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RISPARMIO ENERGETICO

Edifici a energia quasi zero, ad Ancona si è parlato di costi

di Paola Mammarella
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Attenzione sul coordinamento tra normativa e filiera produttiva al tour di Edilportale

Vedi Aggiornamento del 17/05/2012
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19/04/2012 – Revisione delle norme, ma soprattutto della filiera produttiva in edilizia come chiave per abbassare i consumi degli edifici. È quanto emerso alla tappa Ancona del Tour Edifici a Energia Quasi Zero, organizzato da Edilportale e Archiportale in collaborazione con Agorà per fare il punto della situazione sulla prestazione energetica in edilizia. 
 
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Ridurre i consumi del patrimonio edilizio significa adottare strategie sempre più interdisciplinari. Lo ha sottolineato Antonio Minetti della Direzione Ambiente e Paesaggio della Regione Marche. Secondo Minetti, anche se la Regione è lontana dagli obiettivi di efficienza fissati dall’Unione Europea, con un consumo cinque volte superiore rispetto all’indice di efficienza media, è comunque nella traiettoria. Tra gli obiettivi e le azioni intraprese spiccano la lotta al consumo di suolo nelle aree non raggiungibili dai mezzi pubblici e il finanziamento alle imprese che vogliono effettuare accertamenti sul proprio livello di efficienza per correggerne le criticità.

Uno strumento di cui però, ha riferito, le imprese non usufruiscono per ragioni di cultura industriale. C’è poi la Legge Regionale 22/2011, che agisce sulla riqualificazione dell’esistente prevedendo l’incremento della prestazione energetica negli interventi di sostituzione e nuova configurazione di parti di città, e il sistema Itaca, in cui le Marche rappresentano una realtà leader, con 25 cantieri e 315 tecnici accreditati. Nel futuro, ha spiegato Minetti, si cercherà di applicare l’efficienza energetica all’housing sociale e di trovare forme di partenariato pubblico privato maggiormente efficienti.

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Il risparmio e l’efficientamento energetico non possono prescindere dall’analisi dei costi. A detta di Roberto Fioretti dell’Università Politecnica delle Marche, la Direttiva 2010/31/Ce sugli edifici a energia quasi zero e il Regolamento 244/2012 sono legati al concetto della fattibilità economica, con il livello ottimale rappresentato dalla prestazione energetica che determina il costo più basso dell’edificio. Secondo Fioretti, le valutazioni devono tener presenti diversi parametri, come la vita degli immobili, le modalità di utilizzo e l’impiego di materiali riciclabili, che riducono i costi di dismissione.
 
Per Salvatore Paterno del Centro di fisica edile Tbz, partendo dagli standard previsti dalla legge, la maggiorazione dei costi è del 5% per costruire in classe A e del 10% per arrivare a un edificio a energia quasi zero. L’essenziale, ha sottolineato, è agire sull’involucro e non sugli impianti, applicando le regole della fisica che consentono di realizzare la casa passiva adattandosi a qualsiasi condizione climatica.
 
Si è soffermato sull’importanza del coordinamento tra livello normativo e fase di cantiere l’ing. Telarucci di Ance Marche, secondo il quale la filiera delle costruzioni è una somma tra tradizione e tecnologia, in cui le imprese stanno perdendo la capacità di gestire il processo visto che i subappalti determinano un gap informativo e riducono i controlli sull’esecuzione. I prodotti che entrano in cantiere, ha spiegato, trovano competenze diverse che se uniformate consentono la messa in opera a regola d’arte.
 
Si è concentrata sull’innovazione e l’aggiornamento del Protocollo Itaca la dirigente della Regione Marche e membro di Itaca, Silvia Catalino, che ha reso noto come sia allo studio un protocollo sui sistemi scolastici e la pianificazione urbana. Nel nuovo protocollo, ha spiegato, i criteri qualitativi sono stati ridotti e ricondotti a quelli quantitativi, maggiormente misurabili. Per gli edifici industriali, inoltre, la valutazione sulla qualità del sito si basa anche su nuovi criteri, come mobilità, accessibilità, presenza di aree logistiche e adiacenza rispetto ad altre aree industriali. L’ing. Catalino ha poi chiarito che sono cambiati i limiti della scala di prestazione, che diventa più restrittiva.

Il dibattito è proseguito con il confronto cin il protocollo Leed, illustrato da Alberto Ballardini di Habitech. Un sistema di certificazione volontario, il cui obiettivo è la trasformazione della filiera produttiva con premi per i sistemi che utilizzano materiali riciclati e sono quindi maggiormente sostenibili. Il sistema mira inoltre alla trasformazione del mercato, che secondo Ballardini dovrebbe poter contare su una maggiore interazione con il sistema di progettazione. Diversamente, i professionisti continuerebbero ad operare autonomamente in base alle proprie competenze, senza molti momenti di raccordo nelle loro attività.
 
I partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum “Edifici a Energia Quasi Zero”. La partecipazione dà diritto all’assegnazione di crediti formativi.

Tutti i progettisti che si occupano di edifici sostenibili possono pubblicare i propri progetti nella nuova sezione di Archilovers dedicata agli edifici e energia quasi zero: Archilovers/edificieenergiaquasizero.

I prossimi appuntamenti:
ROMA - 9 maggio 2012
PERUGIA - 10 maggio 2012
FIRENZE - 11 maggio 2012
BERGAMO - 16 maggio 2012
UDINE - 17 maggio 2012
GENOVA - 23 maggio 2012
TORINO - 24 maggio 2012
PARMA - 6 giugno 2012
VERONA - 7 giugno 2012

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