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NORMATIVA

Rivoluzione nelle visure catastali: arrivano i metri quadri

di Alessandra Marra
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Da ieri per 57 milioni di immobili è disponibile la superficie catastale e la superficie utile ai fini Tari

Vedi Aggiornamento del 25/07/2017
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10/11/2015 – Dal 9 novembre 2015, nelle visure catastali di circa 57 milioni di unità immobiliari è possibile trovare la superficie catastale e la superficie utile ai fini Tari; in questo modo i proprietari avranno a disposizione un dato finora visibile solo nelle applicazioni degli uffici. 
 

Visure: superficie catastale

Da ieri infatti l’Agenzia delle Entrate rende disponibile, per le visure delle unità immobiliari censite nelle categorie del gruppo A (abitazioni ed uffici), B (scuole, ospedali, uffici pubblici ecc) e C (negozi, box auto, cantinole, ecc)  la superficie catastale, ovvero la superficie complessiva di pertinenze, balconi ecc.
 
Questa informazione, che si andrà ad aggiungere ai dati identificativi dell’immobile (Comune, sezione urbana, foglio, particella, subalterno) e ai dati di classamento (zona censuaria, categoria catastale, classe, consistenza, rendita), sarà calcolata come stabilito dal DPR 138/1998.
 
I metri quadri delle unità immobiliari, pur essendo aggiunti alla visura, non avranno effetti sulla rendita catastale che verrà calcolata sempre sulla base dei vani, fino a quando non sarà operativa la riforma del catasto. 
 

Vani sostituiti dai metri quadri nella Riforma del Catasto

Ricordiamo che secondo quanto previsto dalla riforma del catasto il valore degli immobili sarà determinato dalla superficie e non più dai vani; in più a ogni unità immobiliare sarà attribuita una rendita e un valore patrimoniale.

Inoltre la riforma prevede solo due tipologie di fabbricati: quelli ordinari (in cui sono inseriti gli appartamenti) e quelli speciali. Per gli immobili ordinari le rendite e i valori patrimoniali saranno determinati applicando apposite funzioni statistiche che mettano in relazione il reddito e il valore medio ordinario di mercato con le caratteristiche dell’immobile. Nel caso dei fabbricati speciali si procederà mediante stima diretta, mentre le rendite saranno calcolate applicando saggi di redditività media ai valori patrimoniali.

Da giugno scorso la riforma del catasto è in stand-by in quanto per il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, bisogna prima lavorare per garantire un’invarianza del gettito complessivo attraverso la definizione della Local Tax, cioè del tributo che dovrebbe inglobare Imu e Tasi. 
 

Visure: superfici ai fini della Tari

Arriva direttamente in visura anche la superficie ai fini Tari (tributo comunale sui rifiuti) che, per le sole destinazioni abitative, sarà al netto di balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza. 
 
I proprietari di immobili, quindi, potranno verificare la base imponibile ai fini del tributo comunale, già fornita dalle Entrate ai Comuni nell’ambito delle attività di scambio dati, e di segnalare, tramite il sito internet dell’Agenzia, eventuali incoerenze tra la rappresentazione planimetrica e la superficie calcolata.
 
Se si dovessero riscontrare delle incongruenze tra la planimetria conservata agli atti del catasto e la superficie calcolata, i cittadini interessati potranno inviare le proprie osservazioni, attraverso il sito dell’Agenzia, e contribuire quindi a migliorare la qualità delle banche dati.
 

Cosa succede agli immobili senza planimetria

Le Entrate fanno sapere che la novità non si applica a un limitato numero di immobili che presentano un dato di superficie “incoerente”, in attesa delle opportune verifiche nell’ambito delle attività di allineamento delle banche dati.
 
Per gli immobili non dotati di planimetria, risalenti alla fase dell’impianto del Catasto edilizio urbano e pertanto privi anche del dato relativo alla superficie, i proprietari possono presentare una dichiarazione di aggiornamento catastale, con procedura Docfa, per l’inserimento in atti della planimetria catastale. 
 

Superfici catastali in mq: il commento Anci

Secondo l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) "la pubblicazione delle superfici nei dati catastali accessibili a tutti i cittadini è certamente un utile elemento di trasparenza e di miglioramento della significatività degli archivi catastali, a lungo perseguito, che ha però un'influenza pressoché nulla sui prelievi fiscali".
 
L’Anci ha dichiarato: "Per ciò che più direttamente riguarda le tasse comunali la generale revisione delle rendite catastali e il superamento delle attuali disparità di trattamento fiscale ai fini dell'Imu e della Tasi (oltre che dell'imposta di registro) necessita dell'attuazione della riforma del catasto, prevista dalla Delega fiscale, ma non attivata dal Governo. Le rendite catastali restano quindi invariate e sempre riferite 'vano' e non alla superficie degli immobili come previsto dalla riforma”.
 
“D'altra parte, l'utilizzo generalizzato ai fini del prelievo sui rifiuti (Tari) delle superfici catastali, che potrebbe essere attivato nel prossimo futuro sulla base di leggi già vigenti, determinerebbe il passaggio dalla 'superficie calpestabile', attualmente adottata in base alle dichiarazioni dei contribuenti, alla nuova superficie catastale 'a fini Tari', con modestissimi effetti redistributivi. Va ricordato infatti che l'ammontare complessivo del prelievo Tari è strettamente legato al costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti sostenuto da ciascun Comune e che già da oltre un decennio (in base alla legge n.311/2004) i Comuni utilizzano le superfici elaborate sulla base delle planimetrie catastali come riferimento per l'effettuazione dei controlli sulla correttezza delle dichiarazioni" ha concluso l’Anci.
 
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Altri commenti
Lollo

Peccato che, la superficie catastale sia, in linea di massima, maggiore della superficie da dichiarare per il pagamento della TASI, includendo le murature, i tamponamenti, i tramezzi e le superfici ragguagliate di balconi/terrazzi/giardini...