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NORMATIVA

Appalti, la riforma avverrà in due tempi nell’arco del 2016

di Paola Mammarella
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Cancellato l'incentivo del 2% ai progettisti interni alla PA e l'obbligo di pubblicare i bandi sui giornali

Vedi Aggiornamento del 18/11/2015
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02/10/2015 – La Riforma degli appalti avrà un avvio a scaglioni. Lo ha deciso la Commissione Ambiente della Camera con il via libera al disegno di legge delega che sta gettando le basi per riscrivere la disciplina dei contratti pubblici.
 

Le date del nuovo Codice Appalti

Entro il 18 aprile 2016 dovrà essere approvato il decreto legislativo per il recepimento delle direttive 2014/23/Ue sui contratti di concessione, 2014/24/Ue sugli appalti pubblici (che abroga la direttiva 2004/18/CE) e 2014/25/Ue sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali (che abroga la direttiva 2004/17/CE).
 
Il decreto abrogherà le parti del vecchio Codice Appalti (D.lgs. 163/2006) in contrasto con le direttive europee e introdurrà disposizioni di coordinamento. Il nuovo Codice Appalti vero e proprio sarà invece approvato entro il 31 luglio 2016. Al suo interno ci saranno i contenuti del decreto di recepimento delle direttive più le eventuali disposizioni correttive.
 
Sulla base del nuovo Codice Appalti saranno infine emanate le linee guida elaborate di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e l'ANAC. Si tratta del testo di “soft law” che sostituirà il regolamento attuativo del Codice e che dovrà essere sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti.
 

Riforma degli appalti e pubblicità dei bandi

La Commissione Ambiente ha approvato anche un emendamento che obbliga le Stazioni Appaltanti a pubblicare i bandi di gara sul proprio sito web.
 
In questo modo vengono favorite le gare telematiche e viene meno l’obbligo di pubblicità sui giornali, che costituiva un onere a carico del vincitore. L’obbligo è stato introdotto dal decreto Spending Review (DL 66/2014) e prevede che il vincitore della gara rimborsi alla Stazione Appaltante il costo della pubblicazione del bando sui giornali.
 

Incentivo del 2% ai progettisti interni alla Pubblica Amministrazione

La Commissione ha approvato un emendamento che esclude l'applicazione degli incentivi alla progettazione per i dipendenti pubblici. le risorse saranno destinate ad attività di programmazione e controllo.

Positivo il commento di Fondazione Inarcassa. Il presidente, Andrea Tomasi, che nella decisione vede la volontà di distinguere i compiti dei dipendenti pubblici e dei liberi professionisti, con ripercussioni positive sulla trasparenza amministrativa.

Dello stesso parere l'Oice, Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, che auspica che l'incentivo sia ora trasferito alla programmazione e al controllo per dare più efficacia alla spesa.
 

Qualità nelle Riforma degli Appalti

Per il momento sono stati confermati, con qualche piccola modifica, gli altri contenuti della delega, cioè i principi ispiratori sulla base dei quali dovrà essere scritto il nuovo Codice.
 
I servizi di ingegneria e architettura e tutti i servizi di natura tecnica non potranno più essere affidati basandosi solo sul criterio del prezzo o del costo, ma su quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa per assicurare più attenzione alla qualità dei progetti. La fase progettuale e la qualità architettonica saranno valorizzate con l’introduzione dei concorsi di progettazione. Le gare non potranno essere bandite solo sulla base del progetto preliminare. I progetti dovranno essere pubblicati online per garantire la ponderazione delle offerte. Sarà incoraggiato inoltre l'uso del BIM, Building Information Modeling) per la simulazione elettronica delle informazioni edilizie.
 
Gli appalti integrati saranno limitati ai casi in cui l’oggetto dell’appalto o della concessione dei lavori sia costituito per più del 70% da opere caratterizzate da un notevole contenuto innovativo o tecnologico.

Saranno ammesse deroghe alle procedure ordinarie solo in casi di emergenza e dovranno essere dettate delle linee guida per gli appalti legati ad esigenze di Protezione civile.

Viene ammorbidito il divieto di affidamenti in house inizialmente previsto. Negli appalti sopra i 150 mila euro, l'80% dei lavori dovrà essere affidato con gara e il 20% potrà andare alle società partecipate.
 
La qualificazione delle imprese non prenderà in considerazione solo i requisiti formali, come il fatturato o il numero di addetti, ma anche la “buona condotta” tenuta negli appalti precedenti. Per questo si sta studiando l’introduzione della patente a punti.
 
In caso di inadempimento da parte dell’appaltatore, la Stazione Appaltante procederà al pagamento diretto dei subappaltatori. In alcuni casi da definire, sarà obbligatorio indicare tre subappaltatori per ogni categoria di lavori da subappaltare in modo da garantire la continuità dei cantieri. L'idoneità delle imprese dovrà essere garantita dal titolare del contratto d'appalto.
 
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