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Ponte sul Canal Grande: Calatrava accusato di danno erariale

La Corte dei conti chiede 4 milioni di euro all’architetto spagnolo e a tre ingegneri italiani

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07/03/2013 - Un danno erariale per circa 4 milioni di euro. È questa l’accusa dalla quale dovranno difendersi l’architetto spagnolo Santiago Calatrava e tre ingegneri italiani, per la costruzione del ponte sul Canal Grande che unisce piazzale Roma alla stazione ferroviaria, a Venezia.

 
“La realizzazione del Quarto Ponte sul Canal Grande - afferma il procuratore della Corte dei conti, Carmine Scarano - ha comportato un oggettivo e sconsiderato aumento di costi rispetto agli oneri preventivati, e comporterà per il futuro un costante e spropositato esborso economico da parte dell’amministrazione”.
 
Dai documenti - continua il procuratore - è emerso “un quadro caratterizzato da macroscopica approssimazione e diffusa incapacità, sfociate in un imbarazzante, quanto stupefacente, insieme di errori riscontrabili tanto nelle fasi della progettazione ed esecuzione, quanto nella preliminare redazione del bando di gara”.
 
Proprio la gara, è stata bandita per la categoria “strade, autostrade, ponti e viadotti” anziché per “componenti strutturali in acciaio o metallo”. Di conseguenza, l’impresa vincitrice (Cignoni di Rovigo) non aveva sufficienti competenze tecniche, soprattutto nell’attività più delicata, quella delle saldature, che ha subappaltato alla Lorenzon Techmec System. L’altro grave errore è quello di aver realizzato il ponte ad arco ribassato, che spinge troppo sulle rive.
 
Ne è risultato un aumento esponenziale dei costi: dai 3,8 milioni di euro del primo progetto ai 10,7 che aumenteranno costantemente, visto che - scrive il giudice - “l’opera è affetta da una patologia cronica” e necessita di “monitoraggio permanente, a dimostrazione dell’inadeguatezza della soluzione progettuale”.
 
A Calatrava la Corte dei conti chiede di rimborsare 1.078.087 euro, mentre a Roberto Scibilia, Salvatore Vento e Roberto Casarin, i tre ingegneri che hanno ricoperto i ruoli di responsabile unico di procedimento e direttore dei lavori, sono stati chiesti rispettivamente 1.705.000 euro, 723.000 euro e 379.000 euro.
 
L’udienza presso la Corte dei conti è stata fissata al 13 novembre 2013.


Foto©: Comune di Venezia
(riproduzione riservata)
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Santiago Calatrava
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Altri Commenti

Franco

Succede quando si pensa che un bambino possa comportarsi da adulto. Concordo con le colpe alla classe politica, può un politico con la 5^ elementare gestire opere da milioni euro ? forse era meglio far gestire il tutto a bambini della scuola media, avrebbero sicuramente capito che anzichè fare un ponte futuristico si potevano fare 4 ponti tradizionali migliorando la viabilità.

Corrado Tirelli

Penso si sia usato un Arcjitetto di fama perchè Venezia merita questo ed altro. Sull'aumento dei costi e sull'allappalto a basso prezzo è una pratica tipicamente Italiana di risolvere i problemi con furbizie senza andare all'origine del problema. Si sceglie il prezzo più basso,poi ci si accorge che è inadeguato ,o si specula sul lavoro,o fallisce l'impresa e bisogna aspettare unìaltra impresa ecc...Sarebbe meglio più realismo e concretezza oltre una maggiore competenza degli attori. Il fatto che sia d'acciaio o meno è il solito appiglio burocratico,mentre è effettivamente importante e colpevole colui e coloro che hanno avvallato il progetto se effettivamente il tipo di terreno non è in grado di reggere la spinta.

Massimo Simionato

non sembra spingente??? Ma è un arco molto ribassato, come fa a non essere spingente? Prova a dare un'occhiata ad un libro di fisica: nel caso in questione le spinte sono enormi e gravano su un terreno incapace di assorbirle, altro che inesistenti.

patrizia

ma gli errori si scoprono sempre in ritardo?

franco foti

peccato sia finita cosi .....però scusatemi ma il lo trovo fantastico eccezionale bellissimo elegantissimo

franco foti

Peccato sia finita così ....pero scusatemi ma io lo trovo fantastico eccezionale bellissimo elegantissimo

vincenzo51

la notizia dovrebbe aver per conseguenza " frustate" in senso morale a chi ha approvato e commissionato l'opera . Tanto in Italia non pagherà nessuno. Il 2% dell'importo a chi è andato dei pubblici dipendenti conivolti nel progetto? Basta di far progettare cose assurde ad architetti per giunta stranieri!!!!!!!!!

Giusetta

questa notizia mi colpisce sia come professionista che come dipendente pubblico e non posso che augurarmi una sempre maggiore professionalità' e qualificazione delle prestazioni. Ma bisognerebbe smetterla con le gare di progettazione con ribassi pazzeschi e con l'affibbiare ai pochi tecnici della pubblica amministrazione carichi di lavoro che impongono tempi ristretti per le attivita' di verifica.

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