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URBANISTICA

Edilizia scolastica, in arrivo 680 milioni

di Paola Mammarella
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Dopo i rilievi effettuati sugli edifici esistenti, il Miur investe i fondi europei nelle Regioni obiettivo, Anci: è emergenza nazionale

Vedi Aggiornamento del 17/04/2013
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17/09/2012 – Pronta un’iniezione da 680 milioni di euro per risolvere la situazione messa in luce dai dati sull’anagrafe dell’edilizia scolastica, presentata dal Miur all’avvio delle attività didattiche. Dati che hanno rivelato la presenza di una serie di criticità e che hanno spinto il Governo ad un investimento nelle Regioni dell’obiettivo convergenza.
 
Calabria, Campania, Puglia e Sicilia potranno quindi contare su 680 milioni di euro, provenienti da risorse europee, che saranno destinati ad interventi di riqualificazione e messa in sicurezza. In Calabria saranno disponibili 111,6 milioni di euro per interventi in 257 scuole, La Campania avrà a disposizione 273,5 milioni per 625 scuole, mentre Puglia e Sicilia avranno rispettivamente 51,6 milioni di euro per 121 scuole e 244,3 milioni di euro per 562 scuole.
 
Il progetto di riqualificazione del Ministero dell’Istruzione verte su più fronti. Da una parte sono in via di predisposizione le linee guida sull’edilizia scolastica, con particolare riferimento all’architettura interna delle scuole. D’altro canto il Miur intende promuovere la costituzione di fondi immobiliari.
 
La situazione degli edifici scolastici in Italia
Il quadro tracciato dall’anagrafe dell’edilizia scolastica presenta luci e ombre, tanto che, secondo il Miur, sia gli aspetti positivi che quelli di maggiore criticità sono il prodotto di problemi stratificati nel tempo.
 
Il 4% degli edifici scolastici è stato costruito prima del 1900, mentre il 44% risale al periodo tra il 1961 e il 1980. Sul totale degli edifici scolastici, solo il 17,7% è in possesso del certificato di prevenzione incendi. Il non ottenimento del certificato dipende dal mancato rispetto di tutti i requisiti richiesti dalla normativa vigente. Ciò significa che il certificato non può essere rilasciato anche se manca uno solo dei requisiti. I risultati precisano però che il 66,5% delle scuole possiede un impianto idrico antincendio, il 49,3% dispone di una scala interna di sicurezza, il 61,5% possiede la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico, il 63% è munito di un sistema di allarme, il 98,3% è in possesso di estintori portatili, il 95,1% possiede un sistema di segnaletica di sicurezza.
 
Per quanto riguarda la sicurezza antisismica, la situazione dipende dalle caratteristiche geologiche del territorio e dal periodo di costruzione del patrimonio immobiliare. La maggior parte degli edifici scolastici è stata costruita tra gli anni ’60 e gli ’80, un periodo nel quale i criteri di costruzione degli edifici erano scarsamente influenzati da una cultura antisismica. Secondo i tecnici, inoltre, intervenire su questi immobili per l’adeguamento risulta inefficace. L’unico rimedio sembra quindi essere la costruzione di nuovi edifici.
 
L’appello dell’Anci per l’emergenza scuola
Nei giorni scorsi l’Associazione nazionale dei comuni italiani ha affermato che il tema dell'edilizia scolastica deve essere considerato una emergenza nazionale.
 
L’Anci ha tracciato anche il quadro dei finanziamenti stanziati prima dell’annuncio del Ministero. In base alle stime dell’associazione dei Comuni, dal miliardo di euro di fondi CIPE stanziati nel 2009, da cui è stata sottratta una quota per l’emergenza Abruzzo, sono rimasti 760 milioni di euro, di cui 161 milioni di euro sono stati assegnati.
L’Anci riferisce inoltre che nel 2012 sono state previste risorse per 200 milioni di euro, in parte destinati alla ricostruzione delle scuole in Emilia Romagna.
 
Una situazione giudicata insufficiente, ma che potrebbe sicuramente migliorare grazie ai fondi stanziati dal Miur.
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