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L’APE va allegato a tutti gli atti di trasferimento di immobili

Le istruzioni dei Notai per non incorrere nell’annullamento dei contratti di vendita e affitto

vedi aggiornamento del 12/02/2014
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06/09/2013 - “L’attestato di prestazione energetica deve essere allegato al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione, pena la nullità degli stessi contratti”.

L’APE va allegato a tutti gli atti di trasferimento di immobili

Notizie correlate

Norme correlate

Nota Informativa 07/08/ 2013

Consiglio Nazionale del Notariato - DL 63/2013 - Prime note interpretative relative alla allegazione ..

Legge dello Stato 03/08/ 2013 n. 90

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni ..

Decreto Legge 04/06/ 2013 n. 63

Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio ..

Decreto Legislativo 19/08/ 2005 n. 192

Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia

 
È quanto prevede il nuovo comma 3bis dell’art. 6 del Dlgs 192/2005, come modificato dal DL 63/2013 convertito nella Legge 90/2013.
 
Poichè la disposizione ha grande rilevanza per l’attività notarile, il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato una Nota Informativa per rispondere ai dubbi e alle perplessità interpretative, che la nuova norma potrebbe porre.
 
Il primo punto chiarisce che l’obbligo di allegazione vale per tutti gli atti traslativi a titolo oneroso e non solo per i contratti di compravendita. Secondo i notai, infatti, il termine “vendita” è stato utilizzato in senso lato, quale sinonimo di “alienazione”, comprensivo, pertanto, di ogni atto traslativo a titolo oneroso.
 
Per quanto riguarda invece l’allegazione dell’APE agli atti a titolo gratuito che comportino “il trasferimento di immobili”, i notai spiegano che l’obbligo vige in tutti i casi in cui a fronte del trasferimento della proprietà o di altro diritto reale su un immobile da una della parti contrattuali a favore dell’altra, quest’ultima non è tenuta a corrispondere un corrispettivo in denaro o in natura, né ad obbligarsi ad un determinato comportamento.
 
Il DL 63/2013 - ricorda la Nota -  ha fissato l’obbligo di allegazione dell’APE anche nel caso di stipula di un contratto di nuova locazione e, in via estensiva, anche ai contratti di leasing e all’affitto di azienda. L’obbligo non si applica, quindi, ad un contratto che rinnova, proroga o reitera un precedente rapporto di locazione.
 
La norma stabilisce che l’obbligo di allegazione è posto a pena di nullità. Contrariamente, però, a quanto prevedeva il testo originario del Dlgs 192/2005, la nuova disciplina non prevede più che “la nullità può essere fatta valere solo dall'acquirente". Siamo, quindi, in presenza di una nullità assoluta, con la conseguenza che: la nullità può essere fatta valere da chiunque e può essere rilevata d’ufficio dal giudice; l’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione; il contratto nullo non può essere convalidato.
 
Posto che il DL 63/2013 fa riferimento esclusivamente all’Attestato di Prestazione Energetica (APE), all’obbligo di allegarlo ai contratti si può adempiere con un Attestato di Certificazione Energetica (ACE) rilasciato prima del 6 giugno 2013 (data di entrata del DL 63/2013)?
 
A questa domanda i notai rispondono di sì, spiegando che l’art. 6, comma 10, del Dlgs 192/2005 fa salvi gli ACE rilasciati prima del 6 giugno 2013 (e validi 10 anni). Quindi, per una vendita posta in essere dal 6 giugno 2013, il venditore potrà avvalersi ancora dell’ACE rilasciato prima del 6 giugno 2013, ed ancora valido. Se ciò vale per il venditore, non può che valere anche per l’obbligo di allegazione.
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Altri Commenti

Ing prato

E' vero, molti ingegneri vecchio ordinamento sono stati tagliati fuori dalla certificazione con la scusa dei corsi che non esistono! Hanno fatto una legge escludendo questo o quello in base ad una scelta arbitraria senza dare il tempo di seguire i corsi. Professionisti che hanno eseguito certificazioni per anni e con grande esperienza si sono trovati esclusi improvvisamente. E gli Ordini degli Ingegneri e il CNI, come al solito tacciono e non si muovono. Nemmeno un minimo di orgoglio. Che enti inutili, servono solo ad assorbire risorse e soldi. Guardate gli Architetti come si fanno sentire per il problema deii POS! CNI e Ordini degli ING, state facendo l'ennesima pessima figura!

Studio

Il DPR 75 ha istituito l'obbligo di frequenza dei corsi di aggiornamento per alcune classi di certificatori senza lasciare il tempo di frequentarli, di fatto al momento non esistono ancora tali corsi. Per cui un gran numero di certificatori che erano abilitati ai sensi del Decreto 115 sono rimasti esclusi dall'oggi al domani dalla possibilità di emettere gli APE. In pratica è stato revocato un diritto acquisito senza dare il tempo di aggiornarsi e conseguire l'abilitazione. Molti Ingegneri vecchio ordinamento che di fatto sono abilitati da anni alla progettazione di edifici e impianti non risulterebbero abilitati poi a rilasciare la certificazione. E' assurdo, solo in Italia succedono queste cose. Dal Ministero occorre specificare un periodo di tempo di transitorio per dar modo di seguire i corsi (che peratro ancora non esistono!) Che rilascino almeno una circolare per istituire un periodo transitorio. Altrimenti si va al TAR! Che il CNI si muova e risolva il problema!

Fabrizio

Ottimo, mi sembra una soluzione valida. Il problema che il cittadino comune non si rende conto del risparmio ottenibile da una classe energetica all'altra sarebbe stato interessante inserire anche una percentuale di risparmio tra le varie classi energetiche.

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