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MERCATI

L’architettura in Italia: 2,6 miliardi di euro di volume d’affari e 70.000 addetti

di Rossella Calabrese
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Tutti i dati di ‘Italia Creativa’, il primo studio sull’industria della cultura e della creatività italiana

Vedi Aggiornamento del 24/06/2016
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22/01/2016 - È stato presentato il 20 gennaio alla Triennale di Milano “Italia Creativa”, il primo studio sull’industria della Cultura e della Creatività italiana realizzato da Ernst &Young con il supporto delle principali associazioni di categoria, guidate da Mibact e SIAE.
 
Obiettivo della Ricerca “Italia Creativa” è quello di delineare un quadro d’insieme sui numeri e le potenzialità complessive di un’industria che raramente viene considerata nel suo totale. Lo studio ha misurato 11 settori: Architettura, Arti performative, Arti Visive, Cinema, Libri, Musica, Pubblicità, Quotidiani e Periodici, Radio, Televisione e Home Entertainment, Videogiochi.
 
Per il 2014 (anno di riferimento), il valore economico complessivo è pari a 47 miliardi di euro, il 2,9% del prodotto interno lordo nazionale. Gli addetti sono quasi 1 milione, il 41% dei quali sono giovani fra i 15 e i 39 anni, contro una media del 37% in tutti i settori dell’economia del Paese.
 

Il settore Architettura

L’evoluzione di questo settore nel corso degli ultimi decenni - spiega lo studio - si potrebbe condensare in quella altrettanto profonda della figura dell’architetto: oggi una professione più che una vocazione, con connotati molto più tecnici e molto meno artistici. Il primato della funzione sull’estetica non è solo la conseguenza di una mutata sensibilità, ma anche della pesante crisi economica che non ha risparmiato il comparto.
 
Il valore economico del settore Architettura nel 2014 è pari a 2,6 miliardi di euro (diminuito del 6,2% rispetto al 2012), mentre gli occupati sono 69.489 (diminuiti del 5,6% rispetto al 2012). Quindi, fra il 2012 e il 2014 il valore del mercato dell’architettura è sceso di circa 170 milioni di euro e ha perso più di 4.000 occupati.
 
“Ma c’è una evidente disparità - prosegue la ricerca -: gli studi di architettura italiani con le spalle più larghe continuano a crescere. Il valore del fatturato aggregato per le top 25 società italiane è cresciuto del 17% nel 2014. Questo sviluppo asimmetrico è soprattutto legato alle attività in altre aree geografiche in espansione economica (come il Sud-Est asiatico), che offrono opportunità più difficili da cogliere per realtà nazionali medio-piccole”.
 
Considerando il fatturato in Italia delle prime 25 società di architettura, gli studi guidati da Renzo Piano (11.685.000 euro di fatturato nel 2014), Antonio Citterio (fatturato di 8.601.000 euro nel 2014) e Roberto Baciocchi (fatturato di 7.436.000 nel 2014) risultano ai primi tre posti. Tra le prime 15 società di architettura in Italia ci sono anche architetti stranieri con società che fatturano in Italia (es. David Chipperfield Architects).
 
In generale, il calo del volume d’affari e degli addetti registrato tra il 2012 e il 2014 ha spinto molti a cercare risposte nuove, che diano slancio al settore e siano portatrici di valore per la comunità. Uno dei temi globali al centro del dibattito, con riflessi anche in Italia, è quello della sostenibilità. Bioarchitettura, risparmio energetico ed energie rinnovabili, materiali “a chilometro zero” e riciclabili: elementi più o meno nuovi che, adeguatamente supportati, possono offrire rinnovate possibilità di sviluppo.
 

Le eccellenze italiane

Fra gli esempi più significativi di architettura sostenibile italiana, lo studio cita il MUSE - Museo delle Scienze a Trento e, fra i casi di successo internazionale di nuove realtà italiane, il gruppo RhOME for denCity, guidato da Chiara Tonelli, docente di Tecnologia dell’architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre, che ha vinto il Solar Decathlon Europe 2014.
 
Le nuove esperienze nel campo della sostenibilità si inscrivono nella cornice della riqualificazione urbana. “Gli spazi cittadini in cui oggi si concentra la sperimentazione architettonica sono le periferie, viste come un potente strumento per l’integrazione di fasce sociali spesso emarginate. Gli interventi investono il consolidamento e il restauro degli edifici pubblici, i luoghi d’aggregazione, la funzione del verde e la funzione del trasporto pubblico”.
 
A questo proposito, la ricerca ricorda il gruppo G124 fondato da Renzo Piano con l’obiettivo di attrarre giovani architetti per la realizzazione di un vero e proprio laboratorio focalizzato sul “riscatto architettonico” delle periferie. Alcuni fra i progetti che hanno coinvolto il Gruppo sono stati la Borgata Vittoria a Torino, il Viadotto dei Presidenti a Roma e il Quartiere Librino di Catania.
 
Inoltre, l’Italia è presente al vertice delle classifiche di quattro tra i maggiori premi di architettura di edifici a livello internazionale: il LafargeHolcim Award for Sustainable Construction ha premiato il progetto Saline Joniche di Reggio Calabria (2014 - Francisco Leiva - Grupo aranea, Alicante, Spain; Marco Scarpinato - AutonomeForme, Palermo, Italy); il World Architecture Festival ha premiato nel 2014 il progetto Urban SkyFarm a Milano (Rogers Stirk Harbour + Partners and Arup Associates); il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano ha vinto il premio CTBUH Skyscraper Award nel 2015; nel 2012 Palazzo Lombardia (Paolo Caputo Partnership; Sistema Duemila Architettura e Ingegneria s.r.l.) è il progetto vincitore del premio per il miglior grattacielo in Europa; nel 2010 il MAXXI di Roma di Zaha Hadid ha vinto il celebre Riba Stirling Prize.
 

Le innovazioni in architettura

“L’architettura in Italia, come riflesso del panorama internazionale - spiega la ricerca - , costituisce un’arte pronta e aperta ad innovare, condividendo con altri settori temi, spunti e oggetti di innovazione e sperimentazione. Tra questi, l’utilizzo dei materiali nell’architettura è da sempre un fenomeno interessante, che apre nuove opportunità e che caratterizza parte del dibattito settoriale.
 
Ad esempio, le declinazioni della ceramica riguardano sia gli interni sia gli esterni e, parlando di utilizzi, includono pavimenti e rivestimenti classici, grandi formati, facciate ventilate, pavimentazioni ad alto spessore con posa flottante, schermature solari (frangisole). Tali declinazioni possono supportare gli architetti in diversi utilizzi: alleggerimento del gres porcellanato per l’utilizzo in facciata, fonoassorbimento per uso interno, contenimento energetico attraverso soluzioni coibenti sono esempi al riguardo.
 
L’impatto, inoltre, delle evoluzioni tecnologiche e digitali, che ormai entrano in un numero sempre maggiore di settori, vede anche nell’architettura un terreno fertile. Ad oggi, nel contesto globale, il tema della Realtà Aumentata, ad esempio, costituisce un elemento di profondo rinnovamento rispetto al passato, con riflessi interessanti anche in Italia. Rispetto alla Realtà Virtuale, che prevede la totale immersione in un mondo interamente ricostruito in 3D attraverso l’uso di hardware apposito molto costoso, la Realtà Aumentata aggiunge digitalmente solo alcuni elementi alla realtà, impattando sempre maggiormente sia in fase di progettazione, sia di comunicazione.
 
Ulteriore trend architettonico innovativo, derivante da sperimentazioni in ambito di innovazione sui materiali, tecnologiche ed energetiche, sono le cosiddette “facciate mediatiche”, ovvero facciate di edifici diventate “schermi” veri e propri che trasmettono messaggi o che interagiscono con l’ambiente esterno. Il grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino (Renzo Piano), ad esempio, si caratterizza per una doppia pelle esterna, costituita da una serie di lamelle mobili di cristallo che assicurano ventilazione in estate e isolamento termico in inverno” conclude lo studio.

Il sito ufficiale della ricerca ‘Italia Creativa’

Foto: @Primaonline on Twitter
 
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