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Incentivi quinto Conto Energia, la partita si gioca sulle soglie

Ministro Clini: iscrizione al registro a partire da 20 Kw, Passera: lasciare il limite a 12 Kw per non stanziare un budget più alto

vedi aggiornamento del 02/04/2013
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25/06/2012 - Potrebbero essere sciolti durante il corso della settimana i nodi su quinto Conto Energia e incentivi alle rinnovabili elettriche. Come emerge da fonti di stampa, il capo della segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente, Sebastiano Serra, avrebbe dichiarato che deve ancora essere raggiunto l’accordo tra il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e quello dello Sviluppo Economico Corrado Passera.

 
Su cosa si discute
Al centro dell’attività di mediazione ci sarebbe la soglia a partire dalla quale far scattare l’obbligo di iscrizione al registro che consente l’accesso agli incentivi. Il Ministro dell’Ambiente sarebbe intenzionato ad elevare la soglia da 12 Kw a 20 Kw. Una soluzione che renderebbe però necessario stanziare un budget più alto da destinare agli incentivi e che non vede d’accordo il Ministero dello Sviluppo Economico.
 
Sembra quindi sfumata la possibilità di accogliere una delle richieste avanzata dalle Regioni, che durante la Conferenza Unificata avevano proposto di esentare dall’obbligo di iscrizione al registro gli impianti con una potenza fino a 100 Kw (Leggi Tutto).
 
Allo stesso tempo, Il Ministero per lo Sviluppo Economico non sarebbe favorevole all’entrata in vigore del quinto Conto Energia al primo ottobre, ma intenderebbe procedere subito dopo il superamento del tetto annuo degli incentivi di 6 miliardi.
 
Non dovrebbero invece esserci intoppi per il made in Europe e per l’innalzamento del budget complessivo, che deve tenere presente l’introduzione degli incentivi alla sostituzione delle coperture di amianto con pannelli fotovoltaici.
 
I commenti degli operatori
In una nota congiunta, le associazioni del settore APER, Anie-GIFI e Assosolare hanno espresso preoccupazione per le notizie circolate sul mancato accoglimento delle modifiche considerate imprescindibili dalle Regioni.
 
Come si legge nel comunicato congiunto diramato dalle associazioni, una simile decisione significherebbe che per il Ministero dello sviluppo economico le uniche fonti plausibili sono quelle fossili, mentre le rinnovabili potrebbero dare un contributo all’uscita dalla crisi se iniziassero ad essere considerate come opportunità e non solo come un costo legato agli incentivi.
 
Secondo le associazioni, il mancato innalzamento della soglia massima di spesa annua per gli incentivi a 7 miliardi di euro e il mancato spostamento a ottobre dell'entrata in vigore del V Conto Energia comporterà il prematuro termine degli incentivi stessi prima che venga raggiunta l’effettiva competitività del fotovoltaico.
 
Ricordiamo che la vicenda delle rinnovabili, oltre a destare insicurezza nel mercato e proteste, ha fatto incassare all’Italia un richiamo da parte dell’Unione Europea, che ha contestato l’aumento degli oneri burocratici e la difficoltà di accesso ai finanziamenti. (riproduzione riservata)
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