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Efficienza energetica, approvata la nuova Direttiva europea

Dalla riduzione dei consumi energetici risparmi per la UE di 50 miliardi di euro l’anno

vedi aggiornamento del 13/05/2014
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13/09/2012 - Misure obbligatorie per il risparmio energetico, tra cui la riqualificazione degli edifici pubblici, piani di risparmio energetico per le aziende pubbliche, audit energetici per tutte le imprese di grandi dimensioni. Sono alcuni degli obblighi introdotti dalla nuova Direttiva Europea sull’efficienza energetica, approvata in seduta plenaria martedì scorso con 632 voti a favore, 25 contrari e 19 astensioni.

 
“Questa Direttiva non solo è fondamentale per il conseguimento della nostra sicurezza energetica e degli obiettivi climatici - ha affermato il relatore Claude Turmes (Verdi / ALE, LU) -, ma darà anche una spinta all’economia e contribuirà a creare posti di lavoro. Fondamentalmente, si riduce il notevole e crescente costo della nostra dipendenza dalle importazioni di energia - 488 miliardi di euro nel 2011 e 3,9% del PIL - che è particolarmente forte per i Paesi colpiti dalla crisi”.

Ristrutturazione di edifici pubblici
La direttiva richiede agli Stati membri di riqualificare il 3% della superficie totale degli “edifici riscaldati e/o raffrescati posseduti ed occupati dal loro Governo centrale” (servizi amministrativi le cui competenze coprono l’intero territorio di uno Stato membro). Questo obbligo si applica agli edifici con un “metratura utile totale” superiore a 500 mq e, a partire dal luglio 2015, di oltre 250 mq. Tuttavia, gli Stati membri potranno utilizzare metodi alternativi per ottenere risparmi energetici equivalenti.

Piani di risparmio per le utility
Le aziende energetiche considerate dalla Direttiva dovranno raggiungere un “obiettivo cumulato di risparmio energetico degli usi finali” entro il 2020. Questo obiettivo dovrà essere almeno equivalente a realizzare, ogni anno dal 2014 al 2020, nuovi risparmi del 1,5% delle vendite annuali di energia ai clienti finali, in volume, e una media superiore a quella del triennio precedente all’entrata in vigore della Direttiva. Le vendite di energia utilizzata nei trasporti potranno essere escluse; sono consentiti metodi alternativi per conseguire i risparmi energetici richiesti.
 
Diagnosi energetiche
Tutte le grandi imprese dovranno sottoporsi a un audit energetico. Tali controlli dovranno iniziare entro tre anni dall’entrata in vigore della Direttiva e dovranno essere effettuati ogni quattro anni da esperti qualificati e accreditati. Le piccole e medie imprese (PMI) saranno escluse da tale obbligo.

Finanziamenti
La Direttiva prevede disposizioni speciali per la creazione di strumenti di finanziamento per le misure di efficienza energetica. Gli Stati membri dovranno facilitare la creazione di questi strumenti o l’utilizzo di quelli esistenti.

I prossimi step
La Direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea e gli Stati membri avranno 18 mesi per recepirla nei rispettivi ordinamenti nazionali.
(riproduzione riservata)
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