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Software pirata, 'i professionisti possono utilizzarli'

Tribunale Bologna: non è reato usare programmi senza licenza nelle prestazioni intellettuali non di impresa

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16/03/2012 - I professionisti iscritti all’Albo, che prestano un’opera intellettuale non equiparabile all’attività di impresa, possono utilizzare software pirata senza conseguenze penali. La pensa così il Tribunale di Bologna, che con una recente sentenza ha convalidato precedenti orientamenti della Cassazione.

 
Attività di impresa diversa dalla prestazione intellettuale autonoma e in forma associata
Come si apprende da fonti di stampa, il Tribunale di Bologna ha assolto dall’accusa di violazione del diritto d’autore un architetto in possesso di programmi duplicati di cui non possedeva la licenza. La decisione è stata motivata dal fatto che il libero professionista esercita attività intellettuale, diversa da quella industriale, e che, a detta dei giudici, la legge punisce chi usa programmi masterizzati nell’esercizio dell’attività di impresa.
 
Il Tribunale avrebbe inoltre affermato che la duplicazione dei software funzionale alla prestazione dell’opera intellettuale non è rilevante ai fini penali. Le stesse considerazioni dovrebbero quindi essere valide anche per gli studi associati, dove ogni professionista resta un lavoratore autonomo.
 
L’architetto, trovato in possesso di nove programmi installati abusivamente, di valore superiore a 17 mila euro, era stato inizialmente condannato al pagamento di una multa. Alla luce delle considerazioni del Tribunale, il professionista è stato in seguito assolto perché il fatto non sussiste.
 
Le pronunce precedenti
La posizione del Tribunale di Bologna si colloca sullo stesso filone di pronunce depositate in precedenza dalla Corte di Cassazione e dalla Corte d’Appello di Trento su casi analoghi.
 
Nel 2009 la Cassazione ha stabilito che la punizione è giustificata dallo scopo commerciale o imprenditoriale dell’attività. La Corte ha spiegato che non si deve fare confusione tra attività professionale ed imprenditoriale, a meno che non si dimostri che il professionista svolga la sua opera con una organizzazione tale da essere assimilato all’impresa. La differenza per la Cassazione sta nel fatto che l’attività di impresa è esplicitamente a scopo di lucro, mentre quella professionale non prevede un fine industriale.
 
Sulla stessa lunghezza d’onda si è collocata la Corte d’Appello di Trento, che nel 2010 ha assolto due architetti che usavano programmi senza licenza nei loro uffici perché si trattava di liberi professionisti e non di imprenditori.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Berton

L'artico per come è scritto trasmette ai professionisti l'idea malsana di usare i software piratati, ma se invece di riportare solo i casi di successo dei professionisti piratoni che l'hanno spuntata si parlasse di tutti quelli che non ce l'hanno fatta e adesso devono sanare un giusto debito.. Non è forse violato il diritto intellettuale di chi crea un software copiandolo illegalmente? che importanza ha che tipo di utilizzo io ne faccia se poi comunque lo copio illegalmente? Analizziamo i paesi anglosassoni, quando un professionista presenta un progetto deve indicare nell'incartamento il tipo ed il seriale del software utilizzato, questo evita che ci sia concorrenza sleale come indica Antonio per i calcoli strutturali!

Giulio

ATTENZIONE è sempre a discrezione del giudice, e poi non dice quanto l'architetto ha speso d'avvocato penalista per arrivare alla corte di cassazione ... ricordatevi che ci sono due ricorsi per arrivare alla cassazione ... e gli avvocati bisogna pagarli. Ma sopratutto la parcella dell'avvocato non viene risarcita da nessuno. Tirando le somme ci sono circa 4500€ di bolli per l' appello e per la cassazione più 2 anni di cause patema d'animo + la parcella dell'avvocato circa 4000€ + il tempo perso per fare tutto questo. tirate un po voi le somme!!! vi dico questo perche ci sono passato anche io.... pagando la multa mi è convenuto!!!

Ciro D'Antuono

Caro Massimo, desidero informarTi che i dipendenti pubblici non possono esercitare la libera professione a meno che non si mettano in part time al 50%! A differenza dei privati che invece possono svolgere più lavori contemporaneeamente. Inoltre, alcune amministrazioni pubbliche tra cui la Provincia Autonoma di Trento hanno inserito anche un tetto massimo di guadagno... tetto che di fatto inibisce qualsiasi tentazione ai dipendenti dell'ente di mettersi in proprio collocandosi in part time. Tanto mi premeva... anche perchè detesto i qualunquisti!

SAVI

Come sempre il paese di pulcinella!! Chi è in regola viene preso a pesci in faccia da chi è un furfante ... Diritto intellettuale oggi come oggi si può fare la professione senza software ma il tempo necessario per poterlo fare diventa enorme.... quindi ci sono strumenti che velocizzano il processo produttivo dell' elaborazione del progetto. Lo strumento si chiama software e ha un costo, perchè dietro a questo software ci sono persone che lo inventano, lo progettano lo aggiornano e lo rendono migliore e tutto questo non lo fanno gratis!!! Quindi chi usa software pirata stà letteralmente rubando la proprietà intellettiva di chi produce software. Mi spiegate come mai cari e tanti colleghi che utilizzate software pirata, se vi copiano un progetto vi incazzate come le bestie? Mi spiegate perchè quando un cliente vi dice "tanto voi usate i computer è semplice fare un progetto, poi il software che usate non lo pagate" quindi il cliente vi paga di meno se vi paga o è con la coscienza pulita tanto state rubando anche voi!! e a questo punto vi incazzate come le bestie? Cari colleghi il software ci aiuta e noi dobbiamo essere onesti e pagare chi rende la nostra vita migliore!!! Per quando riguarda l'open source.... attenzione!!! se non funziona oppure fa "cazzate" con chi ce la prendiamo? oppure chi aggiusta l'errore? Purtroppo i giudici non capiscono nulla di questo e noi restiamo sempre il paese di pulcinella!!!

Antonio

tipico esempio di concorrenza sleale: ho speso circa 12000 euro di software di solo calcolo strutturale e arriva uno che con 10 euro dalle bancarrelle qaccqista gli stessi software e poi fa il calcolo per 500 euro. Giudici ma andate a quel paese!!!! Poi parlano di minimi tariffari in relazione ad una fantomatica libera concorrenza.

Danilo

Io per le attività di lavoro sul mio pc ho deciso di non usare mai programmi pirata, a prescindere che sia vietato o no. Una volta li usavo sul portatile, ma solo per imparare ad usarli, mai usati per lavoro. Poi quando li ho usati per lavoro li ho acquistato. Comunque, per chi non vuole spendere molti soldi, rivolgersi all'open source è una valida alternativa.

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