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LAVORI PUBBLICI

Scuole, una su sette ha lesioni strutturali

di Rossella Calabrese
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I dati in uno studio di Cittadinanzattiva, che chiede di rendere nota l’Anagrafe dell’edilizia scolastica

Vedi Aggiornamento del 13/03/2014
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19/09/2013 - Lesioni in una scuola su sette, distacchi di intonaco in una su cinque e 29 crolli di diversa entità nel corso dell’ultimo anno scolastico. Migliorano i dati sulle certificazioni ma peggiora lo stato di manutenzione che nel 39% dei casi è del tutto inadeguato, così come la qualità di vita negli ambienti scolastici, interessati da muffe, infiltrazioni e umidità in un’aula su cinque.
 
È questa, in estrema sintesi, la condizione delle scuole italiane, fotografata dall’XI “Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici” realizzato da Cittadinanzattiva, in collaborazione con l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM). L’indagine, presentata ieri a Roma, ha interessato 165 scuole di 18 Regioni, tutte ad eccezione di Valle D’Aosta e Liguria, ed è stata condotta da 155 cittadini monitori attraverso 446 indicatori.
 
Dal Rapporto di Cittadinanzattiva emerge che in una scuola su sette ci sono lesioni strutturali evidenti, presenti in gran parte sulla facciata esterna dell’edificio, il 20% delle aule presenta distacchi di intonaco: muffe, infiltrazioni e umidità sono stati rilevati in quasi un terzo dei bagni (31%) e in una aula e palestra su quattro.
 
Il 39% delle scuole - rileva lo studio - presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato (lo scorso anno era il 21%), come rivelano gli stessi responsabili del servizio di protezione e prevenzione intervistati da Cittadinanzattiva. Nell’84% dei casi hanno richiesto interventi mantenutivi all’ente interessato, ma quest’ultimo, nel 21% delle situazioni, è intervenuto con estremo ritardo.
 
Gli interventi di tipo strutturale, che richiedono più soldi e tempo, sono stati richiesti nel 34% delle scuole, ma solo in un caso su quattro l’ente proprietario è intervenuto tempestivamente e nel 14% dei casi l’intervento non è mai arrivato.
 
Il 44% delle scuole possiede il certificato di agibilità statica, il 38% quello di agibilità igienico sanitaria e il 37% quello di prevenzione incendi. Lo scorso anno, solo un quarto delle scuole era in regola con tutte le certificazioni. Il 67% degli edifici scolastici monitorati si trova in zone ad alto rischio sismico, il 12% in zone a rischio idrogeologico.
 
Barriere architettoniche (13%) e pavimenti sconnessi (12%) ostacolano la vita agli studenti con disabilità, sempre più numerosi - rileva l’indagine -. E sedere sui banchi di scuola risulta dannoso per la salute: temperature ed aerazione non sono adeguate nella gran parte delle aule, visto che il 51% di esse è senza tapparelle o persiane e il 28% ha le finestre rotte. E ancora, il 10% delle sedie e dei banchi è rotto e, in oltre un terzo dei casi (39%), gli arredi non sono a norma.
 
Anche il sovraffollamento è un problema: 1 classe su 5 del campione analizzato da Cittadinanzattiva ha più di 25 alunni, dunque non è adeguata alla normativa antincendio. E pur facendo riferimento al pluricontestato art. 64 della Legge 133/2008, che ha innalzato il limite di alunni per classe, lo studio ha riscontrato ben 47 classi fuorilegge.
 
Quanto all’accessibilità e ai servizi per gli studenti con disabilità, emerge che il 64% delle scuole monitorate ha posti auto per disabili nel cortile o nel parcheggio interno; scalini all’ingresso del 27% delle scuole, ascensore assente nel 35% degli edifici e non funzionante nell’11% di quelli che ne sono dotati; barriere architettoniche nel 19% dei laboratori, nel 18% delle palestre, nel 15% dei cortili, nel 13% delle aule. Nel 23% delle scuole non esistono bagni per disabili, e il 15% di essi presenta barriere architettoniche.
 
Delle 97 scuole dell’infanzia e scuole primarie monitorate, una su quattro ha accessi comunicanti direttamente su strade statali, provinciali o ad alto traffico, nel 17% dei casi non c’è antiscivolo sui gradini. Nell’85% sono presenti aree verdi ma nel 32% non sono adeguatamente curate; solo nel 43% dei casi questi spazi sono allestititi ad area gioco dotate delle attrezzature specifiche.
 
Il 28% delle scuole non possiede una palestra interna all’edificio. Laddove presenti, le palestre presentano distacchi di intonaco (19% dei casi), muffe ed infiltrazioni (24%), barriere architettoniche (18%) e fonti di pericolo (23%). I cortili, presenti in 149 delle 165 scuole prese in esame, nella metà dei casi (47%) sono usati per le attività sportive. Nell’83% dei cortili ci sono aree verdi, ma sono ben curate solo nel 65% e attrezzate cure aree gioco sportive nel 36%.
 
“Pur apprezzando il grande sforzo compiuto dall’attuale Governo con lo stanziamento di fondi (150 milioni subito, 300 nel prossimo triennio), è poca cosa rispetto al reale fabbisogno. Basti pensare che il costo di un edificio scolastico di media dimensioni, antisismico, energetico, a norma, è di 5 milioni di euro”, afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzattiva.
 
“E poi basta con l’Anagrafe scolastica eterna incompiuta e fantasma, che invece è indispensabile alle istituzioni per una programmazione seria e attendibile sulle scuole da sistemare e su quali priorità investire i fondi del Decreto del Fare (leggi tutto), ed è indispensabile alle famiglie per sapere in quali scuole si recano ogni giorno i nostri figli. Per questo siamo ricorsi alla procedura di accesso civico agli atti nei confronti del Ministero dell’Istruzione che, entro 30 giorni, come previsto dal decreto 33/2013 sulla trasparenza dovrà risponderci in merito alla Anagrafe. A tutela soprattutto dei più piccoli e degli studenti con disabilità, penalizzati più degli altri dalle pessime condizioni degli edifici scolastici”.
 
In definitiva, Cittadinanzattiva chiede di:
 
- portare a termine e rendere nota a tutti l’Anagrafe dell’edilizia scolastica;
 
- semplificare la procedura e la normativa per gli interventi di messa in sicurezza delle scuole, sulla base di una programmazione decennale;
 
- trovare altri fondi per l’edilizia scolastica, oltre quelli appena stanziati con il Decreto del Fare e, allo stesso tempo, puntare a soluzioni alternative: ad esempio, affidare direttamente alle scuole la piccola manutenzione ordinaria e i fondi ad essa destinati; reinvestire i costi derivanti dall’affitto di edifici privati adibiti a scuole (circa 1.000 in Italia) nella costruzione di nuovi edifici; destinare l’8 per mille di competenza statale alla messa in sicurezza e all’ammodernamento delle scuole; sperimentare l’edilizia dell’‘emergenza’ costruendo prefabbricati come quelli realizzati in Emilia Romagna dopo l’ultimo terremoto, per far fronte a situazioni di particolare urgenza e gravità;
 
- dare piena attuazione alle leggi sull’eliminazione delle barriere architettoniche;
 
- recuperare e costruire nuove palestre e migliorare le condizioni dei cortili;
 
- rivedere l’art. 64 della legge 133/2008 e eliminare incongruenze normative (ad es, con le normative antincendio/spazio vitale) per evitare il sovraffollamento;
 
- regolamentare la somministrazione dei farmaci e l’osservanza di specifici regimi alimentari nelle scuole.
 
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