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NORMATIVA

Ecobonus 65% riqualificazione energetica, proroga ancora incerta

di Rossella Calabrese
Commenti 18980

In bilico anche l’estensione a tutti i tipi di edificio e a tutte le zone sismiche della detrazione per la riduzione del rischio sismico

Vedi Aggiornamento del 07/10/2014
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03/09/2014 - Sarà rinviata probabilmente alla Legge di Stabilità la proroga delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici e la riduzione del rischio sismico. Annunciata nel Consiglio dei Ministri del 29 agosto scorso, la conferma per il prossimo anno delle detrazioni, è subordinata al reperimento delle necessarie coperture finanziarie.
 
Per la riqualificazione energetica, l’ultima bozza del decreto Sblocca Italia prevede una detrazione del 50%, con un tetto di spesa di 96.000 euro, delle spese sostenute per interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili.
 
Gli interventi di efficientamento energetico - si legge nel testo - possono essere realizzati anche senza opere edilizie, acquisendo la documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici.
 
Ricordiamo che - con la normativa oggi vigente - la detrazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici è pari al 65% fino a fine 2014, per poi scendere al 50% nel 2015 e al 36% nel 2016. Nei condomìni le spese sostenute fino al 30 giugno 2015 saranno detraibili al 65%, mentre quelle effettuate fino al 30 giugno 2016 usufruiranno del bonus al 50%.
 
Per quanto riguarda invece la riduzione del rischio sismico, il testo (provvisorio, ricordiamo) prevede una detrazione compresa tra il 50 e il 65% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 60.000 euro per unità immobiliare. La detrazione spetta a condizione che gli interventi siano realizzati sulle parti strutturali degli edifici e dei complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendano l’intero edificio di cui è parte l’unità immobiliare.
 
L’entità della detrazione dipenderà dalla ‘qualità sismica’ conseguita dall’edificio dopo l’intervento. Le linee guida per la classificazione del rischio sismico degli edifici, finalizzate alla determinazione dell’entità della detrazione, saranno fissate da un successivo decreto ministeriale.

Le linee guida definiranno: un parametro di qualità sismica per la classificazione sismica degli edifici; la tipologia degli interventi per conseguire il miglioramento della risposta sismica; le correlazioni tra la riduzione del rischio sismico e le detrazioni fiscali; la documentazione tecnica necessaria a definire la classificazione sismica degli edifici prima e dopo gli interventi.
 
Ma la sostanziale novità consiste nel fatto che il bonus fiscale per la riduzione del rischio sismico si applicherebbe a tutti i tipi di edificio e su tutto il territorio nazionale, a prescindere dalla zona sismica.
 
Secondo la normativa oggi vigente, invece, la detrazione fiscale per gli interventi di riduzione del rischio sismico vale soltanto per le prime case e per gli edifici produttivi situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2 ex Opcm 3274/2003). L’aliquota è del 65%, con un tetto di spesa di 96.000 euro, e la scadenza è fissata al 31 dicembre 2014 (30 giugno 2015 per i condomìni).
 
Nessun cenno finora alla detrazione per le ristrutturazioni, che potrebbe essere affrontata direttamente in sede di redazione della Legge di Stabilità.
 
Con la normativa oggi vigente, il bonus ristrutturazioni avrà l’aliquota al 50%, con un tetto di spesa pari a 96.000 euro, fino al 31 dicembre 2014.  Nel 2015 la detrazione fiscale calerà al 40%, ma il tetto di spesa continuerà ad essere 96.000 euro. A partire dal 2016, il bonus tornerà all’aliquota ordinaria del 36% e il tetto di spesa scenderà a 48.000 euro.
 


 
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