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NORMATIVA

Edilizia scolastica e Piano Casa, il varo slitta a mercoledì prossimo

di Paola Mammarella
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Deroghe alle norme su appalti e permesso di costruire per velocizzare gli interventi sulle scuole. Previsti 1,5 miliardi per il social housing

Vedi Aggiornamento del 20/05/2014
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06/03/2014 – Edilizia scolastica e Piano Casa viaggiano in parallelo e dovrebbero essere presentati in Consiglio dei Ministri mercoledì prossimo. Uno slittamento di qualche giorno rispetto alla previsione iniziale di varare il provvedimento entro venerdì, dovuto al fatto che la materia trattata richiede del tempo in più.
 
Questi i punti cardine dei programmi del Governo
 
Edilizia scolastica
2 miliardi di euro potrebbero essere sbloccati e subito utilizzati per gli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici. Come annunciato nei giorni scorsi dal Ministro alle Infrastrtture e Trasporti, Maurizio Lupi, le risorse sarebbero escluse dal Patto di stabilità interno e verrebbero gestite grazie ad una task force tra i Ministeri delle Infrastrutture e dell’Istruzione.

Nel suo discorso di insediamento, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha affermato che il Paese deve ripartire dalle scuole. Per questo lunedì scorso ha inviato una lettera ai sindaci chiedendo loro di scegliere un edificio scolastico del Comune ed inviare all’indirizzo sindaci@governo.it, entro il 15 marzo, una nota sintetica contenente il valore dell'intervento, le modalità di finanziamento previste e la tempistica di realizzazione.
 
Nella lettera il Presidente del Consiglio si è impegnato ad individuare, entro i quindici giorni successivi all’invio delle proposte, delle strade per semplificare le procedure di gara e liberare dei fondi dal computo del patto di stabilità interna.
 
Ricordiamo che, in base al Dpcm 22 gennaio 2014 attuativo del DL “del fare” 69/2013, in alcuni casi è possibile effettuare gli interventi per la riqualificazione e la messa in sicurezza delle scuole senza richiedere il permesso di costruire e derogando alle norme del Codice Appalti.
 
Quando non comportano il cambio di destinazione d’uso dell’immobile o il mutamento della sagoma degli edifici vincolati ai sensi del Codice dei Beni culturali, i lavori non necessitano del Permesso di costruire e possono essere appaltati senza aspettare i 35 giorni successivi all’aggiudicazione definitiva. 

In sede di presentazione delle offerte, si può decidere di non effettuare controlli sulla capacità economico finanziaria e tecnico organizzativa delle imprese e di dimezzare i tempi per la presentazione delle offerte. Per gli appalti di importo pari o superiore a 500 mila euro, si può inoltre bypassare l’obbligo di pubblicazione dei bandi sui giornali. È infine consentito derogare alle disposizioni sui lavori in economia.

Lo snellimento delle procedure per la realizzazione degli interventi sulle scuole, suggerito da Renzi, è quindi già a disposizione dei sindaci, che con il dpcm 22 gennaio 2014 hanno a disposizione un riferimento normativo per accelerare l’affidamento e l’avvio dei lavori.

Piano Casa
La prossima settimana dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri anche un piano da 1,5 miliardi di euro per risolvere il disagio abitativo e favorire il recupero del patrimonio di edifici destinati all’edilizia sociale.
 
Come annunciato dal Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, saranno predisposti incentivi a favore di enti proprietari di immobili di edilizia sociale e degli inquilini interessati alla ristrutturazione dei loro immobili.
 
Sul totale delle risorse stanziate, 200 milioni saranno destinati a rifinanziare il Fondo Affitti, a disposizione dei Comuni per aiutare chi è in difficoltà a pagare l’affitto, e il Fondo per la morosità incolpevole, che agevola chi ha sempre pagato l’affitto ma oggi è in difficoltà perché ha perso il lavoro.
 
Con la formula “Rent to buy” sarà data agli inquilini la possibilità di riscattare il proprio alloggio sociale. I proventi ottenuti verranno destinati alla realizzazione di appartamenti sociali o per la ristrutturazione di quelli esistenti.
 
Gli inquilini potranno inoltre detrarre dal reddito fino a 900 euro l'anno per l'affitto pagato in regime di edilizia sociale.

Per consentire l’immissione sul mercato a canone concordato degli immobili sfitti, la cedolare secca, cioè l’imposta sui contratti di affitto che sostituisce l’Irpef e le addizionali derivanti dal reddito relativo all’immobile affittato dovrebbe scendere dal 15% al 10%.




Foto tratta da www.indire.it/eventi/quandolospazioinsegna
 
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