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PROFESSIONE

Via libera allo Statuto dei lavoratori autonomi, nuove tutele per i professionisti

di Paola Mammarella
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Deducibilità totale dei corsi di formazione, accesso ai fondi europei, congedi parentali fino a sei mesi, agevolazioni in caso di malattia e infortunio

Vedi Aggiornamento del 04/11/2016
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29/01/2016 – Corsi di formazione e aggiornamento professionale interamente deducibili, maggiori tutele in caso di maternità o malattie, congedi parentali più lunghi e possibilità di accesso ai fondi europei come per i piccoli imprenditori.
 
Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo Statuto dei lavoratori autonomi, conosciuto anche come Jobs Act degli autonomi. Come spiegato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, sono stati confermati i contenuti annunciati nei giorni scorsi. Il testo ora dovrà affrontare l’iter per l’approvazione in Parlamento.
 

Statuto lavoratori autonomi: formazione deducibile al 100%

È prevista la deducibilità totale, fino a 10 mila euro annui, delle spese per l’iscrizione a master, corsi di formazione o aggiornamento professionale e per la partecipazione a convegni e congressi.
 
Saranno deducibili al 100% le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità finalizzate all’inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro. In questo caso è stato previsto un tetto dell’agevolazione pari a 5 mila euro all’anno.
 

Fondi europei e appalti nel Jobs Act degli autonomi

Nell’accesso ai piani operativi regionali (POR) e nazionali finanziati da fondi strutturali europei, i professionisti saranno equiparati alle piccole e medie imprese. 
 
I centri per l’impiego dovranno dotarsi di sportelli dedicati al lavoro autonomo attraverso i quali le Pubbliche Amministrazioni promuoveranno la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici. I requisiti e le procedure previste dai bandi saranno adattati con questo obiettivo.
 

Maternità e congedi parentali con lo Statuto dei lavoratori autonomi

Tutte le professioniste e le lavoratrici autonome potranno ricevere l’assegno di maternità indipendentemente dalla reale astensione dal lavoro. L’assegno coprirà i due mesi precedenti e i tre successivi al parto, ma in questo periodo si potrà comunque lavorare ed emettere fattura senza perdere il corrispettivo della maternità. La disposizione è stata studiata per equiparare le lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata dell’Inps alle professioniste appartenenti ad altre Casse di previdenza di categoria, che già prevedono questa possibilità.
 
I professionisti, genitori di bambini nati a partire dal 1° gennaio 2016, potranno usufruire di un congedo parentale della durata di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino.
 

Gravidanza, malattia e infortunio di professionisti e lavoratori autonomi

In caso di gravidanza, malattia e infortunio di un lavoratore autonomo che presta la sua attività in via continuativa per un committente, scatterà la sospensione del rapporto di lavoro fino a 150 giorni, senza diritto al corrispettivo.
 
Nel caso in cui la malattia o l’infortunio siano tali da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni, si potrà sospendere il pagamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per l’intera durata della malattia e dell’infortunio fino ad un massimo di 2 anni.
 
I periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, saranno equiparati alla degenza ospedaliera.
 

Jobs Act autonomi e tempi di pagamento

Saranno considerate abusive le clausole contrattuali con cui le parti concordano tempi di pagamento superiori a sessanta giorni dal momento in cui il committente riceve la fattura. Il committente non potrà inoltre modificare in modo unilaterale le condizioni contrattuali o recedere dal contratto senza un congruo preavviso. In tutti questi casi, il professionista avrà diritto al risarcimento dei danni.
 

Lavoro agile

Il testo regola anche il lavoro agile. Non si tratta di una nuova tipologia contrattuale, ma di una modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
 
La prestazione di lavoro subordinato potrà essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
 
Sono previsti lo stesso trattamento economico, le stesse garanzie in materia di sicurezza e gli stessi incentivi applicati a chi svolge le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

A detta del Colap, Coordinamento libere associazioni professionali, lo Statuto è migliorabile e potrebbe fare di più. L’allargamento delle tutele è considerato ottimo, ma bisognerebbe aggiungere una sorta di incoraggiamento ad aprire Partita Iva e, per il cliente, a rivolgersi ai servizi professionali. Nel nuovo testo, propone il presidente Emiliana Alessandrucci, si potrebbero inserire incentivi per le nuove partite iva, opzione di riduzione delle aliquote contributive per i primi anni di attività e possibilità di deducibilità delle fatture anche dei professionisti associativi.


 
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