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Con la cedolare secca al 10% converrà di più affittare le case?

Potrebbe crescere la fascia di soggetti interessati a immettere gli alloggi sul mercato a canone concordato

vedi aggiornamento del 24/09/2014
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06/03/2014 - L’abbassamento della cedolare secca, previsto con il decreto sul Piano Casa in arrivo al prossimo Consiglio dei Ministri, dovrebbe rendere più conveniente per i proprietari immettere gli appartamenti sul mercato a canone concordato anziché lasciarli sfitti.

 
Secondo il pacchetto di misure da 1,5 miliardi, studiato per risolvere il disagio abitativo e la carenza di alloggi, la cedolare secca dovrebbe scendere dall’attuale 15% al 10%. Ciò significa che i redditi derivanti dall’affitto degli appartamenti sarebbero tassati meno.
 
Ma vediamo, nello specifico, come funziona la cedolare secca.
 
Cos’è la cedolare secca
La cedolare secca è un’imposta sui contratti di affitto che sostituisce l’Irpef e le relative addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo derivanti dal reddito relativo all’immobile affittato. Chi sceglie di applicarla rinuncia a poter chiedere l’aggiornamento del contratto sulla base degli adeguamenti Istat dovuti alla variazione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo.
 
Chi può avvalersene
Il proprietario dell’immobile che sceglie di avvalersi di questo regime lo comunica all’affittuario con raccomandata. La scelta è riservata alle persone fisiche. È invece escluso chi opera nell'esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.
 
L’opzione può essere esercitata per unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa l’A10 - uffici o studi privati) locate a uso abitativo e per le relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione.
 
Vantaggi e svantaggi
L’opzione può essere scelta e revocata in ogni momento, anche nel corso del contratto di affitto se ci si rende conto di aver effettuato una scelta non idonea alla propria situazione economica.
 
La cedolare secca può risultare conveniente se paragonata ai rincari nella tassazione ordinaria. Il reddito assoggettato a cedolare è inoltre escluso dal reddito complessivo. Bisogna poi considerare che l’importo della cedolare secca è piatto perché non cresce al crescere del reddito Irpef. L’opzione può quindi risultare conveniente per chi, avendo un imponibile Irpef elevato, è interessato a non assoggettare parte del proprio reddito alle imposte ordinarie, che risulterebbero più elevate.
 
Al contrario, la scelta della cedolare secca  potrebbe non convenire a chi dichiara un reddito basso, cioè quei soggetti per cui l’Irpef e le imposte ordinarie risultano inferiori alla cedolare secca.
 
Chi opta per la cedolare secca non può infine chiedere aggiornamenti del canone d’affitto, neanche se giustificato dalle variazioni dei prezzi rilevate dall’Istat, e non può usufruire di detrazioni.
 
Considerato il funzionamento della cedolare secca, bisogna aspettarsi che l’abbassamento dell’aliquota dal 15% al 10% aumenterà la fascia di soggetti per i quali l’opzione di avvalersi di questa forma di tassazione sugli affitti risulterà conveniente. Molti proprietari, che per non pagare tasse elevate sui redditi derivanti dai canoni di locazione preferivano lasciare gli appartamenti sfitti, potrebbero ora trovare conveniente l’immissione degli alloggi nel mercato degli affitti a canone concordato.
  (riproduzione riservata)
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Altri Commenti

Mario

Non basta solo la cedolare secca, visto che poi l'inquilini non pagano il canone, e per recuperare la casa ci vogliono circa due anni,il povero proprietario si trova a pagare le tasse del canone senza percepire niente, bisogna fare una legge che l'inquilino se non paga deve andare via in due mesi. allora si può affittare l'appartamento.senza una legge che protegge i proprietari non conviene affittare. e solo una prese in giro.

pippo

Cedolare secca = ok per combattere il nero, se è inferiore al 23%, ovvero il più piccolo scaglione irpef. Ma perché regalare ai ricchi un 10%? 20% secco andrebbe benissimo, se sopra a questi redditi non ci gravano altri oneri (irap, addizionali regionali, oneri previdenziali etc. Magari i miei redditi professionali fossero tassati al 20% secco. E perché io onesto lavoratore (povero!) debbo essere tassato di più di disonesto che ha sempre affittato al nero le sue 10 case? SPIEGATEMELO...

pippo

Va bene combattere gli affitti in nero, ma ricordiamo che chi da in affitto proprio povero non è, perchàèp possiede almeno due case, quella in cui vive e quella che mette a reddito. Quindi abbassare una già bassa tassazione sugli affitti è in definitiva dare una mano a chi già ha qualcosa, insomma la cosa più lontana che si possa pensare dall'equità socviale: quel tirchio del mio padrone di casa, che non fa la manutenzione straordinaria che gli compete, (le mie finestre e persiane cadono a pezzi, sono un pericolo per chi passa giù in strada) però in pratica non pagherebbe uan lira di tasse su quanto io gli pago (il 10% è veramente poco: con la P.IVA l'imposizione fiscale su di me, iva esclusa, si aggira al 44%, tra irpef, irap, previdenza, addizionali locali etc. Se poi ci sommo gli ulteriori gravami di legge sale oltre il 60% (assicurazione professionale obbligatoria, 500 euro anno, oneri di formazine continua, altri 5-600 euro l'anno, tasse e assicurezione sul mezzo di trasporto che mi è indispensabile per lavorare - ancora circa 500 euro -[prima che qualche ambientalista imbecille insorga e mi dica che devo usare il mezzo pubblico, e prima cheio lo mandi affanc..., sappia che il mezzo è un misero scooter con cui mi muovo dalla periferia dimenticata in cui vivo, anche quando fuori siamo sottozero, anche quando diluvia dall'alba a notte fonde, anche quando al semaforo con il casco in testa fondo a 50° C, e che l'assicurazione per i 125 anche on-line non si trova a meno di 4/500 euro annui, cui sommare una cinquantina di bollo]). Senza contare che di tutte queste spoese ben poco è deducibile...

Giliberto Antonino

Sempre a proposito della cedolare secca, sarebbe anche opportuno consentire ai locatari di scaricare, dalle proprie tasse, una quota dell'affitto corrisposto proprio per evitare accordi in nero.

Giliberto Antonino

Forse ho perso qualcosa in passato, ma a me risulta ce la cedolare secca fosse al 19%. Mi sto sbagliando? Comunque, se c'è l'intenzione di abbassarla al 10% che lo si faccia in fretta per dare un po' di respiro a chi paga correttamente le tasse e combattere gli affitti in nero!

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