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LAVORI PUBBLICI

Infrastrutture, Ance: ‘+8% di investimenti nel 2016 rispetto al 2015’

di Alessandra Marra
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‘Con la soppressione del Patto di stabilità interno si potranno finalmente liberare i pagamenti pregressi alle imprese’

Vedi Aggiornamento del 13/04/2016
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04/02/2016 – Il Governo torna ad investire nelle opere pubbliche con Legge di Stabilità per il 2016 che abolisce il Patto di Stabilità e destina maggiori risorse a scuole e infrastrutture.
 
A stimarlo l’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) che in un documento ha evidenziato come la Legge di Stabilità 2016 esprima la volontà del Governo di basare la ripresa dell’economia italiana anche sul rilancio degli investimenti pubblici, sostenendo una decisa ripresa del comparto delle opere pubbliche come infrastrutture, scuole e opere contro il rischio idrogeologico.
 

Le misure per il rilancio degli investimenti pubblici

Per l’Ance le misure che sostengono la ripresa riguardano principalmente: la cancellazione del Patto di stabilità interno, l’accelerazione della spesa da realizzare nel 2016, grazie all’utilizzo della clausola europea per gli investimenti, e l’interruzione dei continui tagli agli stanziamenti per nuove infrastrutture.
 
Inoltre, allargando l’analisi ad un orizzonte temporale più ampio, emerge l’intenzione di offrire una maggiore stabilità finanziaria ad alcuni importanti programmi di spesa come l’edilizia scolastica, il rischio idrogeologico, il Piano pluriennale Anas 2015-2019, il Contratto di programma delle Ferrovie dello Stato.
 
Secondo le stime l’Ance registra, grazie alla Legge di Stabilità 2016, un incremento di circa l’8% in termini reali delle risorse per nuove infrastrutture iscritte nel Bilancio dello Stato per il 2016 rispetto all’anno precedente, interrompendo il trend decrescente delle risorse per le opere pubbliche, che dal 2008 al 2015 hanno subito un taglio complessivo del 42,6%.
 
Nel documento si mette in evidenza come tale aumento delle risorse si è riscontrato anche a livello locale, con una dinamica analoga sulle spese effettivamente sostenute. Secondo i dati della Ragioneria dello Stato, infatti, tra il 2008 e il 2014, i Comuni hanno ridotto del 47% le spese in conto capitale e aumentato del 17% quelle correnti. La ragione di tale andamento è rintracciabile nelle regole di funzionamento del Patto di stabilità interno che, a partire dalla sua introduzione nel 2008, ha determinato una progressiva, drastica, riduzione della spesa in conto capitale degli enti locali, senza al contempo riuscire a contenere, in alcun modo, le spese correnti.
 
Inoltre l’Ance ha sottolineato che attraverso la soppressione del Patto di stabilità interno e il contestuale passaggio al cosiddetto “pareggio di bilancio”,  gli enti territoriali potranno finalmente liberare i pagamenti pregressi alle imprese, superando un problema che ha creato enormi difficoltà alle imprese negli ultimi otto anni.
 
Allo stesso tempo, il superamento del Patto consentirà di superare tutte le distorsioni sulla spesa in conto capitale provocate in questi anni dalle regole di finanza pubblica a livello territoriale. Ciò dovrebbe permettere di rilanciare l’attività di investimento attraverso interventi utili al territorio e al benessere dei cittadini, come quelli di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, in grado, inoltre, di sostenere il sistema economico a livello locale.
 
Il documento Ance sottolinea che l’attuazione di questi interventi e l’accelerazione di altri già avviati nel 2016 sarà possibile grazie alla clausola europea per gli investimenti che potrebbe aumentare di 3,5 miliardi di euro la spesa del 2016 in infrastrutture e quindi liberare importanti risorse rimaste finora bloccate.
 

Infrastrutture: investimenti per Anas e Ferrovie dello Stato 

L’Anche ha messo in luce che la Legge di Stabilità 2016 oltre a privilegiare l’effettiva realizzazione degli investimenti già nel 2016, fornisce maggiore stabilità finanziaria ai programmi infrastrutturali e ai grandi soggetti attuatori su un orizzonte pluriennale.
 
L’Anas, ad esempio, potrà contare nel 2016 sulla forte iniezione di risorse prevista nella Legge di stabilità per il 2016, quale contributo in conto capitale, per 6.800 milioni di euro, di cui 1.110 milioni nel 2016, 1.340 milioni nel 2017, 1.350 milioni nel 2018 e 3.000 milioni nel biennio 2019-2020. Tali risorse consentiranno, peraltro, di dare maggiore certezza alla programmazione dell’Ente definita nell’ambito del Piano pluriennale Anas 2015-2019 da 20,2 miliardi di euro in corso di approvazione definitiva.   
 
Un discorso analogo riguarda anche le Ferrovie dello Stato che nel triennio 2016-2018 potranno contare su 8,3 milioni di euro. Tali risorse contribuiranno a dare concretezza al Contratto di Programma 2012-2016. 
 
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