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Open House Roma: porte aperte all'Architettura
ARCHITETTURA

Open House Roma: porte aperte all'Architettura

di Cecilia Di Marzo
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Due giorni per far conoscere al pubblico luoghi noti o solitamente inaccessibili

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03/05/2013 – Domani e dopodomani, 4 e 5 maggio, a Roma prenderà il via la II edizione di Open House Roma, l'evento che apre al pubblico gratuitamente le porte dei più importanti luoghi dell'architettura della città. Open House Roma, organizzato dall'associazione culturale Open City Roma, fa parte del circuito Open House Worldwide, un’organizzazione internazionale con sede centrale a Londra, in cui il progetto è nato venti anni fa.

Ad oggi, Open House si svolge ogni anno in 19 città del mondo, da New York a Gerusalemme, da Melbourne a Helsinki, promuovendo la qualità dell’architettura e coinvolgendo milioni di cittadini e turisti nella scoperta delle città.
Open House è di fatto un’iniziativa semplice ma rivoluzionaria che una volta l’anno, per il tempo di un fine settimana, apre al pubblico, con visite guidate gratuite, luoghi di «alto interesse architettonico» della città, alcuni dei quali di solito inaccessibili”, spiega il Presidente dell’Associazione Open City Roma, Davide Paterna.

Il programma dell'edizione 2013 spazia dall’archeologia al primo Novecento, dalla ricchezza barocca fino alle forme più avveniristiche e complesse dell’architettura contemporanea, svelando una Roma da percorrere e ripercorrere a piedi o in bici seguendo il fil rouge dell’architettura di ogni epoca.

Quest’anno si potrà scegliere tra 145 luoghi da visitare: dalla Biblioteca Hertziana, riaperta al pubblico a gennaio dopo il restauro firmato da Juan Navarro Baldeweg, alla Nuova Stazione Tiburtina progettata da Abdr; dalla Eurosky Tower di Franco Purini e Laura Thermes a esempi di bioedilizia come la prima casa di paglia costruita a Roma da BAG officinamobile. 

Si spazierà, inoltre, dalle opere più note come l'Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano, il MAXXI di Zaha Hadid, il MACRO di Odile Decq o il cantiere del Nuovo Centro Congressi all'EUR, meglio noto come La Nuvola di Fuksas, a opere meno conosciute come il Centro Culturale Elsa Morante di Luciano Cupelloni, il Palazzetto Bianco di Paola Rossi e Massimo Fagioli, le sedi di studi professionali come quella dello Studio Insula Architettura e Ingegneria, Studio Kami o quella di Label201, di Manuela Tognoli e Filippo Pernisco, che occupa gli spazi di una ex stalla dei primi del '900 alle spalle della Stazione Trastevere.

I siti sono suddivisi divisi in sei aree omogenee, dal centro storico alla periferia, in questo modo, mappa alla mano, ognuno può costruirsi il proprio personalissimo itinerario, consultando la guida cartacea dell’evento.
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