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MERCATI

Confartigianato: ‘rendere permanenti i bonus per l’edilizia’

di Alessandra Marra
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L'analisi della Confederazione ha registrato 2 milioni di case esistenti in cattivo stato

Vedi Aggiornamento del 04/03/2016
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19/01/2016 – Circa 2 milioni di edifici residenziali italiani, pari al 16,8% del totale, è in mediocre o pessimo stato di conservazione. In questo panorama la stabilizzazione dei bonus per l’edilizia potrebbe contribuire a migliorare le condizioni del patrimonio edilizio esistente.
 
A riferirlo Confartigianato che, in un’analisi condotta sullo stato di conservazione degli edifici esistenti italiani, ha registrato numerosi dati negativi, soprattutto nel Mezzogiorno e negli edifici costruiti prima del 1981.
 

Edifici residenziali: la situazione italiana

Secondo i dati di Confartigianato in Italia si contano 12.187.698 edifici residenziali (l’84,3% degli edifici totali) con 31.208.161 abitazioni che comprendono case unifamiliari, ville, villette, case a schiera, palazzine in complessi residenziali e condomini o palazzine con negozi o sedi di attività economiche in genere a piano strada. I tre quarti (74,1%) degli edifici residenziali italiani sono stati costruiti prima del 1981 ed hanno quindi 35 anni ed oltre di vita, mentre le realizzazioni più recenti sono il rimanente 25,9%.
 
L’analisi di Confartigianato ha registrato cattive condizioni di conservazione in 2.051.808 edifici residenziali, 16,8% del totale; la percentuale sale al 21,1% per gli edifici costruiti prima del 1981, mentre la quota si riduce al 4,7% per gli edifici nati tra il 1981 e il 2011. 
 
Il record negativo si registra in Sicilia con il 26,8% del totale degli edifici residenziali in mediocre - pessimo stato di conservazione. Seguono la Calabria, con una quota del 26,2%, e la Basilicata con il 22,3%.
 
La situazione va meglio in Umbria e in Trentino Aldo Adige, regioni in cui la quota di case in cattive condizioni è la più bassa d’Italia e si limita al 10,7% del totale, e in Toscana, dove la quota sale all’11,5%.

A livello provinciale il primato negativo va a Vibo Valentia dove è più diffuso il cattivo stato delle case (31,4% del totale), seguita da Reggio Calabria (31,3%) e Catanzaro (25,8%). Al capo opposto della classifica le provincie più ‘virtuose’ sono Prato (8,2%), Bolzano (8,5) e Siena (8,5%).
 

Edifici in cattivo stato: l’opportunità dei bonus per l’edilizia

Secondo Confartigianato le cattive condizioni delle case, oltre a mettere a rischio la sicurezza dei cittadini, “contribuiscono a gonfiare la bolletta energetica delle case, infatti, il comparto residenziale determina il 28,8% dei consumi finali di energia. Più di quanto assorbono i trasporti su strada (27,7%) e l’industria (22,7%)”.

Considerando la situazione del patrimonio esistente Confartigianato auspica che i bonus fiscali per ristrutturazioni e risparmio energetico, previsti dalla Legge di Stabilità 2016, possano dare la spinta giusta per migliorare la condizione delle abitazioni esistenti in cattivo stato.
 
Per ottenere però questo risultato è necessario, secondo la Confederazione Nazionale degli Artigiani, rendere stabili e permanenti i bonus per l’edilizia.

Il Presidente di Confartigianato Edilizia, Arnaldo Redaelli, ha infatti dichiarato: “E’ indispensabile rendere stabili e permanenti, nella misura indicata nella Legge di Stabilità 2016, gli incentivi fiscali che consentono di raggiungere più obiettivi: riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio ed efficientamento energetico e difesa dell’ambiente, rilancio delle imprese delle costruzioni, emersione di attività irregolari”.

Secondo Confartigianato, la regolarizzazione dei bonus gioverebbe anche alla filiera delle costruzioni e all’indotto manifatturiero che conta complessivamente 680.354 imprese e 1.664.426 addetti. In maggioranza si tratta di piccole aziende: 594.828 micro e piccole imprese fino a 20 addetti dell’edilizia, installazione di impianti e fabbricazione dei mobili, che danno lavoro complessivamente a 1.343.467 addetti. 
 
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