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LAVORI PUBBLICI Appalti, la PA può esigere un punteggio alto per le offerte tecniche
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Appalti, la PA può esigere un punteggio alto per le offerte tecniche

di Paola Mammarella
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CdS: anche se in pochi superano la fase di valutazione, non sono violati i principi della concorrenza

Vedi Aggiornamento del 11/01/2016
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04/01/2016 - La Stazione Appaltante può fissare un punteggio minimo, anche elevato, che l’offerta tecnica deve raggiungere per poter essere presa in considerazione. Il Consiglio di Stato con la sentenza 5498/2015 ha spiegato che questa scelta non costituisce una violazione della concorrenza.
 
Nel caso esaminato, l’Amministrazione aveva stabilito che ogni offerta doveva raggiungere almeno 50 punti. Al di sotto di questa soglia non sarebbe stata presa in considerazione.
 
Dato che il punteggio massimo era 70, una delle società escluse aveva obiettato che nella valutazione tecnica si doveva conseguire il 75% del totale.
 
Dal momento che si trattava di una soglia di molto superiore alla sufficienza, la società sosteneva che queste condizioni violassero la concorrenza. Dei cinque partecipanti, infatti, solo uno aveva superato la valutazione.
 
Il Tar prima e il Consiglio di Stato dopo hanno bocciato la richiesta della società esclusa, negando la presenza di qualsiasi iniziativa volta a restringere la concorrenza.
 
Secondo i giudici, la richiesta di soglie elevate è da condannare solo se è troppo prossima al punteggio massimo. Se, invece, la soglia è alta, ma lontana dal massimo, le richieste della Stazione Appaltante sono legittime.
 
Il CdS ha infine chiarito che nessuna restrizione delle concorrenza può essere determinata al momento della definizione della soglia minima di punteggio ammissibile. La partecipazione, infatti, è consentita a tutti e solo dopo, si scopre quanti concorrenti superano la valutazione.
 
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