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LAVORI PUBBLICI

Appalti, in Sicilia scaduta la legge contro il massimo ribasso

di Paola Mammarella
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Cisl e Filca regionali: ‘tornando alla legge precedente si rischia l’aumento delle opere incompiute’

Vedi Aggiornamento del 07/06/2016
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04/02/2016 – È decaduta la norma siciliana che aveva tentato di porre un freno alle aggiudicazioni degli appalti al massimo ribasso.
 
Si tratta della Legge Regionale 14/2015 che ha introdotto delle modifiche a termine nella LR 12/2011, con cui la Regione Siciliana ha recepito il Codice Appalti.
 
La LR 14/2015 aveva previsto che, fino al 31 dicembre 2015, negli appalti da aggiudicare col criterio del prezzo più basso, che non hanno carattere transfrontaliero e di importo inferiore alla soglia comunitaria, la Stazione Appaltante potesse prevedere nel bando che fossero automaticamente escluse le offerte con una percentuale di ribasso maggiore o uguale alla soglia di anomalia, da calcolare secondo criteri prestabiliti.
 
L’individuazione delle soglie avrebbe portato all’eliminazione automatica di alcune offerte considerate anomale. Secondo il legislatore regionale, questo sistema avrebbe garantito l’accesso delle imprese oneste al mercato degli appalti, determinando un miglioramento in termini di concorrenza.
 
La norma era stata impugnata dal Governo, che aveva deciso di accertare la sua legittimità costituzionale. A detta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il meccanismo di calcolo non era adeguato perché, determinando in modo casuale la variazione in aumento o in diminuzione, creava una sostanziale variazione del numero delle offerte escluse automaticamente rispetto all'esclusione automatica operata dalla norma del 2011.
 
Il problema è stato eliminato alla radice dal momento che, non prevedendo nessuna proroga, la legge ha cessato di avere effetto.
 
Dure le critiche dei sindacati Cisl e Filca regionali. Secondo i segretari, Mimmo Milazzo e Santino Barbera, “sarebbe bastato realizzare una riforma compiuta che finalmente voltasse pagina rispetto allo scandaloso sistema del massimo ribasso. Invece l’approssimazione del governo regionale ha prodotto il risultato di un balzo indietro piuttosto di uno in avanti. Tornare alla legge precedente si tradurrà nell’aggiudicazione di gare con ribassi in media del 37%. I rischi di questo meccanismo perverso saranno ancora una volta quelli della lievitazione delle incompiute, fino addirittura al 90%, del mancato rispetto delle misure di sicurezza nei cantieri e della irregolarità contributiva per i lavoratori”.
 
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