici, il cui dirigente (in fase di prima applicazione della legge) può ricoprire l’incarico di direttore della Stazione.
 
 
Fonte: Regione Marche
(riproduzione riservata)
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