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SICUREZZA

Antisismica, Enea: Italia leader mondiale in dispositivi 'antiterremoto' per i beni culturali

di Alessandra Marra
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Per la sicurezza di edifici monumentali utilizzati dispositivi innovativi come i basamenti antisismici sotto i bronzi di Riace

Vedi Aggiornamento del 15/02/2016
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18/01/2016 – L’Italia vanta il primato mondiale per dispositivi 'antiterremoto' a tutela del patrimonio culturale e il primato europeo per l'applicazione dell'isolamento e dissipazione di energia su edifici, ponti e viadotti.
 
A evidenziare la leadership italiana nel campo dell’antisismica è l’Enea nello Speciale “100 anni di Ingegneria Sismica” che però sottolinea anche la fragilità del contesto abitativo e la necessità di una corretta ed efficace politica di prevenzione.
 

Antisismica: tecnologie avanzate in Italia

L’Italia vanta il primato mondiale per dispositivi 'antiterremoto' a tutela del patrimonio culturale; vengono infatti tutelate opere importanti (ad esempio i bronzi di Riace protetti da basamenti ‘antiterremoto’) grazie a sistemi antisismici innovativi per gli edifici monumentali.
 
L’Italia è leader, a livello europeo, per l’applicazione dell’isolamento e della dissipazione di energia a edifici, ponti e viadotti, e ha consolidato questo ruolo soprattutto dopo il terremoto in Abruzzo del 2009. Secondo l’Enea infatti solo all’Aquila i nuovi edifici isolati con sistemi salva-vita sono oltre un centinaio, sia di nuova costruzione che riguardanti retrofit di edifici esistenti.
 
Per gli esperti l’Italia è tra i paesi leader mondiali per numero di strutture protette da sistemi antisismici (quinta dopo nazioni molto più popolose come Giappone, Cina, Russia, Stati Uniti); vi sono oltre 400 edifici dotati di dispositivi antisismici (AS).
 
A livello mondiale, nel 2013 erano oltre 23.000 le strutture protette con sistemi antisismici in oltre 30 paesi: ponti e viadotti, edifici civili ed industriali, impianti, inclusi quelli nucleari e chimici a rischio di incidente rilevanti. I materiali utilizzati sono di tutti i tipi: cemento armato, acciaio e persino legno.
 

Rischio sismico sulle strutture esistenti

L’ENEA però ha anche sottolineato che oltre il 70% dell’edificato attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirlo, comprese scuole, ospedali e molti altri edifici strategici.
 
Nel documento ha analizzato il rischio sismico tra nuove costruzioni e strutture esistenti: le prime dispongono di soluzioni tecniche in grado di resistere anche ai terremoti più violenti mentre le seconde sono caratterizzate da sistemi e materiali scadenti.
 
Paolo Clemente, dirigente di ricerca ENEA che ha curato lo Speciale  ha spiegato: “La maggior parte delle nostre costruzioni italiane ha più di 50 anni ed è stata realizzata in fretta, senza adeguati controlli, facilitando l’uso di sistemi e materiali scadenti. Inoltre, interventi architettonici e/o strutturali impropri, hanno spesso accelerato gli effetti legati alla vetustà ed al degrado, acuiti da una manutenzione carente, se non del tutto assente”.
 
Secondo gli esperti “gran parte degli edifici non è in grado di sopportare l’azione sismica che attualmente la normativa prescrive per gli edifici di nuova costruzione nei rispettivi siti”; ciò dovrebbe determinare una maggiore attenzione nelle tecniche di isolamento sismico.
 
Secondo l’Enea le strutture esistenti dovrebbero “utilizzare” maggiormente le moderne tecnologie antisismiche a disposizione dell’Italia che “possono garantire un grado di sicurezza non perseguibile con tecniche tradizionali, senza incidere significativamente sui costi”.
 
C’è la necessità, avvertono gli esperti, di una corretta politica di prevenzione, basata su un’oculata programmazione della spesa e degli interventi e su precise priorità rispetto alla pericolosità e allo stato di salute delle costruzioni, con particolare riferimento a opere strategiche o di particolare rilevanza quali scuole, ospedali, prefetture, caserme.
 

Antisismica: come proteggere il territorio

Il documento Enea descrive alcuni modi in cui è possibile proteggere edifici e infrastrutture dal rischio terremoti: l’approccio tradizionale è quello di rendere la struttura sufficientemente robusta, affinché possa resistere al massimo terremoto atteso nella zona in cui sorge. Un’altra soluzione prevede l’applicazione di dispositivi di isolamento sismico che riducono drasticamente le azioni sismiche trasmesse dal terreno alla struttura. La terza comporta un mix delle due tecniche.
 
L’isolamento sismico consente di realizzare edifici di nuova costruzione con un elevatissimo grado di sicurezza: un edificio isolato sismicamente (se ben progettato) non si danneggia nemmeno in occasione di un evento sismico violento, preservando anche il contenuto.
 
L’uso dell’isolamento sismico in edifici di nuova realizzazione non comporta, in genere, particolari problemi: è quasi sempre applicabile e, nelle zona a media e elevata sismicità, se ben progettato, non comporta alcun incremento del costo di costruzione. Per gli edifici esistenti, invece, l’inserimento dell’isolamento sismico non sempre è possibile sia per motivi tecnici (possibilità di intervenire in sicurezza alla base della costruzione, vicinanza di altri edifici, ecc.) che economici.
 
L’Enea però avverte: non basta applicare sistemi antisismici, ma occorre farlo in modo corretto,  affinché risultino effettivamente “salva vita” e non rendano, invece, l’opera meno sicura di una convenzionale. Questo vale, in particolare, “per gli isolatori, occorre sceglierli, progettarli, qualificarli, produrli, verificarli, installarli, proteggerli ed ispezionarli in modo adeguato, assicurandosi che le loro caratteristiche previste a progetto restino inalterate durante l’intera vita della costruzione”.
 
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