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RISPARMIO ENERGETICO

Impianti termici, da Enea una guida alla corretta gestione

di Paola Mammarella

Il punto della situazione sulle norme in vigore e consigli pratici per abbassare i consumi con la corretta regolazione

Vedi Aggiornamento del 14/07/2016
30/11/2015 – Abbassare i consumi con la corretta regolazione e manutenzione degli impianti termici.
 
Con questo obiettivo, il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato la guida per l’esercizio, il controllo e la manutenzione degli impianti termici. Il documento è stato messo a punto da Enea in collaborazione con Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Confartigianato, Federconsumatori, Unione consumatori e il Salvagente.
 
L’Enea parte da un presupposto: dato che il condizionamento estivo e invernale assorbono il 75,5% dei consumi energetici nel settore residenziale, un impianto ben tenuto è più sicuro, inquina e consuma di meno, perché emette nell’atmosfera una minore quantità di gas.
 

Gestione degli impianti termici e libretto di impianto

L’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione dell’impianto termico e il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica sono affidati al responsabile dell’impianto termico, che in generale è il proprietario, l’inquilino o, nel caso degli impianti centralizzati, l’amministratore di condominio.
 
Questi soggetti possono delegare la responsabilità ad un “terzo responsabile”, che normalmente è un tecnico di una impresa specializzata nell’installazione e manutenzione degli impianti termici. La delega non è consentita nel caso di singole unità immobiliari residenziali in cui i generatori non siano installati in locale dedicato solo a questo.
 
Ogni impianto termico deve essere dotato del Libretto di impianto, in cui sono descritte le caratteristiche tecniche e registrate le eventuali modifiche, sostituzioni di componenti e tutti gli interventi di controllo effettuati. Il DM 10 febbraio 2014 ha introdotto un nuovo libretto si applica agli impianti di riscaldamento tradizionali, agli impianti di climatizzazione estiva ed anche ai nuovi impianti alimentati da cogeneratori o allacciati al teleriscaldamento.

Il libretto è di tipo modulare, quindi vanno compilate soltanto le pagine e le sezioni pertinenti al caso specifico. La sostituzione deve essere effettuata contestualmente alla prima manutenzione eseguita dopo il 15 ottobre 2014. Per le pompe di calore e le macchine frigorifere contenenti più di 3 kg di gas fluorurati, il nuovo libretto di impianto non sostituisce, ma si affianca, al “registro dell’apparecchiatura” previsto dal DPR 43/2012.
 
Nelle regioni che hanno realizzato il catasto degli impianti termici la gestione del libretto di impianto avviene per via telematica.
 
Parallelamente alla manutenzione, va effettuato il controllo dell’efficienza energetica dell’impianto. Sono soggetti a questi controlli gli impianti per la climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale superiore a 10 kW e gli impianti per la climatizzazione estiva e pompe di calore di potenza termica utile nominale superiore a 12 kW.  Le potenze dell’impianto si riferiscono alla somma delle potenze utili dei generatori e delle macchine frigorifere, che si esegue soltanto quando essi agiscono sullo stesso sistema di distribuzione. In altre parole, le potenze non si sommano quando i generatori di calore o i gruppi frigo sono indipendenti. Per esempio non si esegue la somma delle potenze per una caldaia alimentata a metano e una pompa di calore per il riscaldamento ambientale, del tutto indipendenti, oppure per due o più macchine frigorifere, anche con funzionamento a pompa di calore, indipendenti tra loro.
 
La manutenzione e i controlli dell’efficienza energetica seguono tempistiche indipendenti, indicate dai produttori.
 
I responsabili degli impianti che non rispettano le regole sulla manutenzione e i controlli vengono puniti con una sanzione da 500 a 3mila euro. I manutentori possono avere invece una multa da mille a 6mila euro.
 

Impianti termici e regolazione della temperatura degli ambienti

Secondo l'Enea, durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione invernale, la media delle temperature nei singoli ambienti riscaldati non deve superare i 18°C più 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili e i 20 °C più 2 °C di tolleranza per tutti gli altri edifici. Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione estiva, la media delle temperature nei singoli ambienti raffrescati non deve essere minore di 26 °C meno 2 °C di tolleranza per tutti gli edifici. 
 
Per ogni grado centigrado in più, sottolinea l'Enea, i consumi aumentano dal 5 al 10%.L'Enea suggerisce quindi di non superare i 18 –19 °C di giorno e i 16 °C di notte e in estate di non andare oltre i 5°C di differenza tra la temperatura esterna e quella interna.
 
L’accensione degli impianti termici destinati alla climatizzazione invernale delle abitazioni è consentita in un periodo mensile e giornaliero ben definito, che varia secondo 6 zone climatiche.

Cna Installazione e Impianti: guida imprecisa

Secondo Cna Installazione e Impianti, la guida presenta alcune imprecisioni. Ad esempio sostiene che i controlli di efficienza energetica debbano essere condotti ogni quattro anni, cioè secondo le tempistiche indicate nell’Allegato A del DPR 74/2013. In realtà, precisa Cna Installazione e Impianti, si tratta di tempi massimi oltre i quali i manutentori non possono andare, che diversi installatori e molte Regioni hanno dimezzato.
 
Cna Installazione e Impianti afferma quindi che “in occasione degli interventi di controllo ed eventuale manutenzione sugli impianti di climatizzazione invernale con potenza termica uguale o maggiore di 10kW e di climatizzazione estiva con potenza uguale o maggiore di 12 kW, le cui cadenze temporali è bene sottolinearlo le decide l’installatore, si effettuano i controlli di efficienza energetica, controlli che vanno inoltre effettuati (art. 8, comma 3) all’atto della prima messa in esercizio dell’impianto in caso di sostituzione di parti importanti dell’impianto (ad es. il generatore di calore) e nel caso di interventi che comunque modifichino l’efficienza energetica dell’impianto stesso”.
 
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