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NORMATIVA

Edifici a energia quasi zero, a Parma la convenienza delle scelte

di Paola Mammarella
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Il punto su novità normative e aggiornamento professionisti al tour organizzato da Edilportale

Vedi Aggiornamento del 08/06/2012
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07/06/2012 – Continua ad infiammarsi il dibattito intorno al tema dell’edilizia sostenibile. Durante il tour “Edifici a energia quasi zero”, organizzato da Edilportale e Archiportale in collaborazione con Agorà, giunto ieri a Parma per la penultima tappa, si è fatto il punto della situazione sulle norme esistenti, ma anche sulla convenienza riscontrata grazie all’impiego delle tecnologie energeticamente efficienti.
 
Ha aperto i lavori Stefano Stefani del  Servizio Energia ed Economia Verde regionale, che ha fatto una panoramica sui consumi energetici e sulle possibili soluzioni individuate da Protocollo di Kyoto, strategia 20-20-20 e obiettivi del burden sharing. Per Stefani, con la delibera 1366/2011 l’Emilia Romagna ha fatto scattare dal 31 maggio 2012 l’obbligo di coprire il 35% dei consumi degli edifici con le fonti rinnovabili. Con il documento tecnico applicativo della delibera, la Giunta ha inoltre raccolamdato la realizzazione di edifici in classe A dal 2014.

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Secondo Giorgio Pagliarini del Dipartimento ingegneria industriale dell’Università di Parma, la costruzione di un edificio a energia quasi zero dipende dalle scelte progettuali e dalle soluzioni tecnologiche. Tra le scelte progettuali rientrano isolamento termico, infissi a triplo vetro, green roof e cool roof, orientamento dell’edificio e delle falde del tetto, riscaldamento passivo con serre solari, ventilazione controllata. Appartengono invece alle soluzioni tecnologiche il fotovoltaico, a suo avviso irrinunciabile, ma anche solare termico coadiuvato da caldaie tradizionali, pompe di calore, riscaldamento a pavimento, impianti geotermici, cogenerazione, teleriscaldamento e teleraffrescamento e elettrodomestici efficienti. Dopo l’elencazione delle modalità operative esistenti, tra le novità per la diffusione delle rinnovabili Pagliarini ha proposto centrali fotovoltaiche di quartiere su aree pubbliche, realizzate dai privati che non hanno spazio sui propri tetti.
 
Per il vicedirettore di Ance Emilia Romagna Giovanni Torri, la Regione ha norme più stringenti di quelle nazionali. Nel bando 2009 per l’edilizia convenzionata, per ogni appartamento è stata infatti richiesta una turbina di cogenerazione, del costo di 6 o 7 mila euro rispetto ai 2 mila di un impianto tradizionale. Una scelta grazie alla quale i costi annui scendono dai 600 agli 80 euro.
Per Torri, è fondamentale il ruolo del progettista che deve sempre aggiornarsi per adattare le soluzioni tecnologiche al singolo edificio.
D’accordo con gli edifici a energia quasi zero, Torri ha sostenuto invece che la casa passiva “esiste nelle favole – e che – è malsana perché non permette il ricambio d’aria”.
 
Pronta la replica di Francesco Nesi di Zephir, che ha difeso la valenza della casa passiva, sottolineandone le tecnologie low cost e l’obiettivo del benessere abitativo.
 
Ha concluso con un focus sulla convenienza economica dell’efficienza energetica Alberto Ballardini di Habitech, che ha affermato come presto gli investitori elimineranno dal proprio portafoglio gli edifici poco efficienti perché perderanno valore.

I partecipanti al convegno hanno ricevuto gratuitamente il Vademecum “Edifici a Energia Quasi Zero”. La partecipazione dà diritto all’assegnazione di crediti formativi.

Tutti i progettisti che si occupano di edifici sostenibili possono pubblicare i propri progetti nella nuova sezione di Archilovers dedicata agli edifici e energia quasi zero: Archilovers/edificieenergiaquasizero.
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