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NORMATIVA

Condizionatori, non esiste alcuna nuova tassa per le famiglie

di Paola Mammarella

Si tratta dell’obbligo, in vigore dal 2014, di effettuare controlli ogni 4 anni sugli impianti oltre i 12 kW

Vedi Aggiornamento del 13/04/2017
24/07/2015 – "La tassa sui condizionatori potrebbe costare alle famiglie da 180 a 300 euro". L’allarme, lanciato da Federconsumatori, potrebbe far pensare ad una tassa sul possesso e l’utilizzo di un condizionatore, mentre si tratta dell’obbligo di redigere il nuovo libretto in occasione dei controlli periodici e delle manutenzioni degli impianti termici, che si applica solo in alcuni casi.
 

I nuovi obblighi per i condizionatori

L’obbligo non riguarda tutti i condizionatori, ma solo quelli di potenza nominale utile maggiore di 12 kW. Un impianto domestico utilizzato da una famiglia difficilmente raggiunge queste soglie, a meno che la metratura dell’appartamento non sia estesa e non ci siano più elementi. Le utenze domestiche hanno generalmente contratti di fornitura di energia elettrica da 3 kW.

Le nuove prescrizioni normative valgono quindi se si superano i 12 kW. I proprietari che non si adeguano sono puniti con multe da 500 a 3 mila euro.

Le modalità con cui svolgere i controlli obbligatori, che in questo caso vanno effettuati ogni quattro anni, sono stati regolamentati nel 2014, sulla scia di quanto già accadeva per le caldaie
 
Federconsumatori stima in 180 - 220 euro la spesa per il rilascio del libretto e del primo bollino per i condizionatori. Una cifra che secondo l'associazione può salire a circa 300 euro in presenza di più elementi.
 
A questi costi, sostiene Federconsumatori, si aggiungono le ricadute indirette. Dal momento che i condizionatori si trovano “anche e soprattutto negli esercizi commerciali, nei ristoranti e negli studi dei professionisti, la maggiore spesa a carico di questi ultimi sicuramente troverà modo di ripercuotersi sulle tasche dei cittadini”.
 
Per fare maggiore chiarezza ripercorriamo il panorama normativo che ha portato a questo obbligo.
 

Condizionatori e libretto di impianto

Tutto è iniziato con la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia, recepita nell’ordinamento italiano dal D.lgs 192/2005, che ha previsto che gli Stati membri adottino misure per le ispezioni periodiche degli impianti di potenza nominale utile maggiore di 12 kW.
 
Sulla base di queste norme, il Dpr 74/2013 ha definito i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva, stabilendo controlli periodici, la redazione del libretto di impianto e del rapporto di efficienza energetica a cura di un tecnico.
 
In particolare, la norma ha sottoposto all’obbligo gli impianti termici di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e per quelli di climatizzazione estiva di potenza utile nominale maggiore di 12 kW.
 
Il DM 10 febbraio 2014 ha introdotto modelli di libretto di impianto e di rapporto di efficienza energetica e il DM 20 giugno 2014 ha fissato al 15 ottobre 2014 la data a partire dalla quale adeguare i vecchi libretti.
 
Il decreto ha stabilito che per la periodicità dei controlli bisogna fare riferimento all’Allegato A del Dpr 74/2013. Nel caso dei condizionatori di potenza superiore a 12 kW, i controlli devono essere effettuati ogni quattro anni.
 

 
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Altri commenti
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Marco

Infatti i 12 kw, non sono elettrici, ma termici. Poi, che quasi sicuramente in 3kw di utenza elettrica domestica non si raggiunge quella potenza con un condizionatore è un altro discorso. Pero ci potrebbe essere la dichiarazione F-GAS da fare!! Anche se sconosciuta ai più se la vostra macchina supera i 3kg di refrigerante dovreste adempiere a tale dichiarazione e inviare la documentazione all'ISPRA. Praticamente due controlli distinti da due enti diversi per lo stesso apparecchio. Spettacolare !