Allegri e Allegri luce

Ingegneri e architetti, Inarcassa vara la riforma previdenziale

Passaggio al metodo contributivo. In pensione a partire da 63 anni di età con 35 anni di contributi, ma con una riduzione nell’importo

vedi aggiornamento del 24/06/2013
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21/11/2012 - È stata approvata la riforma previdenziale di Inarcassa, la cassa di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti liberi professionisti.

 
La riforma - approvata in via definitiva dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dopo aver superato con successo lo stress test voluto dal Ministro Fornero nel mese di settembre - segna il passaggio al metodo contributivo e la sostenibilità a 50 anni.
 
In una nota Inarcassa spiega che la riforma riconosce previdenza e assistenza, nel nome dell’equità inter e intragenerazionale, e la coniuga con l’equilibrio economico e finanziario della Cassa. La valutazione attuariale del Bilancio Tecnico 2011 fatta con i nuovi criteri indica, infatti, un equilibrio strutturale del sistema previdenziale di Inarcassa, che va molto al di là della sostenibilità a 50 anni.

Sono state così salvaguardate - spiega la Cassa - tutte le aspettative solidaristiche dell’attuale sistema previdenziale:
- il mantenimento della pensione minima sia per gli iscritti meno abbienti che per le situazioni meritorie;
- il riconoscimento di un accredito figurativo relativo alle contribuzioni ridotte degli iscritti giovani;
- la flessibilità di uscita pensionistica;
- la pensione volontaria aggiuntiva per chi intende migliorare il proprio profilo previdenziale.
 
Tali misure - continua la nota - assicurano tutela dove è necessario, protezione ai più anziani ed un migliore profilo previdenziale ai più giovani; a garanzia dell’equità intracategoriale, sono stati studiati coefficienti specifici di trasformazione ‘per coorte’ e non per età; l’aspettativa di vita è infatti uguale per tutti i nati nello stesso anno. Sarà così possibile anticipare il pensionamento a 63 anni a patto di aver maturato un’anzianità contributiva di 35 anni, con una riduzione però nell’importo della pensione, in considerazione del maggior periodo di godimento della pensione. Al tempo stesso si potrà andare in pensione a 70 anni con un trattamento migliore.
 
“Il nostro contributivo è una rivoluzione che ci pone all’avanguardia di molti paesi europei - dichiara il Presidente di Inarcassa Paola Muratorio -. Grazie ad un sistema innovativo raggiungiamo una sostenibilità strutturale, ossia un equilibrio permanente dei conti, tra entrate e uscite previdenziali a garanzia di tutti gli iscritti, giovani e anziani”. “La nostra riforma - conclude Muratorio - chiama gli iscritti ad un ruolo più attivo e consapevole rispetto alle leve da utilizzare per la costruzione della propria pensione, valorizzando la specificità di ingegneri e architetti liberi professionisti e le caratteristiche del sistema di riferimento delle Casse”.
(riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Mauro 1961

L'Italia è da abbandonare, e subito anche. Che speranza abbiamo. Il redditto è crollato, gli insoluti sono sempre più importanti (per cui paghiamo anche l'IVA in anticipo), le spese sono raddoppiate se non triplicate, il tempo di lavoro è sempre meno perchè siamo costretti a fare continuamente corsi a pagamento che francamente mi danno meno della formazione professionale che faccio navigando in internet. La professione di ingegnere/architetto è stata screditata completamente in Italia: non conta la professionalità, l'organizzazione del lavoro, la qualità dei progetti. Conta solo fare il prezzo più basso e con colleghi che vanno sotto le spese vive è impossibile tirare fuori qualche guadagno. Siamo veramente alla frutta, altro che professione valorizzata. Non consiglierei mai, se non a un nemico, di fare questo lavoro così ingrato e caduto in basso come ora. Meglio ritirarsi dalla professione, fare altro e pagare il minimo contributivo fino alla pensione (per chi ha la fortuna di arrivarci).

Ruvido1964

Ancora non l'avete capito che con la leggenda della vita media allungata (attraverso la mistificazione scientifica della realtà) hanno eliminato di fatto il diritto alla pensione? Ci si andrà a 70 anni con la cannula della kemio in vena e per quei 2 o 3 anni che rimangono è meglio non versare contributi che ci si guadagna. Signori benvenuti nel progresso

ROBERTO

e si sapeva che sarebbe arrivato il contributivo ... ma non per loro, proprio quei vecchi marpioni che adesso modificano il sistema per garantirsi un futuro da pensionati a spese nostre; vogliamo dirlo che tutta questa gente che non ha mai versato un fico secco di contributi (sino agli anni '90 quasi nulla e poi sino al 98 l'8%) andrà in pensione fra poco con il retributivo e magari continuando a lavorare con qualche figlio in studio fresco di timbro! Che versino tutti i contributi con le attuali percentuali, ovviamente scontandoli all'attualità, e poi vadano pure ai giardinetti!!!!!!!!

Massimo Miglioli

INARCASSA segue la strategia del governo Monti e con la scusa dell'equità (??) e sostenibilità per il futuro cerca solo di fare cassa sapendo checon i contributi che verseranno i nuovi iscritti le pensioni date ad avanzatissima età (e quindi per pochi anni) saranno una miseria. Questo prelievo parafiscale di grande entità permetterà di sopravvivere solo a grandi strutture ed a chi sarà in grado di occultare una parte rilevante del fatturato. Concordo comunque che un parere chiesto alla platea dei destinatari a cui i servizi di INARCASSA sono stati imposti per legge sarebbe stato un atto di minima correttezza.

Michele

Se scrivo quello che penso divento scurrile, lavorare per non decidere mai del mio futuro, pagare pagare e pagare a null'altro serve quello che facciamo. Per chi? Loro dicono per una pensione. Bene vi affido i miei soldi per tutti questi anni li usate ci guadagnate comprando immobili che decantate sulla rivista che "offrite" gentilmente ed io alla veneranta età di 80 anni forse prendo una pensione. Ridatemi i miei soldi li gestisco da me e decido io per me. BASTA!!!

Dino Vitaterna

In nostro ordinamento professionale riflette il deficit democratico che esiste nel nostro Paese. Modifiche di questa importanza per il futuro di una intera categoria dovrebbero essere votate con un referendum tra gli iscritti e non decise in consessi chiusi ed autoreferenziali. Non gradisco i contenuti di questa riforma che avrà comunque importanti conseguenze sulla mia vita professionale, referendum, referendum, referendum. I professionisti possono scegliere da soli senza badanti. Avanti tutta verso il precipizio.

Paolo Beltarre

Ricordo ancora le altisonanti parole su Inarcassa di qualche anno fa; era appena prima che ci dicessero che dovevamo aumentare di corsa dal 2 al 4% il contributo alla Cassa. Gli articoli recitavano: "Inarcassa è florida, abbiamo investito acquisitando il palazzo per uffici qui, il palazzo là, i negozi lì". Forse un'attenzione ai conti più da "buon padre di famiglia" male non farebbe.

ELISEO VECCHI

Con una mano una mezza carezza (63 anni di età minima) e con l'altra uno schiaffone 35 anni di contributi minimi. questo è la ns. cassa. Arch. Eliseo Vecchi

remo.cimini@tiscali.it

sono dello stesso parere di La Rosa,gli interessi degli iscritti sono un optional..

Vincenzo La Rosa

Peccato che Inarcassa faccia solo demagogia e che nella realtà non applichi affatto quello che dice. Tu chiedi il mutuo e non ti rispondono, tu chiedi il finanziamento e non rispondono, è prevista la riduzione per i giovani sotto i 35 anni e fanno oriecchie da mercanti, non registrano i pagamenti effettuati e ti negano il Durc perchè dicono che sei insolvente, aumentano in modo sconsiderato i contributi senza preavviso e senza gradualità, e a volte se ti rispondono lo fanno con molto ritardo causando anche dei danni. Che me ne faccio di questo ente? Così organizzato! e poi se la laurea in architettura o ingegneria compreso abilitazione si riesce ad ottenerla a 25anni e più 35anni di lavoro fa 60anni per quale motivo devo aspettare 63 anni?

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