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Assicurazione professionale obbligatoria per chi si assume la responsabilità con il cliente

Obbligo per le Partite Iva e i collaboratori degli studi, non sono tenuti alla stipula i dipendenti e i soci delle società di ingegneria e STP

vedi aggiornamento del 21/03/2014
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07/03/2014 - L’assicurazione professionale è obbligatoria solo per chi firma i progetti o assume la responsabilità diretta nei confronti del cliente. Lo spiega il CNI, Consiglio nazionale degli ingegneri, nelle linee guida messe a punto dopo le numerose domande di chiarimento ricevute dagli iscritti.

Assicurazione professionale obbligatoria per chi si assume la responsabilità con il cliente

Norme correlate

Linee Guida 05/03/ 2014

Consiglio Nazionale degli Ingegneri - Linee di indirizzo sull’obbligo di assicurazione professionale..

Decreto Pres. Repubblica 07/08/ 2012 n. 137

Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell'articolo 3, comma 5, del decreto-legge ..

Decreto Legge 13/08/ 2011 n. 138

Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo (manovra bis)

 
Il Consiglio nazionale degli ingegneri ha innanzitutto chiarito che l’obbligo di assicurazione non sussiste solo nel rapporto privatistico tra professionista e cliente, ma assume una connotazione di tipo pubblicistico perché la mancata stipula costituisce un illecito disciplinare sanzionabile dall’ordine territoriale di appartenenza.
 
Liberi professionisti e dipendenti
L’obbligo non vale per tutti i professionisti iscritti all’Albo, ma solo quelli che esercitano la professione in forma autonoma e in proprio. Si tratta dei professionisti che firmano il progetto e che si assumono direttamente la responsabilità del loro operato nei confronti del cliente.
 
Se, al contrario, l’ingegnere svolge la propria attività professionale alle dipendenze di un datore di lavoro pubblico o privato, non è obbligato personalmente a stipulare un’assicurazione per responsabilità civile professionale. L’obbligo di dotarsi di una copertura assicurativa ricade invece sul datore di lavoro. In questo caso, la polizza deve coprire anche gli eventuali danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale demandata al dipendente ingegnere.
 
Nel caso in cui il datore di lavoro non rispetti l’obbligo di dotarsi di una copertura assicurativa, il cliente non può pretendere  che sia il dipendente a stipulare la polizza.
 
Quando, infine, un ingegnere dipendente pubblico esegue una prestazione professionale per un’amministrazione diversa da quella di appartenenza, il regime assicurativo deve essere preventivamente concordato tra le amministrazioni.
 
Collaboratori e consulenti degli studi professionali
Gli obblighi di assicurazione variano in base alla della tipologia contrattuale che caratterizza il rapporto di collaborazione o di consulenza.
Se l’attività di collaborazione è strutturata con Partita Iva o come consulenza esterna, il professionista deve stipulare un’assicurazione contro i danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale svolta nei confronti del suo unico cliente, cioè lo studio per cui collabora.
 
Società di ingegneria e società tra professionisti
Le società di ingegneria e le STP, società tra professionisti, a differenza degli studi professionali, sono un soggetto professionale unitario e autonomo. Se il soggetto titolare dell’incarico è la società, è quest’ultima a dover provare al cliente la copertura assicurativa, mentre non hanno nessun peso le eventuali polizze già stipulate dai soci personalmente.
 
Il professionista che svolge la sua attività esclusivamente per conto della società non deve quindi dotarsi di una polizza supplementare. Un’assicurazione ulteriore è invece necessaria per le attività esercitate dai soci in forma autonoma, cioè al di fuori cioè degli incarichi assunti per conto della società.
 
Consulenti tecnici d’ufficio nei processi disciplinari
Deve dimostrare di essere in possesso di un’assicurazione anche il professionista che riceve da un Tribunale l’incarico di CTU, consulente tecnico d’ufficio. Il professionista, infatti, pur operando come ausiliario del giudice, assume nei confronti delle parti la responsabilità civile professionale per la corretta esecuzione dell’incarico.
 
Attività non riservate agli ingegneri
Se il professionista svolge una o più attività non riservate dalla legge agli ingegneri, deve comunque stipulare la polizza assicurativa. Secondo il CNI, infatti, anche se l’incarico non è riconducibile in via esclusiva alla professione di ingegnere, il professionista deve assumersi la responsabilità della corretta esecuzione del lavoro nei confronti dell’utenza.
 
Ricordiamo che l’obbligo di stipula di un’assicurazione professionale a carico del progettista è sorto con il DL 138/2011 e con il Dpr 137/2012 per la riforma delle professioni. In base a queste norme, i professionisti che assumono un incarico devono rendere noti al cliente gli estremi e il massimale della polizza e il mancato rispetto di questa prescrizione costituisce un illecito disciplinare.

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Altri Commenti

Architetto Carla

Anni fa mi dedicavo a fare il C.T.U. Presi alcuni incarichi dal tribunale, uno di questi non mi fu pagato e ci rimisi l'osso del collo con le spese catastali, bolli, diritti vari etcc..oltre a tutto il mio lavoro. Alla parte attrice interessata andò pure bene perchè la mia perizia le andava a favore, io ci rimisi le penne! Feci un ricorso per vedere se potevo recuperare il credito..altre carte bollate...non mi valse a niente, quelli che mi dovevano pagare lavoravano in nero e non gli potevo fare proprio niente, in più come mobilio o oggetti che avevano in casa non ne valeva la pena, sarebbero state solo altre spese per me! E con questa riforma delle professioni dovrei pure farmi un'assicurazione per tutelare chi? E a me chi ci pensa? Dire che sono inca...è dire poco! A volte mi chiedo se non sto vivendo un incubo!! Ma chi ci ha ridotto cosi!!

piranha

Quindi se io che sono ingegnere faccio un lavopro di - poniamo - webvdesign per un cliente, devo essere assicurato come ineggmnere, peccato che se faccio un danno come webdesigner l'assicurezione non pagherà mai perché lo ritiene attività che esula da quelle "professionali" dell'ingegnere ... Così regalo altri soldi a banche e assicurezioni. Poi mi apro un bel POs che non serve a un c@xx0 perché facendo il webdesigner i miei clienti stanno magari a shangai o a stoccolma e ragalo altri soldi inutilmente per una cosa che più inutile non si può... Poi il cliente decide che non mi paga, o che mi paga tra un anno etc ed io non posso fare nulal per impedirglielo e costringerlo a pagarmi... Perché non fanno una belal leggina che obbliga i clienti ad avere una polizza fidejussoria che copra le spese per l'incarico al professionista, in modo che per quest'ultimo sia possibile essere pagato con correttezza e puntualità? Perché se "il pubblico" "il cittadino" va tutelato contro la notoria cattiveria e nefandezza dei progfessinisti, il "cittadino professinista" non deve essere tutelkato dalla cattiveria e notorie nefandezza di altri cittadini? come professinista sono un cittadino di serie B, dunque? ho il dovere di pagare ma non c'è per il resto del mondo il doveree di pagare me? chi mi tutela? il mio ordine?

pippis

Cioé° l'equità sociale è che io povero collaboratore partita iva sottopagato e sfruttato di un grande studio sono OBBLIGATO ad assicurarmi a 500 euro l'anno per i 1000 euro al mese che percepisco, per lavori che non firmo e che non mi fanno curricuklum, mentre i soci dello studio e i dipendenti dello studio , che si beccano grandi montagne di soldi grazie al MIO lavoro sottopagato, non hanno neppure l'obbligo di assicurarsi.

gabriele

semplicemente ridicolo e imbarazzante. abbiate almeno il coraggio di dire queste cose ai ragazzi che frequentano la facoltà di ing !!! invece di fregarli quando avranno investito 5 anni della loro vita in un lavoro che serve a pagare tasse

Un ingegnere italiano

"Se l’attività di collaborazione è strutturata con Partita Iva o come consulenza esterna, il professionista deve stipulare un’assicurazione contro i danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale svolta nei confronti del suo unico cliente, cioè lo studio per cui collabora." Chiedo scusa ma dovrei assicurarmi da cosa? dai miserabili compensi percepiti? dal fatto che faccio fatica ad arrivare a fine mese, mentre quelli per cui esercito l'attività si ingrassano con il mio lavoro? Va bene...rinuncerò ad un altro piatto di pasta per pagare anche l'assicurazione! GRAZIE

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