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Ritardo pagamenti, dall’Ance no ai certificati per estinguere i debiti

All’assemblea annuale degli edili proposta anche la cancellazione dell’Imu sull'invenduto

vedi aggiornamento del 05/12/2012
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17/07/2012 - Risollevare la situazione delle imprese edili per uscire dalla crisi. Possibile erogando subito i pagamenti dovuti dalla amministrazioni pubbliche, ma anche eliminando la tassazione sull’invenduto. Sono le richieste avanzate durante l’assemblea annuale dell’Ance dal presidente Paolo Buzzetti.

 
Ritardo nei pagamenti
Come si legge nel documento di sintesi, l’aspetto che deve essere affrontato prima è  la soluzione del ritardo dei pagamenti per della Pa nei confronti delle imprese per lavori regolarmente eseguiti.
Secondo Buzzetti, la liquidità è il bene più prezioso per un’impresa, ma lo Stato ha scelto di drenare le risorse a propri vantaggio continuando a ritardare i pagamenti. Atteggiamento che ha portato ad accumulare un debito di 19 miliardi.
 
Pur dimostrando apprezzamento verso le iniziative del Governo, che ha varato i decreti per la certificazione dei crediti (leggi tutto), l’associazione degli edili spera che la montagna di debito non si traduca solo in un certificato. Buzzetti ha infatti sottolineato che per il settore delle costruzioni la certificazione esiste già nel momento in cui il direttore attesta lo stato di avanzamento dei lavori e il Rup emette il certificato di pagamento. Il presidente dell’Ance ha inoltre ricordato che, a differenza degli altri fornitori, in edilizia non c’è bisogno di siglare la fattura, quindi la certificazione è una complicazione e un ritardo in più.
 
Per le anticipazioni bancarie, l’Ance chiede che la certificazione sia ammessa al Fondo di Garanzia per le PMI presso il MISE. Per le cessioni di credito, pro-soluto e pro-solvendo, Ance domanda poi che siano semplificate le formalità di accertamento, ridotti al massimo in tempi necessari per ottenere le certificazioni e sanzionate severamente eventuali amministrazioni inadempienti.
 
IMU sull’invenduto
Dalle stime dell’Ance emerge che il carico fiscale pesa sugli immobili per 55 miliardi di euro all’anno. Complice della situazione anche l’Imu, imposta municipale sugli immobili introdotta dalla Manovra Salva Italia, che per l’associazione degli edili rappresenta un cantiere aperto che dovrebbe cambiare.
 
Secondo gli edili, infatti, non sarebbe giusto che le imprese del settore siano le uniche nel mondo industriale a pagare l’Imu su prodotti realizzati per la vendita. Nel suo discorso, Buzzetti si è mostrato disponibile a condividere lo sforzo della comunità pagando l’imposta municipale unica sugli immobili utilizzati per lo svolgimento delle attività di impresa. Ad essere considerato una distorsione è invece il pagamento di una patrimoniale sui prodotti realizzati per essere venuti.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

marco

comunque non ho ancora sentito che l'IMU si paga sulle patatine fritte, ecc... ma quale prodotto invenduto? gli immobili sono comunque un investimento e se tolgono l'IMU su questi immobili, chissà cosa si vedrà di affitti in nero per restare esenti dal pagamento... e poi il privato che ha deciso anche lui di investire per rivendere cosa fa? lu paga perchè è uno sfigato? dai ANCE fate qualcosa di serio per il mercato e non cercate di crearvi anche voi una lobby

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