Carrello 0
PROFESSIONE

Partite Iva, più tutele nel Jobs Act degli autonomi

di Alessandra Marra
Commenti 13548

Tra le novità: accesso ai bandi pubblici, detrazione delle spese per la formazione e maggiori certezze per i pagamenti

Vedi Aggiornamento del 27/07/2016
Commenti 13548
13/01/2015 – Maggiori tutele per professionisti e lavoratori autonomi, accesso ai bandi pubblici, detrazione delle spese di formazione e nuove misure per evitare la disparità di peso contrattuale tra committente e lavoratore autonomo.
 
Queste alcune misure contenute nella bozza del collegato alla Legge di Stabilità 2016 che intende riordinare il lavoro autonomo (noto anche come Jobs Act degli autonomi)  e che sarà presentato dal Governo entro fine gennaio, come riportato da Confprofessioni, soggetto coinvolto nella stesura del testo. 
 

Jobs Act degli autonomi: le novità per le Partite Iva

Il provvedimento conferma l’intento della Legge di Stabilità per il 2016 di aprire le porte dei bandi pubblici, sino ad oggi riservati esclusivamente alle aziende, anche ad autonomi e professionisti.
 
Di conseguenza i professionisti potranno partecipare ai bandi pubblici indetti dalle varie amministrazioni senza l’obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio o l’affiliazione ad una società.  
 
La norma renderà possibile detrarre il 100% delle spese sostenute per l'aggiornamento professionale, come corsi obbligatori, master e spese di iscrizione a convegni e congressi, fino a 10 mila euro l’anno.  
 
Anche le spe­se sostenute per servizi personalizzati di certificazione di competenze, orientamento, ricerca, addestramento, sostegno all'auto­imprenditorialità, formazione o riqualificazione professiona­le erogati da organismi accreditati saranno deducibili interamente dal reddito entro il limite annuo di 5 mila euro.
 
Inoltre i liberi professionisti e lavoratori autonomi potranno stipulare polizze assicurative, il cui costo sarà totalmente detraibile, per "recuperare" il mancato pagamento delle proprie parcelle.
 
Il provvedimento prevede anche una stretta contro la disparità di peso contrattuale tra committente e lavoratore autonomo, frenando clausole vessatorie e abusive a danno del professionista.
 
Ad esempio, sarà vietata la rescissione senza preavviso e unilaterale dei contratti senza un adeguato risarcimento; sarà considerato illecito un patto che riservi al solo committente la facoltà di modificare le condizioni del contratto nonché il patto che disponga termini di pagamento superiori ai 60 giorni dalla data di ricevimento da parte del committente della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente.   
 
Previsto anche lo sportello per gli autonomi sul mercato del lavoro, pres­so i centri per l'impiego e gli organismi accreditati, per la raccol­ta delle offerte e domande di lavoro autonomo, per fornire informazioni a professionisti e imprese, per fornire infor­mazioni relative alle proce­dure per l'avvio di attività autonome e per le eventuali trasformazioni, per l'accesso a commesse e appalti pub­blici, nonché sulle opportu­nità di credito e agevolazioni pubbliche nazionali e locali.  
 
Novità anche sul fronte previdenziale: in caso di malattia di gravità tale da impedire lo svolgimento della profes­sione per più di 60 giorni, si prevede la sospensione del versamento degli oneri previdenziali per l'inte­ra durata della malattia fino a un massimo di due anni. 
 
Al termine della malattia, il lavoratore potrà pagare il debito previdenziale relativo al periodo di sospensione in rate mensili nell'arco di un periodo pari a tre volte quello di sospensione.  
 
Un'altra novità concerne l'in­dennità di maternità che diventa di diritto erogabile alla lavoratrice, in­dipendentemente cioè da una effettiva astensione dall'atti­vità di lavoro; basterà una domanda all'Inps per ricevere la liquidazione dell'indennità di maternità.
 
Per il congedo parentale la norma eleva a sei mesi (attualmente sono tre) il periodo di tutela e allunga il periodo di frui­zione (da un anno) fino a tre anni di vita del bambino equiparando di fatto gli autonomi ai lavoratori dipendenti. 
 

Jobs Act degli autonomi: a chi si applicherà

La norma si applicherà a tutti i rapporti di lavoro autonomo, con esclusione di imprese e piccoli imprendi­tori artigiani e commercianti iscritti alla camera di commercio.
 
Le norme dovrebbero, pertanto, riferirsi agli iscritti agli ordini professionali e a tutti i titolari di Partita Iva senza un proprio albo di ri­ferimento.
 
Alcune delle disposizioni però non potranno riguardare gli iscritti a ordini professionali, come quelle relative alla previdenza, perché ciascun Ordine ha una sua cassa previdenziale che prevede regole specifiche relative anche alla malattia e alla maternità.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui