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NORMATIVA

350 milioni di euro per l’efficienza energetica di scuole e Università

di Rossella Calabrese

Nel Decreto Legge 91/2014 procedure più rapide contro il rischio idrogeologico e per le bonifiche

Vedi Aggiornamento del 29/06/2015
26/06/2014 - La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 91/2014 conferma i finanziamenti agevolati per 350 milioni di euro per l’efficienza energetica di scuole e Università e lo snellimento delle procedure per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e per le bonifiche.
 
350 milioni di euro per l’efficienza energetica delle scuole
Per incrementare l’efficienza energetica degli edifici scolastici e universitari, saranno concessi finanziamenti a tasso agevolato per un importo complessivo di 350 milioni di euro, attraverso il fondo rotativo “Kyoto”. Ai finanziamenti si applica un tasso di interesse dello 0,25%, dimezzando così il tasso previsto dalla legge per i finanziamenti del fondo Kyoto, che è dello 0,50%.

Per ottenere i finanziamenti a tasso agevolato sarà necessario eseguire la diagnosi energetica dell'immobile e redigere la certificazione energetica. Gli interventi devono portare risultati concreti nel miglioramento del parametro di efficienza energetica dell’immobile di almeno due classi energetiche in tre anni. Se questo obiettivo non viene raggiunto e certificato, il finanziamento viene revocato. I criteri e le modalità di erogazione dei finanziamenti arriveranno entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto.

Un’ulteriore norma inserita nel decreto affida più poteri per utilizzare in tempo utile i fondi previsti dal Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) 2007-2013 per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza degli edifici pubblici.

La misura per le scuole si affianca al Dpcm, atteso a breve, che per il 2014 e il 2015 escluderà dal Patto di Stabilità le spese per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici, e al piano da 7mila interventi di manutenzione straordinaria e ripristino degli impianti nelle scuole, che partiranno a luglio.
 
Procedure più veloci contro il dissesto idrogeologico e per le bonifiche

“Requisizione in uso” per gli impianti di gestione dei rifiuti
Il decreto risolve alcune problematiche interpretative sull’applicazione dell’articolo 191 del Codice dell’Ambiente (Dlgs 152/2006) in merito ai poteri degli enti locali nella gestione di situazioni di crisi in tema di rifiuti. Gli strumenti eccezionali da utilizzare per porre rimedio alle situazioni di crisi vengono integrati con uno specifico potere di “requisizione in uso” degli impianti destinati alla gestione dei rifiuti. La norma di tutela viene estesa anche al caso di “grave e concreto” pericolo ancora allo stato potenziale.
 
Viene precisato, inoltre, che la combustione di materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture in loco nel caso di combustione è consentita solo in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri cubi per ettaro nelle aree, periodi e orari individuati da relativa ordinanza del sindaco. La combustione dei residui è sempre vietata nei periodi di massimo rischio-incendi, dichiarati dalle Regioni.
 
Nuova composizione per la Commissione tecnica VIA
La Commissione tecnica per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) passa da 50 a 40 commissari, tra cui il presidente e il segretario, scelti tra i soggetti con laurea, non triennale, con esperienza professionale specifica di almeno cinque anni. Viene così garantita l’alta qualificazione dei commissari, risparmiando circa 1 milione di euro tra compensi e costi di gestione.
 


 
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