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Il nuovo volto della Biblioteca Hertziana di Roma

Luminosità, tecnologia, leggerezza: il registro compositivo di Juan Navarro Baldeweg

vedi aggiornamento del 18/01/2013
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13/09/2012 - L'intervento di restauro e ampliamento di uno tra i maggiori istituti di ricerca sulla storia dell'arte italiana, la Biblioteca Hertziana di Roma porta la firma di Juan Navarro Baldeweg, che ha optato per un linguaggio compositivo all'insegna della luminosità, della leggerezza e dell'accuratezza tecnologica.

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Navarro Baldeweg Juan


L'architetto madrileno, vincitore di un concorso internazionale a inviti, indetto nel 1995 e al quale hanno partecipato architetti come Carlo Aymonino, Giorgio Grassi, Rafael Moneo, Alexander von Branka e Giuseppe Papillo, ha curato il rinnovamento dell'edificio dal 2001 fino a novembre 2011, anno conclusivo del cantiere.

L'idea di progetto in cui la luce è protagonista ha portato alla realizzazione di un cortile a lucernario attorno al quale si distribuiscono le sale di lettura e gli ambienti, su quattro-cinque ordini di ballatoi, fino alle nuove terrazze ispirate alla Villa di Lucullo del 60 a. C. i cui resti sono conservati nel sottosuolo e hanno costituito un motivo di rallentamento dei lavori.

Questo cortile a cielo aperto è chiuso su tre lati da vetrate strutturali, mentre sul quarto da un muro in mattoni bianchi inclinato che riflette la luce solare, sia per proteggere i volumi conservati e sia per diffondere l'irraggiamento negli spazi di consultazione e lettura.

Baldeweg ha ripristinato l'ingresso scenografico su Via Gregoriana dominato dal "Mascherone", immagine iconica della biblioteca che originariamente consentiva l'accesso al giardino di Palazzo Zuccari, tuttavia chiuso dagli anni Sessanta.

E' prevista la nuova apertura dell'edificio in occasione del centario di fondazione dell'istituto di ricerca, presumibilmente nel prossimo autunno 2012.

La Biblioteca prende il nome dalla sua fondatrice, Henriette Hertz, che nel 1912 elargì una donazione di volumi nonchè il Palazzo Zuccari all'ente tedesco Max-Plank Gesellschaft, promotore di scienza e ricerca dal 1910. L'immobile insiste su un'area di forma trapezoidale compresa tra Via Sistina e Via Gregoriana, che include oltre al cinquecentesco Palazzo Zuccari, l'edificio della biblioteca realizzato nel 1962 all'interno dell'originario giardino della residenza-atelier dell'architetto manierista Federico Zuccari. (riproduzione riservata)
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