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Sospensione della prima rata Imu, il decreto in Consiglio dei Ministri

Il premier Enrico Letta: con lo slittamento dei termini ci sarà tempo per una riforma complessiva della tassazione sugli immobili

vedi aggiornamento del 28/05/2013
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07/05/2013 - Potrebbe essere discusso nel prossimo Consiglio dei Ministri il decreto sulla sospensione della rata di giugno dell’Imu (Imposta Municipale Unica) sulla prima casa su cui il Governo Letta è al lavoro e che influirà sulla fiducia da parte di alcune forze politiche.

 
Se da una parte lo schieramento di Silvio Berlusconi, ma anche il Movimento Cinque Stelle e Scelta Civica ritengono di primaria importanza l’abolizione dell’Imu, dall’altro il Ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato puntualizza come per il momento l’impegno del nuovo Esecutivo è di non far pagare la rata di giugno. Si tratta di una sorta di congelamento grazie al quale sarà sospeso il pagamento della rata in scadenza il prossimo mese, rimandando il tutto a dicembre.
 
In base alle dichiarazioni rilasciate dal premier Letta nell’esposizione delle linee programmatiche del suo Esecutivo (leggi tutto), lo slittamento dei termini dovrebbe concedere il tempo per elaborare una riforma complessiva della tassazione sugli immobili che, iniziata con la revisione delle rendite catastali contenuta nella Delega Fiscale, non ha mai visto la luce per la crisi del Governo Monti.
 
I costi variabili della sospensione
L’operazione di sospensione richiederà il recupero di circa 2 miliardi di euro. La cifra esatta dipende dalle decisioni che prenderà in merito l’Erario.
 
Ricordiamo che, in base ai dati del ministero dell’Economia e delle Finanze, l’anno scorso l’Imu sulla prima casa ha portato ad un incasso pari a 4 miliardi di euro, di cui circa 3,4 riconducibili alle aliquote standard, e 600 milioni derivanti dagli aumenti deliberati dai Comuni. 
 
L’Erario potrebbe quindi decidere di accollarsi il costo dell’imposta per intero, includendo gli eventuali aumenti delle aliquote decisi dagli enti locali, o di coprire solo l’imposta base.
 
ICS, la possibile alternativa dal 2014
Se per il momento la sospensione sembra l’ipotesi più accreditata, dal 2014 potrebbe comparire la nuova ICS, Imposta case e servizi, che dovrebbe sostituire Imu, Tares, imposta di registro e addizionale comunale Irpef.
 
Sostenibilità e conti pubblici
La sospensione dell’Imu si pone in controtendenza a quanto affermato dall’ex Ministro dell’Economia Vittorio Grilli, che non riteneva possibile una revisione dell’imposta per non compromettere il pareggio di bilancio (Leggi Tutto).
 
Ricordiamo inoltre che all’inizio dell’anno la Commissione Europea aveva giudicato iniqua l’imposta perché basata sui valori catastali e non su quelli di mercato (Leggi Tutto). (riproduzione riservata)
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