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SICUREZZA

Lavori in quota, dall’Inail un manuale per la sicurezza

di Alessandra Marra
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Già in fase di progettazione i tecnici dovranno ideare sistemi sicuri per prevenire le cadute dall’alto

Vedi Aggiornamento del 06/04/2016
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31/03/2015 – Per prevenire le cadute dall’alto durante i lavori in quota l’Inail ha pubblicato un Manuale per la prevenzione delle cadute dall’alto che si rivolge a tecnici, installatori ed esperti di lavorazioni su tetti e coperture.
 
Il manuale è stato realizzato dai ricercatori Inail del dipartimento Innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) e dalla Consulenza tecnica per l’Edilizia (Cte) e raccoglie i risultati di due importanti seminari sui lavori in copertura svolti al Made di Milano e al Saie di Bologna.
 
Il manuale offre una panoramica delle diverse problematiche relative alla sicurezza nelle attività di manutenzione sulle coperture degli edifici. 
 
Tra le problematiche la scarsa qualificazione degli operatori tecnici per l’accesso in luoghi di lavoro costituiti da coperture di edifici e una certa sottovalutazione, legata purtroppo alla entità degli interventi e alla crisi dell’occupazione, che spinge a correre dei rischi inaccettabili.
 
Oltre a promuovere la cultura della manutenzione, il testo si sofferma anche sulla fase della progettazione, durante la quale vengono spesso sottovalutate le possibili implicazioni di salute e sicurezza che gli operatori dovranno affrontare nelle fasi successive.
 
I progettisti infatti devono effettuare delle scelte, in fase di progettazione ed in collaborazione con il coordinatore della sicurezza, al fine di garantire l’eliminazione o la riduzione al minimo dei rischi di lavoro. In questo senso si muovono i suggerimenti contenuti per progettare e realizzare sistemi sicuri e corredati da una adeguata documentazione, che risponda, in particolare, ai requisiti normativi previsti per il Fascicolo dell’Opera.
 
Il manuale presenta un breve excursus sulla legislazione vigente nei lavori in quota e sui dispositivi di protezione. In particolare, ampio spazio è dedicato ai sistemi di ancoraggio utilizzati nelle opere di costruzione, che vengono presentati e descritti attraverso schede illustrative.
 
Vengono infine analizzati dei casi studio realizzati su diversi edifici dell’Inail e vengono illustrate delle tabelle comparative per la valutazione del rischio.
 
Michele Candido Meschino, ingegnere e coordinatore generale Cte ha affermato: “Troppi vanno sui tetti non pensando a quanto possa essere pericoloso. Il rischio, invece, è alto e aumenta soprattutto perché sottovalutato”.
 
Poi ha aggiunto: “A volte utilizzare le attrezzature di sicurezza sembra un fastidioso onere in termini di perdita di tempo e così si pensa di poterne fare a meno. In queste circostanze quasi sempre il nemico principale è la fretta e, dopo questa, la sopravvalutazione della propria abilità. Non va trascurato, infine, anche l’aspetto legato a una non adeguata formazione”.
 
“Purtroppo è frequente che ci si metta a norma sulla base di una nuova legge, ma poi non si facciano nel tempo manutenzione e controllo dell’efficienza dei dispositivi, vanificando così l’efficacia degli accorgimenti a suo tempo adottati”, conclude Meschino che sollecita a non dimenticare che “dove vengono fatti più interventi e le condizioni climatiche sono più severe il rischio aumenta notevolmente. Non a caso il 65% degli infortuni avvenuti su tetti e terrazze è concentrato al Nord Italia” ha concluso Meschino.


 
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