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NORMATIVA

Progettazione, il nuovo Codice Appalti punterà sulla qualità

di Paola Mammarella
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Concorsi di idee, promozione del BIM e incarichi affidati con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

Vedi Aggiornamento del 01/04/2016
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18/01/2016 – Garantire la qualità architettonica delle opere pubbliche dando centralità al progetto e avvalendosi dei concorsi di progettazione, affidare gli incarichi di progettazione senza basarsi sul criterio del prezzo, incentivare le attività di programmazione e controllo della Pubblica Amministrazione, evitare ritardi e contenziosi coinvolgendo da subito i cittadini interessati dalla realizzazione delle infrastrutture.
 
Cambierà così la fase di progettazione delle opere pubbliche. Le novità, introdotte dalla legge delega per il recepimento delle direttive comunitarie sui contratti pubblici,  costituiranno una guida per l’adozione del nuovo Codice Appalti.
 

Progettazione e qualità delle opere pubbliche

La fase progettuale e la qualità architettonica saranno valorizzate con l’introduzione dei concorsi di progettazione, ma anche promuovendo l’uso del BIM (Building Information Modeling) per la simulazione elettronica delle informazioni edilizie e la pubblicazione dei progetti online per permettere un'adeguata ponderazione dell'offerta.
 
Sull’argomento è stato anche approvato l’ordine del giorno, proposto dalla senatrice Laura Puppato, che impegna il Governo a regolamentare l’appalto pre-commerciale. Si tratta di un approccio problem solving, in cui la realizzazione delle opere non viene pensata in termini di riduzione dei costi, ma inizia dal concorso di idee per valorizzare l’innovazione e la compartecipazione.
 
Importando il débat public alla francese, le popolazioni interessate dalla costruzione delle infrastrutture strategiche dovranno essere coinvolte e si dovranno tenere in considerazione i pareri raccolti durante le consultazioni pubbliche nella fase della progettazione definitiva.
 

No alle varianti, incentivo 2% per i controlli

È stato cancellato l’incentivo pari al 2% dell’importo posto a base di gara ai progettisti interni della Pubblica Amministrazione. L’incentivo in realtà resta, ma viene destinato alle attività di programmazione della spesa, controllo delle procedure, direzione dei lavori e collaudo. In questo modo si eviteranno ritardi e non sarà necessario il ricorso alle varianti, che solitamente allungano i tempi di realizzazione e fanno lievitare i costi.
 

Affidamento degli incarichi e dei lavori in base alla qualità

Tutti i servizi di natura tecnica dovranno essere affidati secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. In questo campo si abbandonerà quindi il criterio del prezzo o del costo.
 
L’affidamento dei lavori non potrà avvenire sulla base del progetto preliminare, ma solo su quello esecutivo in modo da evitare varianti.
 
Il ricorso all’appalto integrato dovrà essere radicalmente limitato tenendo conto in particolare del contenuto innovativo o tecnologico delle opere da appaltare in rapporto al valore complessivo dei lavori.
 

Progettisti soddisfatti dalla Riforma degli Appalti

Buono il giudizio di Inarsind sulle novità introdotte dalla riforma. Secondo il sindacato nazionale ingegneri e architetti liberi professionisti italiani, l’eliminazione dell’incentivo del due per cento per i progettisti interni alla Pubblica Amministrazione, la limitazione dell’appalto integrato e il divieto di affidamento degli incarichi al prezzo più basso avranno un impatto positivo sui professionisti. “La speranza è che finalmente il testo definitivo guardi alle caratteristiche del professionista e alla qualità del suo lavoro con controlli anche alla fine dei lavori in modo che diventi premiante la qualità dell'opera realizzata piuttosto che solo progettata. Inarsind auspica che siano tenute separate le garanzie che devono prestare in sede di gara le imprese da quelle dei professionisti considerato che spesso vengono formulate richieste illogiche per liberi professionisti singoli, in associazione o in società di professionisti”.
 
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