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NORMATIVA

Sblocca Italia, si va verso il Regolamento edilizio unico

di Paola Mammarella
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Approvato un emendamento che demanda alla Conferenza Unificata l’adozione di un regolamento tipo per uniformare gli adempimenti

Vedi Aggiornamento del 04/12/2014
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21/10/2014 – Più vicina l’adozione del regolamento edilizio unico grazie all’approvazione di un emendamento al ddl Sblocca Italia in Commissione Ambiente della Camera. La norma, pensata per facilitare l’attività dei professionisti, metterà la parola fine agli oltre 8 mila regolamenti al momento esistenti, con differenze sostanziali da comune a comune, creando un riferimento normativo più semplice ed omogeneo.
 
Intervenendo sull’articolo 17 del decreto Sblocca Italia, contenente le semplificazioni in materia edilizia, l’emendamento introduce un comma all’articolo 4 del Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/2001) gettando le basi per l’uniformità dei regolamenti edilizi comunali.
 
In sostanza la Commissione Ambiente non ha proposto lo schema del regolamento edilizio unico, ma ha previsto che Governo, Regioni ed autonomie locali concludano accordi in Conferenza Unificata per l’adozione di uno schema di regolamento edilizio tipo che semplificherà e uniformerà gli adempimenti.
 
Lo schema costituirà in pratica il riferimento cui i Comuni dovranno attenersi per l’adozione del regolamento edilizio, che non potrà discostarsi di molto dal modello approvato in Conferenza Unificata. Il regolamento edilizio tipo dovrà indicare i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico. 

Si tratta di una soluzione diversa da quella prospettata nelle prime bozze del decreto Sblocca Italia, che già dettava una serie di contenuti per il regolamento: i parametri edilizi applicabili sull’intero territorio comunale, le definizioni tecniche di riferimento per gli interventi urbanistico-edilizi, i requisiti igienico-sanitari, di sicurezza e di accessibilità in termini di eliminazione delle barriere architettoniche, la definizione degli elementi costitutivi o di corredo delle costruzioni, le modalità tecniche per il recupero del patrimonio edilizio esistente e riduzione del consumo del suolo, le misure tecniche per favorire il risparmio energetico, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, l’utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia e la qualità architettonica degli edifici.
 
Le disposizioni sul regolamento edilizio unico erano però scomparse dalla versione definitiva del decreto. Per chiarire l’accaduto, il Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, aveva reso noto che, dopo un confronto con la Ragioneria, la norma sarebbe rientrata nella fase di conversione in legge o sarebbe comunque stata adottata con un altro provvedimento.
 
Con l’approvazione dell’emendamento in Commissione Ambiemte, la definizione dei contenuti del regolamento edilizio unico è stata posticipata ad un momento successivo con l’accordo da raggiungere in Conferenza Unificata.
 
Secondo Serena Pellegrino, capogruppo di Sel in Commissione Ambiente e firmataria dell’emendamento, la norma metterà tutti i Comuni sullo stesso piano e semplificherà realmente le procedure edilizie.
 
Positivo anche il commento del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC). Il presidente Leopoldo Freyrie ha affermato che “gli architetti italiani insieme ai loro Ordini, sono pronti a collaborare per redigere lo schema tipo di regolamento edilizio per superare definitivamente la follia normativa che aveva partorito ben oltre 8mila regolamenti diversi, uno per Comune, generando solo confusione e complicando enormemente  non solo la costruzione, ma soprattutto la rigenerazione degli edifici.”
 

 
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Altri commenti
arch. gaetano smaldone

Dovendo unificare le varie esigenze e contemplare le proposte di molteplici Enti, prevedo un aggravio sostanziale di burocrazie ed adempimenti. Rassegniamoci, il futuro è dei burocrati e dei ladri.