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NORMATIVA

Architetti: ‘è nel riuso il futuro delle opere incompiute’

di Rossella Calabrese
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Leopoldo Freyrie, Presidente Cnappc: ‘ma che fine ha fatto il bando per le periferie?’

Vedi Aggiornamento del 13/10/2016
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24/02/2016 - “Dal nuovo Codice degli Appalti ci aspettiamo che non ci sia più bisogno di aggiornare il ‘catalogo delle incompiute’, che sono il risultato di una programmazione inesistente e di errori di calcolo di tempi e di costi nella gestione delle opere pubbliche, errori che la nuova normativa dovrebbe scongiurare”.
 
“Ma non basta: serve che le opere presenti nel ‘catalogo’ e diventate inutili siano oggetto di interventi di riuso per tornare a rendere vivibili spazi ed edifici che sono stati abbandonati per insipienza politica o per errori tecnici”. Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
“Il Consiglio Nazionale degli Architetti - continua Freyrie - ha più volte sottolineato che il destino delle opere incompiute, a meno che non siano così importanti da dover essere concluse o degli eco-mostri da dover essere abbattuti, sta nel loro riuso e nella loro trasformazione”.

“Non possono essere lasciate - prosegue Freyrie - a simbolo di un Paese che non funziona perché, come ha sottolineato il Ministro Delrio, rappresentano ‘la rottura del patto di fiducia tra la pubblica amministrazione e i cittadini’”. Il riferimento è all'intervento del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ad un convegno promosso dall'Ordine del commercialisti della provincia di Napoli a Giugliano (Na), nel corso del quale ha aggiunto che “dobbiamo attuare un piano che ci porti fuori dall'inconcludenza”.
 
“Serve allora realizzare - affema il Cnappc - interventi di qualità, selezionati attraverso concorsi di progettazione per poter avviare un’agenda urbana efficace e compiere scelte innovative per le nostre città e i cittadini al fine di realizzare un salto di qualità sotto il profilo della sostenibilità non solo urbanistica ed architettonica, ma anche sociale ed economica”.
 
“A questo possono positivamente contribuire quegli interventi e quelle risorse destinati alle periferie urbane attraverso l’apposito bando annunciato dal Presidente del Consiglio del quale, però, sembra si sia persa ogni traccia” - concludono gli Architetti.
 

Le opere incompiute, Codacons: uno spreco da 4 miliardi di euro

L'ultimo aggiornamento del Ministero delle Infrastrutture conta 868 opere pubbliche incompiute a fine 2014. La regione con il maggior numero di opere non ancora completate è la Sicilia, con 215 incompiute censite. La più virtuosa è la Provincia di Trento che segnala di non avere opere incompiute.

Secondo il Codacons, “queste infrastrutture sono già costate in media 166 euro a famiglia, e per portarle a compimento servirebbero altri 1,4 miliardi di euro. Risorse sottratte alla collettività costretta a finanziare dighe progettate negli anni ‘60 e poi lasciate in stato di abbandono, porti inaugurati e mai utilizzati, strade che non portano in nessun posto perché lasciate a metà, strutture inutilizzate a causa degli elevati costi di gestione” - afferma il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi.
 

Il ‘record assoluto dello spreco’ spetta - secondo l’associazione - alla Città dello sport di Tor Vergata a Roma, costata finora ai cittadini oltre 607 milioni di euro. “Ciò che resta del progetto è lo scheletro della Vela di Calatrava, un vero e proprio mostro urbano che danneggia la città e i residenti della zona, e che andrebbe immediatamente abbattuto”. Vedi le più eclatanti opere incompiute d'Italia
 

Il bando per le periferie

Ricordiamo che il Bando da 500 milioni di euro per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie era atteso entro il 31 gennaio 2016, come previsto dalla Legge di Stabilità 2016.
 
Ma ad oltre tre settimane dalla scadenza, il bando non è ancora stato pubblicato. Il ritardo ha ormai eroso quasi tutto il tempo che i Comuni avrebbero avuto a disposizione per la presentazione dei progetti che, sempre secondo la Legge di Stabilità, sarebbe dovuta avvenire entro il 1° marzo 2016.
 
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