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NORMATIVA

Scuole e Università, 350 milioni di euro per l’efficienza energetica

di Paola Mammarella
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Fiducia del Senato sul ddl competitività, nel testo anche oneri sull’energia elettrica consumata e autoprodotta

Vedi Aggiornamento del 19/04/2016
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28/07/2014 – Approvato con voto di fiducia dal Senato il ddl competitività, conosciuto anche come Spalma Incentivi o taglia bollette.
 
Oltre alla rimodulazione degli incentivi che colpirà gli impianti fotovoltaici già in funzione, la norma prevede finanziamenti agevolati per l’efficientamento energetico di scuole e università pubbliche e una serie di oneri sull’energia elettrica consumata e autoprodotta.
 
Il disegno di legge introduce finanziamenti agevolati per incrementare l’efficienza energetica degli edifici scolastici e universitari pubblici.
 
I finanziamenti saranno concessi, fino a un massimo di 350 milioni di euro, attraverso il fondo rotativo “Kyoto” con un tasso di interesse dello 0,25%, cioè la metà di quello previsto per i finanziamenti del fondo Kyoto.
 
La concessione dei finanziamenti avverrà dopo aver eseguito la diagnosi energetica dell’edificio e aver redatto la certificazione energetica dalla quale deve emergere che è stato ottenuto un miglioramento dell’efficienza energetica di almeno due classi energetiche in tre anni. In caso contrario, le somme erogate vengono revocate.

I finanziamenti sono erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti tenendo conto dell’ordine cronologico di invio delle domande.
 
In generale, per gli interventi di efficientamento energetico relativi ad analisi, monitoraggio, audit e diagnosi, la durata massima del finanziamento è di dieci anni, mentre l’importo massimo non può superare i 30 mila euro per singolo edificio.
 
L’importo di ogni intervento, comprensivo di progettazione e certificazione, non può superare un milione di euro se i lavori riguardano solo gli impianti e 2 milioni di euro se, oltre agli impianti, si procede alla qualificazione di tutto l’edificio, compreso l’involucro edilizio.
 
In base al testo approvato, inoltre, per coprire gli oneri del sistema elettrico è prevista una maggiorazione delle parti fisse dei corrispettivi pagati per il consumo di energia.
 
Ciò che non piace agli operatori del settore è l’equiparazione tra energia prelevata dalla rete ed energia autoprodotta. Si tratta di un’energia che non passa dalla rete pubblica, ma da un’infrastruttura privata, cioè da una rete che per essere realizzata ha richiesto un investimento a favore della sostenibilità.
 
Secondo Cogena (associazione che rappresenta le imprese operanti nei settori della costruzione e distribuzione di impianti di cogenerazione e servizi per l'energia) la norma rappresenta “una nuova tassa sull’efficienza energetica, o meglio, un incentivo all’inefficienza”.
 
Il disegno di legge passa ora all’esame della Camera. La scadenza per l’approvazione definitiva è fissata al 24 agosto.


 
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