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NORMATIVA

Certificatori energetici, i nuovi requisiti per diventarlo

di Paola Mammarella

Destinazione Italia: sale da 64 a 80 ore la durata minima dei corsi, aumentano lauree e diplomi che fanno bypassare i percorsi formativi

Vedi Aggiornamento del 20/03/2017
12/02/2014 – Per diventare certificatore energetico degli edifici si dovrà frequentare un corso della durata minima di 80 ore. La maggior parte dei professionisti potrà però evitarlo.

Sono queste le novità contenute nel ddl Destinazione Italia, approvato ieri dalla Camera, che modifica il Dpr 75/2013, Regolamento sui requisiti professionali dei certificatori energetici degli edifici, rivedendo non solo la durata dei corsi di formazione, ma aumentando anche le lauree e i diplomi in possesso dei quali è possibile accedere alla professione senza dover affrontare una formazione supplementare.

Verifica se possiedi i requisiti per diventare certificatore energetico

Chi può fare il certificatore senza frequentare il corso
In base alla normativa vigente, la certificazione è competenza esclusiva di un tecnico abilitato che può operare da solo (libero professionista o associato) o alle dipendenze di: 

- enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico che operano nel settore dell’energia e dell’edilizia;
- organismi pubblici e privati d’ispezione nel settore delle costruzioni edili, delle opere di ingegneria civile e di impiantistica, accreditati presso l’organismo nazionale o un suo equivalente europeo;
- società di servizi energetici (Esco).

I tecnici devono essere iscritti ad un ordine o collegio professionale e abilitati alla progettazione di edifici ed impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ambito delle specifiche competenze a esso attribuite dalla legislazione vigente.
 
Il ddl Destinazione Italia è intervenuto sul Dpr 75/2013 ampliando le categorie di laureati e diplomati che accedono direttamente alla professione di certificatore energetico senza seguire alcun percorso formativo aggiuntivo.
 
Le lauree che danno accesso diretto alla professione di certificatore sono:
- architettura, ingegneria edile ingegneria edile-architettura;
- ingegneria chimica;
- ingegneria civile;
- ingegneria dei sistemi edilizi
- ingegneria della sicurezza;
- ingegneria elettrica;
- ingegneria energetica e nucleare;
- ingegneria gestionale;
- ingegneria meccanica;
- ingegneria per l’ambiente e il territorio;
- scienza e ingegneria dei materiali;
- scienze e tecnologie agrarie;
- scienze e tecnologie forestali ed ambientali;
- scienze e gestione delle risorse rurali e forestali.
 
A queste il ddl Destinazione Italia ha aggiunto:
- ingegneria aerospaziale e astronautica;
- ingegneria biomedica;
- ingegneria dell’automazione;
- ingegneria delle telecomunicazioni;
- ingegneria elettronica;
- ingegneria informatica;
- ingegneria navale;
- pianificazione territoriale urbanistica e ambientale;
- scienze e tecnologie della chimica industriale.
 
Per quanto riguarda i diplomi tecnici, l’esenzione dai corsi vale per i diplomati in:
- meccanica, meccatronica ed energia;
- elettronica ed elettrotecnica;
- agraria, agroalimentare e agroindustria (o perito agrario) ingegneria edile-architettura;
- costruzioni, ambiente e territorio (o geometra),
- perito industriale con specializzazione in edilizia, elettrotecnica, meccanica, termotecnica.
 
A questi il ddl Destinazione Italia ha aggiunto i diplomi di perito industriale con specializzazione in:
- aeronautica;
- energia nucleare;
- metallurgia;
- navalmeccanica;
- metalmeccanica.

Durata dei corsi
Nel caso in cui i tecnici non siano in possesso di tutti i requisiti e le competenze indicate dal Dpr 75/2013, possono collaborare con altri professionisti o frequentare un corso di formazione al termine del quale devono sostenere un esame. Il ddl Destinazione Italia ha modificato il decreto allungando a 80 ore la durata minima dei corsi. La versione originaria del Dpr 75/2013 prevedeva invece una durata minima di 64 ore.




 
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Altri commenti
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Archingeggno

Sapendo come vanno le cose in Italia sorge spontaneo un dubbio... Non è che qualcuno nel votare la legge abbia scambiato veramente l'APE (intesa quale certificazione energetica) con l'insetto?. A questo punto si spiegherebbe l'ape....rtura ai laureati in agraria (con tutto il rispetto per questi ultimi). A parte la battuta pare sia giunto il momento di dire basta a questi corsi a tutto spiano che arricchiscono le società di formazione in un momento di crisi e quindi di scarsi o nulli guadagni dei tecnici!!

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Fabio

Contattando la segreteria CENED Lombardia loro mi hanno comunicato che, anche avendo una laurea magistrale in ingegneria edile-architettura, sono obbligato a seguire un corso per poter iscrivermi all'albo certificatori. Qualcuno sa dirmi qualcosa in merito? Grazie

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elena

tutte le sentenze 1473/2009 686/2012 del consiglio di stato nonché la relazione al dpr 328/2001 indicano che per la professione di ingegnere per i vari settori le competenze indicate sono solo indicative e non esaustive. A parte che un ingegnere industriale tra le materie maggiormente caratterizzanti la professioni ci sono i sistemi tecnologici (e in riferimento alla Norma UNI 10838:1999 si definisce come sistema tecnologico: 1. Strutture portanti 2. Chiusure 3. Partizioni interne/esterne 4. Impianti 5. Attrezzature interne/est.) Il CNI inoltre ha affermano con circolare 367/2010 e poi con circolare 4693/2013 di settembre 2013 che per il nuovi ordinamento settore: b) industriale e a)civile e ambientale delle sezioni A e B non ci sono limiti di competenza per la certificazione energetica. Infine lo sbocco occupazione secondo il DM 270/2004 per i laureati in ingegneria industriale prevede tra l’altro aziende municipali di servizi; enti pubblici e privati operanti nel settore dell'approvvigionamento energetico; aziende produttrici di componenti di impianti elettrici e termotecnici; studi di progettazione in campo energetico; aziende ed enti civili e industriali in cui è richiesta la figura del responsabile dell'energia. Ultima osservazione nella relazione illustrativa al dpr 75/2013 è indicato chiaramente che anche i periti meccanici, elettrici, termotecnici hanno competenza piena e diretta alla certificazione senza bisogno di alcun corso….. perchè per edificio si intende l'involucro (e non altre cose come strutture e progetto urbanistico architettonico)

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elena

tutte le sentenze 1473/2009 686/2012 del consiglio di stato nonché la relazione al dpr 328/2001 indicano che per la professione di ingegnere per i vari settori le competenze indicate sono solo indicative e non esaustive a parte che un ingegnere industriale tra le materie maggiormente caratterizzanti la professioni ci sono i sistemi tecnologici (e in riferimento alla Norma UNI 10838:1999 si definisce come sistema tecnologico: 1. Strutture portanti 2. Chiusure 3. Partizioni interne/esterne 4. Impianti 5. Attrezzature interne/est.) il CNI ha affermano nella circolare 367/2010 e poi con circolare 4693/2013 di settembre 2013 che per il nuovi ordinamento settore: b) industriale e a)civile e ambientale delle sezioni non ci sono limiti di competenza lo sbocco occupazione secondo il DM 270/2004 per i laureati in ingegneria industriale prevede tra l’altro aziende municipali di servizi; enti pubblici e privati operanti nel settore dell'approvvigionamento energetico; aziende produttrici di componenti di impianti elettrici e termotecnici; studi di progettazione in campo energetico; aziende ed enti civili e industriali in cui è richiesta la figura del responsabile dell'energia nella relazione illustrativa al dpr 75/2013 è indicato chiaramente che anche i periti meccanici, elettrici, termotecnici hanno competenza piena e diretta alla certificazione senza bisogno di alcun corso…..

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Antony

Un ingegnere nuovo ordinamento iscritto all'ordine, ad esempio sezione B (industriale), non è comunque abilitato alla progettazione di edifici, pertanto deve seguire il corso di formazione di 80 ore.

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AlbertoC

Scusate, ho commesso un errore: [......] che non abbiamo una deontologia [...]

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AlbertoC

Io sono convinto che ognuno di noi sia un professionista serio e che nessuno firmerebbe un documento inconsapevolmente. Probabilmente molti di noi, nella vita reale, non svolgono un mestiere in linea con la propria laurea. Io, ad esempio, sono un ingegnere elettronico e, nella mia vita in 20 anni di professione, ho fatto di tutto tranne l'ingegnere elettronico. Per questo io giudico i professionisti in base alla loro coscenza, non per il loro titolo. Per questo non mi pongo il problema di chi è abilitato. Viceversa vedo in positivo questa scelta del governo, perchè è un atto di libertà verso i professionisti. Quanti docenti universitari o enti di formazione hanno speculato alle nostre spalle su questa norma? Questa scelta del governo è rispettosa della nostra professionalità perchè la vera vergoga è pensare che non siamo professionali, che abbiamo una deontologia e che non siamo capaci di affrontare e risolvere un problema tecnico. Per quanto riguarda il costo, ritengo che ogni professionista debba dare un valore a sè stesso. La mia esperienza m'insegna che i nostri clienti, spesso, hanno bisogno di un lavoro fatto benne, non di un tecnico a buon mercato. Non ci sono solo quelli che si nutrono di panini, ci sono anche quelli che vogliono un pasto caldo....

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iogurumi

e così, chi ha una laurea TRIENNALE in SCIENZE MATEMATICHE, con un corso per certificatori energetici da 80 ore può fare certificazioni. Un laureato in ingegneria edile/architettura che abbia fatto il corso, non è abilitato se non è iscritto al proprio ordine! SISTEMA ITALIA SOLITA BANDA DI LADRI IGNORANTI PORCI

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LucaC

Dal DPR 75 si evince che sono abilitati alla certificazione i tecnici "in possesso di uno dei titoli elencati [...], e abilitati alla progettazione di edifici e impianti...". Pertanto mi chiedo: ad es. un ingegnere meccanico "nuovo ordinamento", inscritto alla sezione B (industriale), anche se il titolo è tra quelli abilitanti direttamente alla certificazione, è costretto a frequentare un corso di formazione di 64/80 ore, non essendo abilitato alla progettazione di edifici? Quindi, sono automaticamente abilitati solo le classi di laurea del vecchio ordinamento (di ingegneria ad esempio) o anche quelle del nuovo?

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Cla

Ci sono anche i siti internet che ti propongono l'APE on line :) ...e qualche miserevole ingegnere, geometra, architetto, pur di far qualcosa, farà l'APE on line anche a meno di 70 € lordi :) ...e poi una cosa non ho ancora capito: ma tutta questa carta colorata, a cosa serve? Avete mai visto, in una trattativa di compravendita, trattare il prezzo in base alla classe energetica anziche in base ai metriqudrati o alla localizzazione dell'immobile? :) Io mai !!! Il popolo (clienti, notai, ecc. ma anche noi professionisti) captiamo l'APE come "documentazione inutile" !!! :)

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Cla

Ma che cavolo state a lamentarvi di chi è abilitato e chi non è abilitato e chi sa redigere o meno un'APE !!! Io ho smesso di farli dopo che decine di geometri ingegneri e architetti hanno iniziato a farli a 70 € lordi cadauno!! A 70 € lordi si fanno solo le fotocopie, cambiando i dati (nominativo ed indirizzo) sulla prima pagina!! Tutto questo a me da il voltastomaco !! APE aggiustati, APE fatti "a occhio", impresari che dichiarano clessa A per normali appartamenti, basta che ci sia il riscaldamento a pavimento :) ...professionisti che si prostituiscono..e clienti ai quali dell'APE non gli frega assolutamente niente!!!

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Carlo

ci sono fisici, che pur non avendo un Ordine a cui iscriversi, hanno progettato Centrali Nucleari, si occupano di isolamento termoacustico in sede di progettazione di impianti industriali o veicoli aerospaziali, e sanno distinguere, a differenza di un ingegnere qualsiasi, tra materiali, sistemi, e soluzioni tecniche a vantaggio dell'efficienza energetica. Non è che una Laurea, o un esame di stato renda capaci di redigere un APE. Non ha proprio senso che lo possa fare un "laureato" o un "diplomato". Sarebbe davvero meglio che lo facesse un tecnico qualificato per fare quel lavoro. Del resto i primi diplomi e le prime lauree inserite nei decreti per evitare i corsi dipendevano dallo studio della fisica tecnica, non dall'intelligenza collettiva dei portatori di titolo di "ing", "arch." o perito...

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Antonio

Mi viene da ridere quando leggo di professionisti specializzati in certificazioni energetiche, ma quale università avete frequentanto, tolta fisica tecnica o altre minghiate non esistono materie che insegnano le CAVOLATE del decreto!!! Se non ci fossero i software non ci sarebbero neanche i professionisti dellla certificazione. BEN ALTRA COSA E' LA SERIETA' DI UN QUALSIASI PROFESSIONISTA DEGNO DI QUESTO NOME, TUTTO IL RESTO E' LOBBY!!!! UN INGEGNERE CIVILE (che non ne può piu' di questo paese di m....)

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Pierugo

Secondo me serve a pesare l'intelligenza dell'italiano medio, soprattutto di colui che si rivolgerà all'agrario o forestale (massimo rispetto per queste 2 professioni) per farsi fare un'APE. Ma tra l'altro gli apicoltori perchè non certificano?

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Davide Di Leo

Domani andrò dal macellaio: "mi dia due etti di mortadella ed un APE, per favore....."

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giuseppe

NEL DECRETO HANNO DIMENTICATO FALEGNAMI E CARPENTIERI

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Ing Prato

Non era più semplice lasciare le cose come da legislazione precedente e annullare i requisiti del dpr 75? I titoli accademici in Italia non hanno nulla a che fare con le abilitazione professionali. Ai fini della professione conta solo l'esame di stato e l'iscrizione all'Ordine. Bastava semplicemente scrivere: " sono abilitati alla certificazione i professionsiti iscritti ai seguenti ordini: ecc... ecc.. ecc... Di sicuro si sono scordati di una qualche tipologia di laurea e così faranno ricorsi e ricorsi, aggiunte, modifiche ecc.... la storia infinita! Peraltro non si può abilitare una persona a svolgere una prestazione professionale in base al titolo accademico, ai fini di legge conta solo l'abilitazione professionale conseguita con l'esame di stato e l'iscrizione a un Ordine professionale, ciò che viene prima non conta nulla!