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NORMATIVA

Riforma appalti, presidente Anac: vietare le deroghe e istituire l’Albo nazionale dei commissari di gara

di Rossella Calabrese
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Consiglio Nazionale Architetti: il massimo ribasso è un vero e proprio strozzinaggio incapace di assicurare la qualità e la sicurezza

Vedi Aggiornamento del 03/11/2015
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09/01/2015 - Contrastare la corruzione negli appalti con la soft regulation e con il divieto di deroghe, istituire un Albo nazionale dei commissari di gara, rivedere l’attuale rating di legalità per le imprese che partecipano agli appalti.
 
Sono le proposte del presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), Raffaele Cantone, intervenuto ieri in Commissione Lavori Pubblici al Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge che delega il Governo ad attuare le nuove direttive europee sugli appalti pubblici (leggi i dettagli del nuovo Codice appalti).
 
Il primo tema affrontato dal presidente ANAC è stato quello della corruzione: “in Italia c’è una significativa infiltrazione mafiosa nel sistema degli appalti” ha detto Cantone. Per questo motivo il sistema di lotta alla corruzione “deve conformarsi alle direttive comunitarie, che sono molto dettagliate”.
 
“Dopo l’esperienza che abbiamo fatto - ha aggiunto -, si può pensare ad un doppio sistema di regolazione: uno giuridico, molto snello, fatto di poche regole e articoli, e un rinvio a quella che gli anglosassoni chiamano soft regulation, più dettagliata, demandata a linee guida e bandi-tipo dall’Anac”.
 
Per il presidente ANAC “non c’è grande opera che non preveda una deroga; il nuovo Codice le dovrà impedire, oppure dovrà prevedere un regolamento a monte”.
 
Cantone ha fatto riferimento ad Expo 2015 per il quale “tutti gli appalti oggetto dell’inchiesta sono stati affidati con l’offerta più vantaggiosa”, un criterio più discrezionale del prezzo più basso”.
 
Per limitare la discrezionalità delle stazioni appaltanti, Cantone ha proposto di istituire un Albo nazionale dei commissari di gara, “un meccanismo per provare a rendere meno permeabile a fenomeni distorsivi la fase di scelta dell’appaltatore”.
 
Cantone propone di mettere in atto un sistema premiante per le imprese che partecipano agli appalti, non basato solo controlli formali ma che tenga conto dei comportamenti tenuti dalle imprese vincitrici in precedenti appalti.
 
“Concordiamo con Cantone sulla assoluta pericolosità del sistema del massimo ribasso nel mercato dei lavori pubblici, tanto più grave per la peculiarità della situazione italiana che vede questo mercato fortemente a rischio di infiltrazioni mafiose”. Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
“Lo denunciamo da tempo - prosegue il Cnappc -: il ricorso al massimo ribasso rappresenta un vero e proprio strozzinaggio, relativo a prezzi e tempi della progettazione, incapace di assicurare qualità delle prestazioni e, soprattutto, sicurezza delle costruzioni, oltre ad essere causa, per gli Enti pubblici, di aumento del contenzioso, dei costi complessivi e dei tempi di realizzazione delle opere”.
 
“Ci auguriamo che la delega in tema di appalti che il Parlamento sta assegnando al Governo, preveda l’eliminazione della procedure impostate sul massimo ribasso del prezzo per le opere di architettura, ingegneria ed urbanistica e la promozione dei concorsi di progettazione che, al contrario, garantiscono maggiore qualità ed allineano il nostro Paese alle normative seguite da tutte le maggiori nazioni europee. A questo proposito i contributi che il viceministro Nencini sta dando all’intera questione sembrano andare nella giusta direzione”.
 
“Obiettivo degli architetti italiani - conclude il Cnappc - e di tutte le professioni tecniche, è l’apertura del mercato dei lavori pubblici per promuovere e semplificare l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti e per premiare, finalmente, la concorrenza e le capacità di progettisti e imprese”.
 
 

 
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Altri commenti
Lorenzo P.

Aprire le gare ai piccoli studi, pieni di idee ma non di fatturato! Aprire le gare ai gruppi di progettisti che hanno tanta esperienza acquisita sul campo perché hanno lavorato per anni sfruttati dai grandi studi, senza firmare nulla ma facendo fisicamente i progetti poi firmati dai capi degli studi grandi, dai soci delle società di ingegneria e da altri "sfruttatori" di ragazzi in gamba ma privi di appoggi: sono questi ragazzi che devono vincere le gare di progettazione, e fare ciò che sanno fare, non i mega studi che contano su grandi fatturati. Una torre di 20 piani non la progetta il fatturato, la progettano i ragazzi e i quarantenni che da anni lavoranop sfruttati dai grandi studi. e che ne hanno già progettate tante. Un ospedale non lo progetta il fatturato, lo progettano quei ragazzi esperti che da anni disegnano e progettano ospedali per conto dei grandi studi.Un ponte non lo progetta il fatturato, lo progettano i giovani ingegneri che da anni fanno ponti per conto di qualche grossa società che poi firma ma non fa mai comparire i nomi di questi ingegneri. Date spazio a questi ed avrete idee dinamismo e molta più serietà ed onestà!!

Filippo

PEr migliorare iprogetti e ridurre la corruzione, basta intrallazi tra impresa e progettazione: basta al devastante appalto integrato. Smettiamo di far fare alle imprse un mestiere che non compete loro, visto che lo subappaltano a disgraziati pagati quattro lire che poi devono progettazre per il contabile dell'impresa anziché per lka PA. Basta con le PA che opensano di risparmiare sul progetto e sulel spalle dei progettisti chiedendo a chi partecipa alle gare di produrre un DEFINITIVO. Questo è orrore, è fantascienza, è devastante, ed infatti si vede dove il codece De Lise ha portato i lavori puvbblici: alla buca più prfofonda di sempre. BASTA APPALTO OINTEGRATO, BASTA PROGETTI DEFINITIVI ED ESECUTIVI PER PARTECIPARE ALLE GARE.