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Rilancio dell’edilizia, il Governo potenzia lo Sportello unico

I progettisti non dovranno più presentare documenti già in possesso delle P.A. Più veloce il rilascio del permesso di costruire

vedi aggiornamento del 18/02/2013
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20/07/2012 - Ampliamento delle competenze dello sportello unico dell’edilizia, acquisizione d’ufficio dei documenti già in possesso della Pubblica Amministrazione, accelerazione del silenzio-assenso per il rilascio del permesso di costruire.

 
Sono queste le proposte di semplificazione per il settore delle costruzioni, contenute in emendamento al ddl di conversione del Decreto Sviluppo approvato dalle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera.
 
Vediamo nel dettaglio le novità.
 
Allo Sportello Unico dell’Edilizia verranno affidate maggiori competenze decisorie, al fine di accelerare le procedure amministrative e ridurre gli oneri per i privati. L’obiettivo è quello di ampliare la gamma di procedure, adempimenti e autorizzazioni gestita dal SUE, oltre quelle normalmente gestite (permesso di costruire, denuncia di inizio attività, autorizzazioni ambientali, certificati di conformità edilizia, di agibilità e di prevenzione incendi, autorizzazioni sanitarie).
 
L’emendamento introduce, inoltre, il principio generale dell’acquisizione d’ufficio dei documenti già in possesso della pubblica amministrazione, sollevando il professionista dall’obbligo di produrre e allegare alle istanze documenti già nella disponibilità della pubblica amministrazione.

Viene modificata la procedura di rilascio del permesso di costruire: l’amministrazione ha 60 giorni di tempo per esprimersi, scaduto questo termine, se non sono state rilasciate tutte le autorizzazioni, il responsabile dello Sportello Unico indice una conferenza di servizi; le P.A. che si sono già espresse positivamente possono non parteciparvi ma semplicemente trasmettere i documenti richiesti per il titolo da rilasciare.

 
I COMMENTI
“Le misure per il rilancio e la semplificazione in edilizia sono, nella loro articolazioni, fondamentali per affrontare la crisi del settore delle costruzioni. Una situazione, quella dell’edilizia, che è ormai troppo grave e confermata, se mai ce ne fosse stato bisogno, anche da recenti analisi e ricerche secondo le quali quasi un quinto di tutti i fallimenti che si sono verificati nel primo semestre 2012 riguarda proprio il settore delle costruzioni che, con 1.345 casi, si conferma quello in maggiore difficoltà”. Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
“L’emendamento - ha detto Andrea Lulli, capogruppo Pd in Commissione Attività Produttive - assicura il rispetto dell’ambiente introducendo una serie di cautele nella realizzazione dei lavori, in particolare per il rispetto dei vincoli paesaggistici e culturali. Ma l’aspetto ancora più importante è l’accelerazione e la semplificazione delle procedure che vengono messe in capo ad un unico sportello”.

“L’edilizia è da sempre uno dei comparti produttivi più importanti per la crescita del Pil. Gli interventi in questo settore, come le misure che riducono la burocrazia, sono fondamentali”. Così Stefano Saglia, capogruppo Pdl in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati, commenta l’approvazione del pacchetto sulle semplificazioni edilizie. “Gli emendamenti relativi al settore edilizia - spiega Saglia - hanno introdotto un rafforzamento dello sportello unico per l’edilizia, la semplificazione del permesso di costruire e l’acquisizione d’ufficio della documentazione già in possesso della P.A.. Come dimostrano i dati Istat - conclude il deputato - a soffrire particolarmente in questa crisi congiunturale è l’intero comparto dell’edilizia. Una situazione denunciata da tempo. Il nostro Paese non ha mai ripreso a crescere senza un intervento importante in questo settore”.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Golfieri Danilo

Mi sembra di capire che con la modifica dell’art. 6 del DPR 380/01, nelle fabbriche è possibile con la presentazione della “CIL asseverata “ eseguire opere interne riguardanti anche le parti strutturali (che si potevano già realizzare con la “SCIA”), ed effettuare con le stesse il cambio d’uso di locali legato all’organizzazione lavorativa., (prima sottoposto a DIA, secondo le regioni).

Orsu

E' ancora una volta la solita presa in giro all' Italiana.Ma ci rendiamo conto che le leggi edilizie ed urbanistiche - già DA da quelle originarie - sono buone nello spirito e nrlle finalità. Ma quando si arriva alla applicazione pratica è qui che si complica tutto. Servono nuove norme interpretative delle prime, circolari interpretative, deroghe, eccezioni ecc,.venendosi a creare una miriade di norme non piu' tra loro coordinate ( altro che Testi Unici sull'edilizia e sulle Opere Pubbliche ). E in questo guzzabuglio trovi l'onesto o il disonesto Funzionario ( quest' ultimo le normative non le legge proprio) ma anche il profesionista onesto e maggiormente quello disonesto, quest' ultimo il quale, approfittando dello stato di confusione, inganna il cliente e gli munge soldi, tanto poi sarà la Pubblica Amministrazione a DOVERGLI CORRERE DIETRO ( MA NEL FRATTEMPO LUI HA REALIZZATO E TRA RICORSI, APPELLI, ORDINANZE DI DEMOLIZIOE NON ESEGUITE, TUTTO RESTA ).Cosa fare allora? Come alla fine di ogni storia ci scappa il morto alla fine della nostra, CI SCAPPA IL CONDONO EDILIZIO.Tutti fanno domanda, pagano qualcosina..... e li rimane ( senza poi pagare il resto ).Cosa fare ? Far capire ai nostri politici che è ora di prenderci in girno co n paroloni e, cambuiare veramente, a partire da loro. Grazie.

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