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Imu in tre o due rate, è legge la semplificazione fiscale

Con 228 sì, 29 no e due astensioni passa la fiducia sul provvedimento che introduce agevolazioni sul pagamento dell’imposta municipale

vedi aggiornamento del 23/05/2012
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26/04/2012 - È legge il decreto sulla semplificazione fiscale. Con 228 voti favorevoli, 29 contrari e due astensioni il Senato ha approvato definitivamente il ddl, sul quale era stata posta la fiducia del Governo, che introduce una serie di modifiche alla disciplina dell’Imu.

 
L’imposta municipale unica sulla prima casa potrà essere pagata in due o tre rate a scelta del contribuente. Nel caso in cui si opti per le due rate, la prima, da pagare entro il 18 giugno, sarà pari al 50 % dell’imposta e verrà calcolata secondo l’aliquota base al 4 per mille, tenendo conto delle detrazioni eventualmente previste, ad esempio in presenza di figli a carico.
 
Se invece il contribuente sceglie il pagamento in tre rate, dovrà corrispondere il 33% dell’imposta entro il 18 giugno e una seconda tranche di pari importo entro il 17 settembre.
 
In entrambi i casi è previsto un conguaglio a dicembre, su cui si scaricheranno gli eventuali aumenti delle aliquote deliberati dai Comuni, alle prese con i bilanci e la revisione del sistema di imposizione sulle abitazioni principali.
 
Come più volte richiesto, la base imponibile dell’imposta è ridotta del 50% per i fabbricati di interesse storico artistico e per gli immobili dichiarati inagibili o inabitabili e inutilizzati. L’agevolazione è limitata al periodo dell’anno in cui sussistono queste condizioni.
 
È invece prevista l’esenzione per i fabbricati rurali nei territori montani.
 
Cambia inoltre la base imponibile dell’imposta di scopo, che dovrà adeguarsi all’Imu. L’imposta, che dal 2007 poteva essere istituita dai Comuni per contribuire al finanziamento di specifiche opere pubbliche, si applicava sulla base della disciplina dell'ICI con un'aliquota massima dello 0,5 per mille e per un periodo massimo di 5 anni.
 
Anche se per la completa definizione del sistema di imposizione sugli immobili bisognerà attendere la riforma del Catasto, la nuova impostazione della norma sulla semplificazione fiscale ha riscosso apprezzamenti e qualche critica.
 
Secondo Mascitelli dell’Idv, ad esempio, il nuovo sistema colpisce le abitazioni affittate, perché non è prevista nessuna agevolazione per chi applica i canoni concordati.
 
A detta di Stradiotto del Pd, il Governo ha sopravvalutato il gettito Imu relativamente alla prima casa, che a suo parere apporterà un miliardo in meno di gettito rispetto all’Ici. Potrebbe inoltre assistersi a una sperequazione tra grandi città e periferie, che dovrebbe essere risolta con la riforma del Catasto predisposta dalla delega fiscale.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Davide

Proposta di modifica: Ok all'Imu ma il calcolo dell'imposta si dovrebbe calcolare in base alla classe energetica della propria abitazione, classe "A+" zero Imu classe " A" 20% dell'Imu classe " B" 40% dell'Imu classe " C" 60% dell'Imu classe " D" 80% dell'Imu classe " E" 100% dell'Imu classe " F" 120% dell'Imu classe " G" 140% dell'Imu Perché questa proposta? Per obbligare gli Italiani a risanare energeticamente la propria casa senza l'utilizzo di incentivi statali che altrimenti dobbiamo pagarli sempre noi. Basta a tutti gli incentivi sul 55% o sul fotovoltaico, dobbiamo pensare ai nostri figli, che razza di case erediteranno!! Che razza di mondo gli passeremo!!

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