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PROFESSIONE

CTU, i geometri chiedono un compenso minimo garantito

di Paola Mammarella
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Le proposte dei Geomobilitati per evitare difficoltà se l’immobile non è venduto o se la vendita avviene a un prezzo molto basso

Vedi Aggiornamento del 08/06/2016
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07/01/2016 – Introdurre un compenso minimo garantito per i consulenti tecnici d’ufficio (CTU). È l'idea lanciata dalla Federazione Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati Mobilitati – Geomobilitati, che ha proposto la revisione delle norme in vigore.
 
Come ricordato nella nota diramata dai Geomobilitati, la Legge 132/2015 ha previsto che il compenso del consulente sia calcolato sulla base del prezzo ricavato dalla vendita dell’immobile e non su quello stimato e che, prima della vendita, non si possano chiedere acconti superiori al 50% del compenso calcolato sul valore di stima

In altre parole questo significa che il professionista potrà ottenere il pagamento completo per tutto il servizio svolto solo se e quando la vendita sarà andata a buon fine.
 
La norma, si legge nella nota, persegue il risparmio pubblico ed è stata pensata per azzerare le discrepanze tra il valore stimato e il prezzo di vendita, ma, sostengono i Geomobilitati, crea difficoltà ai liberi professionisti.
 
Non è infatti da escludere, riporta la nota, che il bene venga venduto ad una cifra di molto inferiore rispetto al valore stimato. In questo caso, il professionista incaricato potrebbe essere costretto, magari a distanza di molto tempo, a restituire una parte del compenso precedentemente ricevuto.
 
Potrebbe anche accadere, ipotizzano i Geomobilitati, che l’immobile non venga venduto. I consulenti tecnici si troverebbero così a dover aspettare un tempo indefinito prima di ricevere il saldo del proprio compenso.
 
Per questo i Geomobilitati hanno chiesto di prevedere un compenso minimo per i casi in cui l’immobile non sia venduto o in cui la vendita venga conclusa ad un prezzo irrisorio per motivi procedurali o legati al mercato.
 
Critiche sull’argomento sono arrivate anche dal Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI), che ha definito le regole per la determinazione dei compensi dei CTU “un inaccettabile regalo alle banche” e dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT), che ha chiesto maggiore coinvolgimento delle professioni nelle decisioni.
 
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