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PROFESSIONE

Gli architetti europei sono flessibili, resilienti e internazionali

di Alessandra Marra
Commenti 7034

Consiglio Europeo degli Architetti: il 18% ha studiato all’estero e il 5% ha lavorato in un’altra nazione

Vedi Aggiornamento del 20/05/2016
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05/03/2015 – Gli architetti europei sono resilienti, ovvero capaci di riorganizzare il loro lavoro in base alle esigenze di mercato, flessibili e aperti al mercato internazionale.

Queste alcune considerazioni emerse dal quarto studio di settore del Consiglio europeo degli architetti (Ace) che ogni due anni raccoglie e analizza i dati statistici, sociologici ed economici sugli architetti europei, e sul mercato architettonico in generale.

La resilienza e la flessibilità sono evidenti dal fatto che per mantenere un certo profitto gli architetti europei abbiano privilegiato le pratiche di modesta entità, aumentate infatti del 22% dal 2012, pittosto che concentrarsi su pochi grandi interventi, che infatti sono diminuiti.
 
Così facendo il reddito medio europeo della professione si attesta sempre a circa 29 mila euro, al lordo delle imposte, come per il 2012.
 
Inoltre lo studio ha esaminato la formazione transfrontaliera e il lavoro, dimostrando che l'architettura è una professione internazionale: il 18% si è formato in un altro paese, il 35% ha preso in considerazione di lavorare in un altro paese anche se solo il 5% in realtà lo ha fatto.

Nonostante la crisi degli ultimi anni il numero di architetti in Europa è in crescita, con un incremento del 6% dal 2012 e con circa 567.000 architetti europei; ben il 27% di essi proviene dall’Italia con circa 153.000 architetti, seguono la Germania (con circa 107.200), la Spagna (51.700), la Turchia (44.700), il Regno Unito (34.300) e la Francia (29.800).
 
L’età media dei professionisti è superiore ai 40; infatti solo un terzo degli architetti ha meno 40, mentre i due terzi risultano superarli. I paesi con il maggior numero di giovani architetti sono il Portogallo, la Turchia e Grecia.
 
Le donne che esercitano la professione sono più giovani dei colleghi uomini, il 46% delle donne ha un'età sotto 40, rispetto al 26% degli uomini. Inoltre le professioniste sono aumentate dal 2012 attestandosi attualmente intorno al 39% degli architetti europei.
 
Il 78% degli architetti europei lavora a tempo pieno, il 15% lavora a part-time e 7% non lavora; la percentuale di quelli che lavora a tempo pieno però è aumentata rispetto al sondaggio del 2012, anche se rimane inferiore sia a quello del 2010 che al 2008.
 
Un segnale positivo si riscontra anche nel tasso di disoccupazione che risulta essere minore di quello registrato nel 2012; anche se la situazione è migliorata soprattutto nel Nord Europa mentre al Sud risulta esserci ancora una situazione problematica; i livelli più elevati di disoccupazione si registrano infatti in Portogallo, Spagna e Grecia.

Lo studio mostra che la domanda di servizi di architettura rimane modesta con una maggiore crescita concentrata solo nella periferia dell'Europa. Nel complesso la produzione edilizia è stata piatta per gli ultimi cinque anni, con il mercato architettonico in discesa del 5% dal 2012.
 
Tuttavia rispetto agli anni precedenti sono più numerosi coloro che prevedono un aumento di lavoro (32,5%) rispetto a chi si aspetta un calo (23,7%); la maggioranza però non prevede alcun cambiamento nella situazione attuale (43%).
 

 
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Altri commenti
stufadelsistema

Veramente tutti i liberi professionisti, e non solo gli architetti sono diventati flessibili...ormai accettiamo lavori di tutti i tipi...hanni di studio buttati per passare da uno stage all'altro....che vergogna!!!!!!!!!!!